L y d i a
Afferrai un'altra manciata di pop-corn e li portai in bocca, gustandoli a fondo. Era la seconda ciotola che riempivamo e che portavamo con noi sul divano; io e Adele avevamo optato per un film horror, piuttosto che uno dei soliti film drammatici. Non sono mai stati il mio forte: preferisco di gran lunga godermi un bel film di fantascienza o meglio ancora di genere horror, in assoluto il mio preferito. Adele era rannicchiata su stessa, avvolta da una pesante coperta ritraente foglie autunnali mentre io stavo morendo di caldo: indossavo un fine pigiama di lino costituto da un celeste pantalone corto sino alle cosce e una maglietta a maniche corte del medesimo colore.
La mia amica continuava a mordicchiare le unghie tinte di rosso; risultava piuttosto nervosa, nonostante adorasse anche ella il genere horror. Mi lasciai sfuggire un sorriso fissando i suoi lineamenti tesi, visibili solo grazie alla luce che emanava il televisore ad alta definizione, il più grande che io avessi mai visto.
D'un tratto la porta principale venne spalancata di colpo e sobbalzammo entrambe, colte di sorpresa. Ci voltammo di scatto e dopo alcuni secondi, da dietro la porta, comparve la figura di Justin: elegante, slanciato, sempre molto tenuto ed intimidatorio. Mi voltai nuovamente verso la televisione non volendone sapere più niente mentre Adele si alzò dal divano per correre ad abbracciare suo padre.
Sospirai amaramente prendendo tra le mani altri pop-corn, concentrandomi sul film che tutto ad un tratto parve non essere poi così tanto interessante.
"Perché ci hai messo tanto? Speravo di cenare con te" ammise Adele con un velo di tristezza in voce.
Era così legata a suo padre: soffriva molto la sua mancanza durante la maggior parte delle giornate e, nonostante fosse stata abituata sin da bambina a convivere con tale condizione, non lo aveva mai davvero accettato. Io mio padre non l'ho mai conosciuto, ma avercelo e non poter trascorrere del tempo prezioso con lui credo che sia ancor più doloroso, soprattutto per un'adolescente che sta scoprendo il mondo, che sta trovando poco a poco la sua strada.
"Lo avrei voluto anche io ma a lavoro ci sono state delle complicazioni e sono dovuto rincasare tardi. Mi dispiace" udii la voce di Justin roca. "Cosa state guardando?" domandò poco dopo.
"The Grudge, vuoi unirti a noi?" chiese Adele entusiasta.
Socchiusi gli occhi: non volevo averlo vicino, non volevo dover subire il suo sguardo, non volevo assolutamente avere alcun tipo di contatto con quell'uomo.
"Mi piacerebbe ma ho ancora del lavoro da concludere. Sono nel mio ufficio, buon proseguimento di serata" abbassò il tono della voce. Tirai un sospiro di sollievo.
"Oh, d'accordo" sussurrò amareggiata Adele. "Comunque la mamma non è in casa, è andata dalla zia Marie e trascorrerà la notte lì. I gemelli hanno l'influenza e la zia non se la sente a restarsene da sola visto che lo zio ha il turno di notte"
Mi voltai giusto in tempo per vedere Justin annuire e i nostri sguardi si incontrarono per un istante, finché decisi di voltarmi di nuovo verso il televisore. Lo sentii sospirare pesantemente.
A passi pesanti, l'uomo salì le scale e Adele tornò a sedersi al mio fianco, piuttosto scocciata.
"Stai bene?" domandai preoccupata.
È sempre stata una ragazza molto fragile, che si tratti di un commento di troppo da parte di un qualche compagno di classe o di un rifiuto da parte dei suo stessi genitori.
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The Feeling
FanfictionJustin Bieber è un affermato avvocato canadese. Sposato e con un matrimonio disastroso a cui far fronte, si renderà presto conto di essere attratto dalla migliore amica di sua figlia. |PRIMO CAPITOLO DELLA TRILOGIA DI THE FEELING| |FORTI CONTENUTI...
