"I tuoi sono così giovani" commentai sistemando il reggiseno di pizzo.
Dopo una stressante giornata trascorsa sui libri di scienze, era finalmente arrivato il momento di prepararsi. Sia io che Adele eravamo in intimo, nella sua spaziosa e accogliente stanza dalle pareti violacee.
"E fin troppo permalosi" aggiunse di rimando fissando accuratamente il suo riflesso seminudo nel lungo specchio poggiato sulla parete opposta al letto matrimoniale.
Aveva la mania del peso; odiava vedersi troppo in carne rispetto a come è sempre stata fisicamente, perciò era un continuo specchiarsi, nonostante fosse a dir poco perfetta e non c'era da rimanerne stupiti, visti i genitori.
"A me piacciono" ammisi ridacchiando.
"Non dirmi che non hai notato la tensione oggi a pranzo" si sedette sul bordo del letto con le braccia stese all'indietro.
"E quindi? Sono simpatici" cercai in tutti i modi di farle capire che ero stata benissimo e che mi avevano accolta nel migliore dei modi, nonostante tutte le insignificanti paranoie che si era fatta Adele nei giorni precedenti.
La mia amica sbuffò rassegnata, concentrandosi sul suo meraviglioso vestito nero che avrebbe indossato per la festa studentesca. Io buttai l'occhio sul mio che giaceva stirato sul lato opposto del letto: azzurro, in perfetto contrasto con la mia pelle chiara e i lunghi capelli biondi. Attillato sul davanti, ricadeva a campana fino alle cosce; scarpe a spillo nere e avrei tenuto i capelli sciolti visto e considerato che erano la cosa che più amavo a livello fisico. Ci avevo messo anni ed anni per raggiungere una tale lunghezza e ne andavo fiera.
"Vado a stirare i capelli" annunciò battendo le mani sulle cosce nude.
Annuii e qualche attimo dopo Adele scomparve dietro la porta, diretta nel bagno principale in fondo al corridoio. Sbuffai guardandomi intorno: avrei dovuto iniziare a prepararmi, senza perdere tempo.
Mi alzai, girandomi di spalle alla porta e abbassai prima una spallina del reggiseno e poi l'altra. Non lo avrei indossato: il mio seno non era molto grande, una seconda scarsa. La scollatura a cuore avrebbe retto il piccolo seno alla perfezione, senza dovermi preoccupare.
Quando feci per sbottonare i gancetti dell'indumento sentii una scia di gelo invadermi da capo a piedi, facendomi rabbrividire. Mi voltai di colpo sperando di ritrovarmi davanti Adele, eppure ad accogliermi furono due occhi caramellati, perfettamente sgranati.
"Oh mio--" si bloccò. "Mi dispiace" sussurrò a bocca asciutta mentre cercava di distogliere lo sguardo dal fine tessuto di pizzo che copriva il mio seno.
"N-non preoccuparti" balbettai tirando sopra le spalline.
Il silenzio la ebbe da padrone nei secondi successivi: come suo solito teneva il cellulare in mano, pareva che non ne potesse fare a meno. Invece della camicia indossava una semplice maglietta grigia e un pantalone nero, semplice anche esso.
Quella sua espressione estremamente tesa mi fece intuire che molto probabilmente fosse rimasto immobile, inerme senza possibilità di muovere muscolo. D'altro canto lo stesso io.
Senza aggiungere futili parole uscì dalla stanza, sbattendo bruscamente la porta alle sue spalle. In quel momento mi sentii tremendamente in colpa per non essere stata capace di muovere muscolo e afferrare una maglietta per coprirmi, piuttosto rimasi ferma, in attesa che fosse lui a compiere il primo passo. Anche se mi costava ammetterlo, il modo in cui mi aveva scrutata da cima a fondo mi era piaciuto, mi aveva fatto sentire più donna per pochi secondi.
❀J u s t i n ❀
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The Feeling
FanficJustin Bieber è un affermato avvocato canadese. Sposato e con un matrimonio disastroso a cui far fronte, si renderà presto conto di essere attratto dalla migliore amica di sua figlia. |PRIMO CAPITOLO DELLA TRILOGIA DI THE FEELING| |FORTI CONTENUTI...
