{Vivere ed essere sinceri}
#Passo settimo
Il mattino dopo Hermione si ritrovò sul suo letto senza ricordare di esserci arrivata. Per un breve momento, si era dimenticata di quello che era successo, ma le bastò sentire il respiro lieve di Harry per ricordare; era lì, al suo fianco e sembrava quasi in pace.
Aveva allungato una mano per sfiorare la sua guancia, per vedere se era tutto reale e non un crudele sogno. Harry era tornato da lei il giorno prima e ora stava dormendo come se non fosse successo nulla.
Forse potevano andare avanti insieme e ricostruire su quelle macerie.
Decise di non alzarsi, ma di restare ancora sdraiata in modo da poterlo osservare. Erano passati cinque anni e il suo migliore amico era cambiato nell'aspetto, ma anche nei modi.
La sera prima era stato restìo a parlarle, e attraverso tutti i silenzi aveva capito che cosa aveva fatto in quegli anni. Dopotutto era tipico di lui, se a diciassette anni era stato capace di partire alla ricerca degli Horcrux con pochissime informazioni, era ovvio che fosse andato a stanare gli assassini di Ginny. E li aveva trovati; le morti, le vite che era stato costretto a prendere erano visibili nelle occhiaie e nel tremolio delle mani.
Nonostante tutto, Harry aveva paura di quello che stava diventando, timoroso di andare troppo oltre e di smarrirsi. Non l'aveva mai fatto con Voldemort, perché c'erano i suoi migliori amici con lui, ma una volta rimasto solo, tutto il peso del presente gli era caduto addosso.
Cosa doveva fare? Rivolgersi agli Auror e aspettare? No, non l'avrebbe fatto; le mani gli prudevano perché desiderava trovarli subito, vendicarsi, torturarli. Non si sarebbe fermato mai, non finché la sua sete di giustizia si fosse placata.
Le sue labbra si erano stirate in un breve sorriso, prima di parlarle. "Buongiorno, Hermione."
"Buongiorno, Harry!" Si era alzata e messa a sedere sulle ginocchia, mentre con una mano aveva cominciato a stuzzicarlo. "Hai dormito bene, dormiglione?"
"Quando non russavi, sì!" Stava rischiando grosso, e infatti nascose la testa sotto le lenzuola.
"Come osi... brutto antipatico, non sei cambiato di una virgola." Si era abbassata prima di afferrare i lembi e tirare giù le lenzuola per svegliarlo definitivamente, trovandosi a pochi centimetri dal viso di Harry. Si tirò indietro come se avesse preso la scossa, e Harry le aveva rivolto uno sguardo confuso.
"Non mi dirai che sei imbarazzata..."
"Un pochino."
"Tranquilla, da domani ci sarai solo tu in questo letto" le rivelò, prima di alzarsi.
Hermione lo osservò, notando le varie cicatrici sul suo corpo e, senza volerlo, cominciò a seguirne una che partiva dalla spalla e gli attraversava il petto.
"Li hai uccisi, vero?"
L'espressione di Harry divenne funerea e per un attimo il cielo sembrò annuvolarsi. "Ne manca uno. L'ultimo e dopo sarò un uomo libero."
La mano di Hermione continuò a muoversi sul corpo di Harry. "E dopo resterai con me?" aveva chiesto timidamente.
Le rivolse uno sguardo che le fece quasi paura. "No. Non tornerò più."
Non seppe mai il vero motivo per cui lo fece, forse la rabbia accumulata per tanti anni o magari erano state le ultime parole a innescare qualcosa. Hermione schiaffeggiò Harry con una violenza che non credeva di possedere, prima di iniziare nuovamente a piangere.
"Me lo sono meritato, ma non cambierò idea. Infetto tutto, sono una piaga per te e per il mondo magico. Sarebbe stato meglio se fossi morto io al posto dei miei genitori."
"Hai ragione."
Harry si era aspettato di tutto, anche un pugno, ma non quelle due semplici parole. Barcollò e chinò la testa, pronto ad accettare tutto.
"Hai ragione," aveva ripetuto Hermione, "sarebbe stato meglio, ma io non avrei mai conosciuto te. Me ne frego del mondo magico o se un Mangiamorte entra in camera mia e cerca di uccidermi. Me ne frego di tutte le cazzate che sei venuto a dirmi dopo cinque anni, potevi anche risparmiarti la visita di cortesia! Sono stanca di essere presa in giro, non sono più una bambina e nessuno, ripeto nessuno, neanche Harry Potter mi impedirà di seguirti, ovunque tu andrai."
"Hermione..."
"Stai zitto! Vattene da casa mia, vai ad uccidere l'ultimo Mangiamorte così ti riterrai soddisfatto. Per tutta la vita hai cercato di essere diverso, ma alla fine sei diventato anche tu un assassino."
Aveva sputato quelle parole velenose senza mai smettere di piangere. Nemmeno per un istante pensò di aver esagerato o di fermarsi per chiedergli scusa, perché sapeva che non funzionava così con lui. Doveva sbattergli in faccia la verità, mostrargli il suo vero volto e fargli capire che aveva torto.
La sicurezza di Harry vacillò, poi si Smaterializzò. Lontano da Hermione e dal suo passato.
NDA: Cucciolo Harry <3 Ebbene che ne pensate? Volete anche voi picchiare Harry con una batteria di pentole?
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An endless love
FanfictionRaccolta di storie incentrate su Harry e Hermione, per descrivere la bellezza del loro rapporto. Amicizia, amore, a loro non importa finché ci saranno l'uno per l'altro. |Harry/Hermione|Post Seconda Guerra Magica|Fluff| Angst|
