J u s t i n
Decidere cosa farne della mia vita. Per un trentatreenne in carriera non è difficile trovare la riposta, per un trentatreenne in carriera con una ragazzina tutto pepe nei pensieri invece lo è eccome. Ho imparato a gestire i miei sentimenti con il tempo, a ripudiare le emozioni capaci di sconvolgermi la vita in un istante e a mettere da parte i sogni troppo sciocchi. Costanza e determinazione. Ero stato in grado di accettare la mia vita per quella che era con il trascorrere degli anni, affiancato dalla assillante monotonia sotto forma del più ambito dei divertimenti. Volere era potere e potere era volere.
Non mi era più concesso credere in qualcosa di più grande, desiderare ardentemente una cosa e poterla fare mia: i soldi, le macchine di lusso, le cene nei locali più lussuosi, erano la parte futile del mio essere. Eppure ne avevo bisogno per sentirmi importante, per essere considerato ed essere additato da sciocchi sognatori vogliosi di ricchezze materiali. Era come se stessi scomparendo lentamente, come se il mondo non avesse più bisogno di una bocca in più da sfamare. Stavo svanendo, inghiottito dal vortice della mediocrità.
È il prezzo che bisogna pagare quando si entra a far parte della mondanità. Delle parole superflue, della volgarità che ci accompagna in ogni attimo, in ogni nostro rimpianto. Non ci è concesso piangere lacrime amare, credere che chiunque ci abbia messo al mondo, per un qualsiasi volere, sia un bastardo che non ha messo in conto che l'uomo, altro non è che una macchina di distruzione ma soprattutto, di autodistruzione. Non si ha il diritto di credere di star sbagliando nell'esagerare, perché l'esagerazione è l'essenza stessa di quello che ci porta ad essere superiori, irraggiungibili per chiunque ci ammira dal basso. E l'altezza a volte fa paura, ma quanto è bella la visuale da lì su.
Però quando cala il silenzio, allora i pensieri si affollano incontrastati dentro le nostre menti. È un vociferare continuo, un irrequieto bisbiglio che ci fa vergognare. Ci rende spogli delle nostre paure, dei nostri tormenti e delle debolezze che ci hanno portato a credere che la vita sia fatta di sogni irraggiungibili, di divertimento e di soldi. Montagne di soldi, montagne di carta dal valore inestimabile. Nudi di fronte a coloro che dal basso si godono la scena, carichi di invidia. E tutto scompare. La visuale è oscura, e rimaniamo a combattere con noi stessi, nella speranza che qualcuno sia disposto a raggiungerci nel vortice che ci ha risucchiati senza pudore, doverosi nei nostri confronti, con l'obiettivo di tirarci fuori e farci tornare a credere che la vita va ben oltre i nostri bisogni materiali.
Lydia era quello spiraglio di luce che dopo troppo tempo, era riuscito ad oltrepassare la corazza di tediosità che impregnava la mia anima e la mia mente vittima di oppressione. Era come se mi fossi svegliato da un sonno profondo e a farmi aprire gli occhi era stata proprio lei. Non era la prima donna con cui andavo a letto e avevo un rapporto fisico dopo Caren, ma in lei c'era un qualcosa che la rendeva nettamente superiore alle altre, direi speciale. Quando mi trovavo in sua compagnia, sentivo di poter andare oltre e di riuscire a combattere la monotonia dell'essere Justin Drew Bieber, il ricco avvocato. Ero semplicemente Justin ogni qual volta mi concedevo una chiacchierata con lei, o quando finivamo per fare sesso senza badare ai pregiudizi.
Ed era questo mi spaventava; il fatto che avessi smesso di curarmi del pensiero altrui. Non potevo permetterlo. La mia intera esistenza era basata sul dire delle persone a me care o semplici conoscenti, addirittura estranei. Ero riuscito a sopravvivere grazie al mio sacrificio di non preoccuparmi più di ciò che interessava a me, ma di mettere al primo posto ciò che interessava alla gente di vedere in me o su di me. Ero riuscito a raggiungere la cima con egoismo nei miei confronti, cercando di risultare sempre conscio ad una qualsiasi occasione. Bella vita, bella moglie, bella auto. Tutto migliore degli altri. E vederli morire di invidia nei miei confronti, mi faceva capire di essere riuscito nell'intento che si erano prefissati gli altri per me, senza badare ai miei sogni.
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The Feeling
FanfictionJustin Bieber è un affermato avvocato canadese. Sposato e con un matrimonio disastroso a cui far fronte, si renderà presto conto di essere attratto dalla migliore amica di sua figlia. |PRIMO CAPITOLO DELLA TRILOGIA DI THE FEELING| |FORTI CONTENUTI...
