"Hermione, svegliati!"
Ma cosa avevo fatto di male? Possibile che ogni santo giorno, Ron mi dovesse svegliare in modo brusco? Ero il capo nella mia Sezione e potevo permettermi di arrivare anche più tardi.
Riunione per l'approvazione di una Legge in difesa dei Giganti, ore 10 al secondo piano. Aprii un occhio e vidi con orrore che erano solo le otto. Ma era impazzito?
"Hermione, ieri sera mi hai chiesto di svegliarti presto perché devi andare a fare compere!"
Compere? Ma di cosa stava blaterando?
Mi tirai su a sedere e lo guardai con un sopracciglio alzato. "Di cosa parli, scusa?"
"Della cena. Oggi vengono Harry e Ginny, non ti ricordi che ne abbiamo parlato ieri?" replicò stizzito.
"Ieri era la cena, ma abbiamo annullato. Oggi ho la riunione, Ron."
Con una mano cominciò a giocherellare con uno dei miei riccioli. "Devi essere proprio stanca per essere così confusa."
Mi alzai arrabbiata per il trattamento riservato e mi diressi in cucina per prepararmi il caffè.
La tazzina quasi mi cadde per terra quando lessi la data sulla Gazzetta del Profeta.
Possibile che avessi sognato ogni cosa? La vecchia, la rottura tra Harry e Ginny, la conversazione con il mio amico, erano tutte mie fantasie?
Mi affacciai alla finestra e rimasi incantata a guardare quei nuvoloni grigi carichi di pioggia che si stavano dirigendo verso la mia zona.
Mi vestii in fretta, prendendo i primi indumenti riposti sulla sedia, evitando di rispondere alle domande di Ron, che stava valutando l'ipotesi di farmi ricoverare al San Mungo.
Sotto il suo sguardo allucinato, presi la mia giacca e uscii di casa quasi correndo.
Rifeci la stessa strada del mio sogno e con grande stupore la vidi. Sempre seduta in quell'angolo con gli stessi vestiti neri. Come se avesse percepito la mia presenza, aveva alzato lo sguardo e mi aveva fatto cenno di avvicinarmi.
"Vedo che non hai seguito il mio consiglio, strega."
Vada per il San Mungo! Non poteva essere vero... oppure stavo ancora sognando? "Chi è lei?" Chiesi ad alta voce, attirando l'attenzione di alcuni passanti che si erano girati di scatto verso di me.
"Qualcuno che sta cercando di farti prendere la decisione giusta e ieri, anzi oggi, ti avevo avvertito. Finché non farai quello che ti renderà felice, sarai costretta a rivivere questo giorno all'infinito."
La guardai allucinata, pensando di portarla con me al Reparto Casi Disperati. "Lei è pazza," dissi invece.
"Il bello della pazzia è che ti fa vedere cose che gli altri non vedono. E io vedo una giovane donna che ha paura. Una valigia vuota e un uomo meraviglioso al suo fianco e invece cosa fa? Dorme. Si limita a continuare a vivere la quotidianità senza mai azzardare. Credevo di conoscerti bene, Hermione."
Sgranai gli occhi per la sorpresa e le afferrai il polso, glielo strinsi forte fin quasi farle male. "Come fa a sapere il mio nome?"
"Io conosco te e tu, ti ricordi chi sei veramente?" disse, con una cantilena che mi fece perdere anche quel briciolo di pazienza che mi era rimasta.
"Basta! Non voglio più sentire una singola parola... Non ho mai creduto a queste stupidaggini."
"Una volta credevi che l'Amore avrebbe salvato lui."
Le mie dita si chiusero a pugno per la voglia che avevo di scuoterla, di farla smettere di blaterare. Cosa ne sapeva di Harry e soprattutto perché parlava di lui come se lo conoscesse da anni?
"Non hai una cena da preparare? Se continui così a rivivere questo giorno all'infinito, prima o poi, preparerai una cena con i fiocchi." disse, prendendomi in giro.
Resistendo al mio lato impulsivo, girai sui tacchi e decisi di tornare a casa, per fare un ultimo tentativo.
La pioggia scese nuovamente, impetuosa e per la seconda volta mi bagnò completamente.
Incurante delle scarpe bagnate, non mi presi neanche la briga di asciugarle per non lasciare le orme per tutto il corridoio. Presi, invece, il telefono e lo chiamai.
Inutile dire chi stessi chiamando. Avevo un disperato bisogno di sentirlo e di capire se avessi perso il senno del tutto.
"Pronto?" disse una voce dall'altra parte della cornetta.
"Harry! Puoi Smaterializzarti immediatamente qui?" Chiesi, saltando i convenevoli e andando dritta al punto. Passarono alcuni secondi di silenzio prima di sentire il crac della Materializzazione.
Harry James Potter mi stava guardando come se temesse lo scoppio di una nuova Guerra Magica da un momento all'altro. "Che succede?"
Andai verso di lui e gli afferrai le mani, guardandolo bene in viso. "Ti sei lasciato con Ginny?"
Le sue gote assunsero una tonalità rosso fuoco. "Co-... come fai a saperlo? Non l'ho detto nemmeno a Ron!"
"Se ti dicessi che è la seconda volta che vivo questa giornata, mi prenderesti per pazza o mi crederesti?"
Piegò leggermente la testa di lato e mi osservò in silenzio. "Ti crederei, però la mia domanda è: come mai?"
"Veramente mi crederesti così, senza alcuna prova?" Domandai confusa, aspettandomi alcune parole di rimprovero da parte sua.
"Se me lo dici tu, non ho bisogno di altro. Basti tu e io mi fido."
Da quando Harry era diventato così sicuro di conoscermi?
Ormai potevo affermare con sicurezza che anche il venditore ambulante di frutta e verdura, sotto casa mia, poteva vantarsi di capirmi e conoscermi. Solo io nutrivo dei dubbi su quanto potesse essere strana la situazione? E se fosse una specie di dejà-vu, sogni mescolati a dei ricordi, insomma tutto poteva essere più credibile di una vecchia megera che si lamenta della mia mancanza di coraggio!
La cosa che mi stupiva di più erano proprio i ricordi. Sapevo esattamente quello che avevo fatto, ogni sillaba del discorso di Harry era impressa nella mia mente, eppure nei libri e nei film che avevo visto la protagonista non ricordava mai nulla, anzi faticava a mettere i pezzi di puzzle al loro posto proprio per la mancanza di memoria.
Avrei potuto battere Harry e citarlo alla perfezione-
Una vocina nella mia testa mi suggeriva quanto fosse strano che io ricordassi proprio il discorso di Harry e cercai di scacciarla con decisione. "Quindi cosa succede? Perché sei costretta a rivivere la stessa giornata?" Mi chiese Harry, interrompendo il filo dei pensieri.
"Ho incontrato una veggente che mi ha detto che devo compiere una scelta e... che devo baciarlo," completai, in preda a un forte imbarazzo.
"Scelta e soprattutto baciare? Almeno la Cooman era più coerente quando affermava che Voldemort stava arrivando e anche la mia fine. Non diceva mica "L'Oscuro Signore sta tornando e dovrai baciarlo."
Per un attimo dimenticai l'assurdità della situazione e risi della battuta di Harry, mentre la vocina mi ricordava che anche la prima volta mi aveva fatto ridere, alleviando la tensione del momento. Sembrava martellarmi la testa, non riuscivo a pensare in maniera lucida, mentre una marea di ricordi che riguardavano me e Harry mi investiva in pieno.
Che fosse un'altra malefatta della veggente?
Il mio amico sembrò intuire che qualcosa non andava perché si avvicinò per stringermi le mani. "Va tutto bene, Hermione?" Chiese con molta premura.
No, non andava bene. Nulla. Ero imprigionata in un maledetto limbo, condannata a rivivere questo momento come un disco rotto.
Condannata a perdermi nei begli occhi apprensivi di Harry e ad ascoltare le sue parole di conforto. Condannata a reprimere quello che avrei voluto fare anche ieri.
Bacialo, mi aveva detto. Scossi la testa energicamente perché non volevo che fosse una veggente a scegliere le mie azioni. Perché allora mi alzai sulle punte dei piedi e lo baciai?
Lo sentii trattenere il respiro per un attimo, ma né si scostò né mi allontanò.
Le sue labbra erano morbide e fresche, mi sentivo come una che aveva percorso un deserto e si ritrovava di fronte una bellissima oasi con un invitante pozzo.
Mi sentii sempre più esigente, sempre più ingorda mentre aprivo la bocca per insinuare la mia lingua e giocare con la sua. Schiacciai il mio seno sul suo petto e fui percorsa da un lungo brivido, qualcosa che non avevo mai sentito né con Ron e tantomeno con Krum.
Il mio errore fu aprire gli occhi. Li vidi. Verdi, brillanti mentre mi spogliavano con un semplice sguardo.
In quell'istante ci vedemmo per la prima volta, nessun Weasley al nostro fianco, solo io e lui. Ricordai cosa voleva dire essere salvata da lui, e la mia mente andò subito a quel ricordo, quando ero stata pietrificata dal Basilisco. Bloccata in quello stato, avevo osservato le persone entrare e uscire in Infermeria, per la prima volta avevo avuto il tempo di guardare le stranezze di alcuni senza essere beccata in flagrante.
Harry mi aveva accarezzato la mano e non mi ero sentita così fredda.
Spinsi Harry e quei pensieri lontani da me, mentre lui mi guardava come se fossi una pazza. Un momento prima lo baciavo e subito dopo lo cacciavo via.
"Perché mi hai baciato?"
Le mie dita andarono a coprire gli occhi, non avendo il coraggio di guardarlo in faccia. Non riuscivo ad ammettere a me stessa che provavo qualcosa di più intenso che una profonda amicizia per lui, come se i miei sentimenti fossero sempre stati lì. Dormienti, eppure vigili, mentre aspettavano il momento adatto per venire allo scoperto.
"Non ora. Ti prego." riuscii a mormorare. Mi sarei aspettato che mi scuotesse e cominciasse a rompere tutto, come era suo costume e invece, rimase in silenzio. Spalle curve e sguardo afflitto, come se una minima parte di quello che era successo fosse stata colpa sua.
Appena sentii che si era Smaterializzato, le mie ginocchia si piegarono verso il pavimento e cominciai a piangere come una bambina.
Dove era finita la forza che mi aveva sempre contraddistinta? L'avevo messa da parte, come la valigia che mi ostinavo a non preparare.
Come uno zombie, avevo salito le scale e mi ero tuffata nel letto, impregnando le lenzuola delle mie lacrime. Perché avevo agito così d'impulso e l'avevo baciato? E soprattutto perché sentivo il bisogno di baciarlo ancora una volta?
Avrei voluto riavvolgere la pellicola della mia vita e agire in maniera diversa, guardare le cose dall'alto con un'altra prospettiva per capire quale scelta sarebbe stata la migliore.
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An endless love
FanfictionRaccolta di storie incentrate su Harry e Hermione, per descrivere la bellezza del loro rapporto. Amicizia, amore, a loro non importa finché ci saranno l'uno per l'altro. |Harry/Hermione|Post Seconda Guerra Magica|Fluff| Angst|
