Blank. Cap. 2 di 2

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Non mancava molto a Natale. Le strade erano colorate, illuminate, esaltanti con le vetrine dei negozi addobbate a tema. Le persone sembravano quasi impazzite, mentre acquistavano i regali per il loro cari; nessuno si domandava se il dono sarebbe piaciuto oppure no, era qualcosa a cui non badavano.
in mezzo a quella folla infernale, un uomo spiccava per la sua andatura. Lenta, adagia, senza alcuna fretta, perché Harry amava l'aria natalizia e voleva respirarla a pieni polmoni e, nonostante non amasse particolarmente la calca, aveva deciso di prendere quella strada piuttosto che un'altra.

Suonò il campanello di casa con il sorriso sulle labbra che divenne anche più allegro alla vista di una festosa signora Granger, che non esitò un attimo ad abbracciare calorosamente il ragazzo. La donna non aveva mai nascosto il suo grande affetto nei confronti di Harry; influenzata dai racconti della figlia, trattava il ragazzo con una tenerezza quasi materna. Non era apprensiva o troppo energica, come la signora Weasley, ma discreta, come solo una madre sapeva fare. Come la figlia, era una presenza delicata al suo fianco.

"Harry caro, come stai?"
"Sto bene, grazie. Sono venuto a trovare la futura mamma." Si era tolto la giacca e la sciarpa per appenderla nell'attaccapanni all'ingresso.
"È in cucina ed è nervosa, come ieri e come tutti i santi giorni. Meno male che sei arrivato tu! Non capisco perché reagisca in questo modo, io ero sempre con il sorriso sulle labbra."
"Sua figlia è speciale." Un commento breve e sincero, perché Hermione non era come le altre, era capace di esplicare le proprie sensazioni in modo quasi amplificato. Come quando lo stringeva in uno dei suoi tipici abbracci. C'era qualcosa di più dietro quel gesto: una disperazione nel volersi aggrappare a lui, un'esultanza nell'averlo lì, tra le sue braccia.
Quando entrò nella stanza, la vide seduta sulla poltrona vicino al termosifone e notò con grande stupore che stava lavorando qualcosa a maglia.
"Hermione?"
Le sue mani, prima rigide, si fecero rilassate, distese a quel richiamo, come se la visita del ragazzo ponesse fine a qualcosa a cui era costretta.
"Harry!" Con un gesto secco aveva gettato i ferri sul tavolo vicino, per poi alzarsi e andare incontro all'amico. "Finalmente sei arrivato, anche se in ritardo."
"Scusa, oggi ho preso un'altra strada," confessò con una punta di rimorso.
"Però noto che hai saputo impiegare bene il tempo. Cosa stai facendo?" chiese, avvicinandosi per sbirciare.
"No, ti prego, non guardare! Ho scoperto di essere completamente negata. Guarda che mostruosità ho creato." Gli aveva mostrato un cappellino bianco in lana e, nonostante non fosse un grande esperto in materia, sapeva che non era perfetto, o almeno non come i caldi maglioni di Molly.
"Era il primo e ripeto: non è brutto." Era intervenuta la madre per placare le mille ansie della figlia. Le dispiaceva vederle quel muso triste proprio nel periodo più bello della sua vita. "Devi solo essere rilassata, sei troppo tesa e anche la trama della maglia ne risente."
Aveva preso in mano i ferri e le aveva mostrato le pecche. "Lo vedi come in alcuni punti sia più stretta e in altri più larga? È tutta questione di esercizio, devi lasciare le braccia morbide e vedrai. Con calma, tanto hai nove mesi per fare il corredino."
Sul viso della giovane era comparsa una smorfia di esasperazione. "Non ce la farò mai, mamma!"
Harry aveva assistito in silenzio allo sfogo dell'amica, capendo perfettamente la sua amarezza. Era normale vederla riuscire in qualsiasi cosa, come se non le costasse mai alcuna fatica, perché era scontato pensare che lei fosse perfetta e abile in tutto.
"A me questo cappellino piace." Aveva preso in mano la prima opera in lana dell'amica e l'aveva esaminato. Era buffo e c'era anche un buco nella parte alta, ma Harry non stava mentendo per consolare l'amica. Forse, non era il solito capolavoro a cui era abituato, ma era perfetto per lui. Una trama fitta, complicata e con qualche imperfezione.
Quando lo indossò i suoi capelli corvini spiccarono nel candore della lana.
"Harry, no! Non ti permetterò di uscire con quella mostruosità," aveva esclamato la giovane donna. Le mani di Hermione erano scattate in alto, verso l'oggetto incriminato, ma il ragazzo le aveva bloccate.
"È il mio regalo di Natale. L'hai fatto tu e mi piace."

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