Quel sabato non mi alzai per andare a lavorare. Ero ancora scossa per quello che non era successo con Harry, mentre l'immagine di me che umiliava Cho mi si riproponeva sempre davanti agli occhi. Perché ero stata così infantile? Sprofondai la faccia sul cuscino, dando sfogo alla mia rabbia con un piccolo urletto.
Un bussare alla porta mi riportò bruscamente alla realtà.
"Hermione, sei sveglia?"
Panico totale: fingere di star dormendo o rispondere? La mia mente malata optò per la prima opzione, anche perché ero troppo terrorizzata per affrontare l'argomento a quell'ora del mattino.
Incurante che io non avessi dato alcun segnale di vita, lo sentii schiudere la porta ed entrare, mentre come una bambina, chiudevo gli occhi e cercavo di rilassarmi.
Perché solo nei film i personaggi riuscivano a sembrare morti, mentre l'assassino sterminava tutti?
Sentii un peso sul letto come se si fosse steso accanto a me, ma mi obbligai a rimanere con gli occhi chiusi.
A un certo punto, sembrava quasi che non ci fosse più nessuno nella stanza, io ormai ero di un tenero color blu e non sapevo cosa stesse facendo Harry. Era lì, sentivo ancora il peso sul letto, ma era pericolosamente tranquillo.
"Hermione? Mi mostri i tuoi begli occhioni e la finisci di interpretare la Bella Addormentata?"
Cavolo, mi aveva beccato!
"Quindi se adesso ti bacio, ti svegli?" continuò a provocarmi.
Di scatto aprii gli occhi e vidi i suoi sornioni che si prendevano beffa della mia ingenuità.
"Non dormivi?"
"Finiscila, Harry, lo sai benissimo che fingevo. Piuttosto che vuoi?"
Sapevo di essere sgarbata, ma entrando in quel modo nella mia stanza aveva appena violato la mia privacy.
"Quando dormi, anzi quando fingi di dormire, sei stupenda. Ma credo di preferirti quando sei arrabbiata, amo vedere le tue gote diventare rosse..."
"Harry, arriva al punto, potrei non avere la pazienza necessaria per evitare di ucciderti!"
"Signorina Granger, vuole unirsi a me per una colazione fuori?" disse, accompagnando le sue parole con un occhiolino.
Finsi di pensarci un po' solo per vedere la sua espressione buffa, quel broncio che metteva su quando fingeva di essere triste. Adoravo vedere quel musetto corrucciato.
"Ci sto! Dammi solo un po' di tempo... sono un disastro."
"Ma che dici? Anche con i capelli sottosopra, i vestiti strappati e il trucco sbavato, faresti sempre la tua bella figura." replicò con la faccia tosta più seria che avessi visto.
"Certo come no!"
"Ti assicuro che con i vestiti strappati staresti benissimo, giuro!"
Eccolo là, lui e il suo solito modo di scherzare, anche se da come mi stava guardando sembrava parlasse sul serio.
"Fuori! Dieci minuti e sono pronta per te..."
"Io anche ora..."
"Harry!"
"Hermione?"
In preda all'esasperazione, uscì dal letto e lo spinsi verso la porta, sembrava l'unico modo per fargli capire che doveva lasciarmi sola. Dopotutto, non era mai stato una persona perspicace!
Uscimmo di casa a braccetto. Il cattivo umore mi era passato mentre mi preparavo, scegliendo con cura gli indumenti che avrei indossato. Il sole fuori dalla finestra mi aveva trasmesso un po' di energia positiva e mi promisi mentalmente di godere di quella giornata con Harry.
Non trascorrevo intere giornate con lui dai tempi della ricerca agli Horcrux e il fatto che, rispetto a quei giorni, fossi lavata e profumata, serviva molto alla mia autostima.
Harry era l'unico che mi avesse visto anche in quei giorni in cui ero veramente orribile e mai mi aveva rivolto una parola sgradevole o mi aveva preso in giro.
"Hai freddo?" Avevo visto con la coda dell'occhio i suoi tremolii e il suo abbigliamento leggero, non adatto alle temperature invernali.
"Vuoi per caso, questa?" dissi, mostrandogli la sua sciarpa che avevo preso all'ingresso prima di uscire.
"Ma quando...?" Sembrava quasi incredulo di fronte al mio gesto. Ero stata per troppo tempo a preoccuparmi di lui e di Ron da non riuscire a smettere di comportarmi come una mamma chioccia per loro.
"Grazie" rispose, prima di darmi un bacio sulla guancia che mi lasciò calda per alcuni secondi. Che cosa mi stava succedendo? "Mi hai preso anche i guanti?"
"Ho solo i miei! Ma possibile che devo pensarci sempre io a te?"
Mi tolsi un guanto e gli feci segno di metterlo nella sua mano sinistra, come me, mentre intrecciavo la mia mano sinistra alla sua. "Queste le scaldiamo così."
Diede una leggera strizzata come consenso e un secondo bacio per ringraziarmi, mentre una vocina dentro di me cominciava a dirmi che doveva smetterla di comportarsi come un playboy con me, non ne aveva bisogno. Non doveva baciarmi o rivolgere un particolare sguardo, perché per lui avrei fatto qualsiasi cosa. Sempre.
Arrivammo in caffetteria e ci dirigemmo verso un tavolino in fondo e Harry cominciò a leggere il menù e a scorrere con il dito i vari tipi di caffè. Potevo vedere i suoi occhi confusi, incredulo di fronte a una lista così lunga e in effetti, lo avevo portato lì proprio per quella vasta scelta e per le torte. Solo in quel locale, riuscivano a soddisfare la mia voglia di variare e soprattutto la mia passione per i dolci.
"Vado a prendere i dolci, tu decidi con calma" dissi, alzandomi dal mio posto e dirigendomi verso il mio paradiso terrestre. Alla fine, tornai dopo un paio di minuti con le torte più belle che avessi mai visto e vidi Harry rivolgermi uno sguardo di puro piacere.
"Oh mamma, queste sì che si chiamano torte!"
"Siete pronti per l'ordinazione?" ci chiese una cameriera.
"Cappuccino."
"Cioè dopo che hai studiato a memoria quel menù, hai scelto un cappuccino?" chiesi, un tantino incredula.
"È l'unico che conosco! Tu che prendi?" mi chiese.
"Caffè macchiato alla vaniglia! Li ho provati tutti, mancava giusto questo."
La cameriera ci rivolse un sorriso e si allontanò per andare a prendere le nostre bevande calde, mentre io venivo sottoposta allo sguardo di Harry. "Come fai ad averli provati tutti? Meno male che ti lamenti delle finanze..."
"Oh, taci! Non morirò per un caffè preso fuori. Privarmi di questo piccolo momento vorrebbe dire togliermi ogni piacere." Non esageravo, perché a volte uscire fuori e non pensare ai problemi che mi affliggevano era l'unico rimedio possibile, e solo in quella caffetteria potevo godermi tranquillamente qualcosa che amavo tanto. Con il freddo fuori, rifugiarsi lì era una necessità, un capriccio che era entrato a far parte della mia routine quotidiana e a cui non avrei mai rinunciato.
"Qual è la mia torta?" chiese indicando le due enormi fette che avevo portato.
"Entrambe, le mangiamo insieme... ti va? Una è bianca, l'altra al cioccolato!" Gli porsi la forchetta, mentre con la mia mi accingevo ad assaggiare quella al cioccolato.
Non potei trattenere un piccolo gemito di piacere.
"Buona?" chiese con un mezzo sorrisino.
"Più che buona, è..."
"Orgasmica" commentò asciutto, mentre con nonchalance mangiava la metà dell'altra torta.
"Questa è particolare, che torta è?"
"Mandorle con glassa al limone" dissi, allungando la mia forchetta verso la sua fetta.
"Mandorle?"
"Deliziosa, Harry! Mmmh, che hai?" Il mio migliore amico sembrava aver visto un fantasma.
"Sono allergico alle mandorle."
Capii la sua apprensione, ma trovai la sua reazione un tantino esagerata. Insomma, non ero allergica a nulla, ma non credo che mangiare qualche pezzettino di mandorle possa nuocere tanto alla salute, soprattutto non dopo che hai visto la morte da vicino.
"Facciamo cambio?" Gli porsi la mia fetta di torta al cioccolato sperando di averlo convinto.
Si alzò di scatto e, prendendo il portafogli, lasciò sul nostro tavolinouna banconota sufficiente a pagare il conto.
"Dov'è la farmacia più vicina?" mi chiese, distruggendo ogni mia speranza di finire di mangiare.
Con uno sbuffo, presi la mia giacca e gli feci cenno di seguirmi. "Vieni, non è lontana. Sono solo due minuti a piedi."
Era rimasto in silenzio per tutto il tragitto e ora che ci trovavamo in fila in farmacia sembrava anche più di cattivo umore. Come potevo sapere che fosse allergico alle mandorle? Insomma, non era colpa mia!
"Uffa." commentò nei confronti della commessa un po' troppo lenta.
Fu solo allora che mi accorsi di un piccolo particolare: il suo labbro inferiore era diventato enorme e alla sua vista scoppiai a ridere, suscitando la sua perplessità.
"Perché ridi?"
"Il tuo... ecco, hai delle labbra da baciare." Non riuscii a trattenere oltre la mia risata che attirò anche l'attenzione delle persone di fronte a noi.
"Che intendi?"
Decisi di porgli direttamente lo specchietto in modo che lui stesso potesse vedere a cosa mi riferissi e, quando vidi la sua espressione sconvolta, risi anche più forte e apertamente. Era uno spettacolo vedere la faccia di Harry in quel momento.
"Sto per morire" disse in tono melodrammatico.
Anziché rispondergli, presi in mano il mio telefono per comporre un breve messaggio.
"Io sto per morire e tu scrivi un messaggio?" chiese, sorpreso dal mio digitare, considerandomi insensibile alle sue sofferenze.
"Devo dire alle ragazze che Voldemort avrebbe potuto ucciderti con una spolveratina di mandorle" risposi tranquilla, ignorando il vittimismo del mio migliore amico. Possibile che avesse affrontato dei draghi, i Mangiamorte, il Male in persona e si lagnasse, ora, come una femminuccia?
"Non ti credevo una donna così crudele!"
Lo guardai con gli occhi che brillavano per l'allegria. "Non esagerare," mi avvicinai a lui, sfiorando quel labbro gonfio, "vedrai che con la medicina passerà tutto. La bua passerà da sola."
"Hermione, prima che io muoia posso chiederti una cosa?"
"Cosa?" sbottai irritata.
"Mi dai un bacino sulla bua?" Sbatté le ciglia come a volermi dimostrare quanto fosse un bravo bambino e io come una stupida assecondai la sua richiesta. Perché era un gioco, no?
Mi alzai sulle punte dei piedi per sfiorare le sue labbra in un bacio. Fu breve e innocuo, o almeno fu quello che credemmo io e Harry all'inizio, ma quando ci guardammo negli occhi, sentimmo qualcosa che non avremmo mai creduto di sentire. Qualcosa che avevamo sempre nascosto.
Desiderio.
NdA: Buon Natale a tutti!
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An endless love
FanfictionRaccolta di storie incentrate su Harry e Hermione, per descrivere la bellezza del loro rapporto. Amicizia, amore, a loro non importa finché ci saranno l'uno per l'altro. |Harry/Hermione|Post Seconda Guerra Magica|Fluff| Angst|
