Se i voti non aumenteranno non credo che continuerò. Io impiego davvero molto tempo per scrivere i capitoli e lo avete notato anche voi che non sono né corti, né capitoli scritti in cinque minuti dal cellulare. Scrivo durante la notte, la mattina mi sveglio presto per continuare e tanti altri sacrifici che comunque compio con piacere, principalmente per voi lettori. In più sono piena di impegni personali: la scuola, gli amici, la famiglia, i concerti in giro per l'intera provincia con il coro durante il periodo natalizio, insomma non sto un attimo ferma. Cerco di aggiornarne sempre costantemente perché prima di essere una "scrittrice" (passatemi il termine) sono una lettrice e so che è snervante quando qualcuno sta settimane intere senza aggiornare. Ringrazio comunque tutti coloro che continuano a votare la storia ma le letture aumentano giorno dopo giorno, cosa vi costa lasciare una stellina? Per me significa molto. Ci sto mettendo tutta me stessa ma da parte vostra ho bisogno di una marcia in più che mi sproni a proseguire. Spero possiate capire.
L y d i a
"Sicura di aver preso tutto?" chiese mia madre dall'altro capo del telefono.
Roteai gli occhi al cielo, posando a terra una busta di plastica carica sino all'orlo. Avevo comperato tutto l'occorrente per il cenone di Natale, senza tralasciare alcun dettaglio. Mia madre, preoccupata e in procinto di salire su uno dei tanti aerei continuava a pormi domande. A volte risultavo sbadata e spesso avevo a che fare con qualche dimenticanza ma lei era fin troppo insistente, in poche parole era poco fiduciosa nei miei confronti. Non gliene davo una colpa, in fin dei conti le avevo dato pane per i denti durante diciassette anni: una volta dimenticai il frigorifero aperto per una notte intera, il mattino seguente fummo costrette a gettare via la maggior parte degli alimenti. In una seconda occasione invece dimenticai le chiavi di casa sull'autobus: ovviamente non furono mai più ritrovate.
"Sono sicurissima" la rincuorai. Aprii la porta principale tenendo il telefono stretto tra l'orecchio e una spalla, una seconda busta carica di bevande sorretta dal polso e successivamente afferrai anche la secondo busta da terra, chiudendomi la porta alle spalle con il piede.
Tirai un sospiro di sollievo gettando le chiavi all'interno del contenitore di coccio sul mobile in corridoio e trascinai con le ultime forze le buste sino a sopra al tavolo della cucina. Ripresi fiato, riuscendo finalmente ad afferrare il cellulare.
"Lo spero" bisbigliò ansiosa. Scossi il capo un paio di volte, poi mi accomodai su una delle sedie attorno al tavolo. "Mi dispiace così tanto non poter trascorrere la vigilia di Natale con te" disse dopo alcuni secondi di silenzio.
Non era la prima volta che ciò accadeva: sarà stata la terza o la quarta volta. Gli anni passati ero solita a trascorrere la vigilia in compagnia dell'anziana signora Fisher, la vicina di casa che mi ha accudito quando a mia madre non era possibile per via del lavoro. Quell'anno però sarei rimasta a casa da sola, senza scomodare alcun vicino.
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The Feeling
FanfictionJustin Bieber è un affermato avvocato canadese. Sposato e con un matrimonio disastroso a cui far fronte, si renderà presto conto di essere attratto dalla migliore amica di sua figlia. |PRIMO CAPITOLO DELLA TRILOGIA DI THE FEELING| |FORTI CONTENUTI...
