04/04/2012
La visita a Madrid si avvicinava sempre di più ed io volevo sempre di più non andarci. Il problema? Louis Tomlinson. Da due mesi a questa parte lui era costantemente nella mia testa, ed il problema fondamentale era che non sapevo come vi era entrato.
"Quindi Elysa mi ha detto che la borsa era un fake." Disse Mora raccontandomi per la cento diciottesima volta quella storia.
"Ma mi stai ascoltando?"
Al dire il vero no. Stavo pensando a cose più importanti, a cose che mi incasinavano la testa peggio di un terremoto. E quel terremoto era davvero attraente.
"Perché Louis non vuole venire a madrid?" Dissi senza pensarci. Probabilmente il
Suo sguardo era stranito proprio perché cambiai argomento senza una spiegazione.
"Cioè tu mi avevi detto che era la scelta giusta venire per fare amicizia con lui, ma così non posso."
"Non vuole venire? Semplice, fai in modo di fargli amare la Spagna." Disse sgranocchiando delle patatine probabilmente andate a male.
"Come posso fare?" Chiesi, interessato a ciò che aveva da dire. Infatti mi avvicinai a lei ed incrociai le gambe una sull'altra.
"Ad esempio organizza una festa in tema Spagnolo, gli farai venire la voglia."
Come non detto, quella stessa sera casa mia sarebbe stata un luogo pieno di gente. Tutto il pomeriggio lo passammo a comprare gli addobbi o scaricare immagini risalenti alla Spagna, o mandare inviti ai vari amici, o semplicemente pregare che Louis sarebbe venuto.
Era tutto perfetto, mancava solo una cosa, lui.
"Amico mi hai fatto venire quasi voglia di venire." Disse zayn mentre ancheggiava i suoi fianchi a ritmo di musica.
"Sei ancora in tempo." Disse Niall. Lui sorrise ghignando sapendo di esserci riuscito e corsero via.
"Harry è arrivata Emma." Mi avvertì Mora indicandomi l'entrata. Corsi verso di lei, ma accanto non c'era il mio ragazzo misterioso.
"Ciao Emma." Dissi abbracciandola.
"Louis?"
"Io e lui stiamo attraversando un periodo un po' così, non ci siamo sentiti." A quelle parole mi sentì felice, era strano lo so, ma era na sensazione davvero bella e nauseante allo stesso tempo.
"Ok, fa come se fossi a casa tua e divertiti." Dissi salutandola e sperando mentalmente di farla cadere e finire con quelle labbra spiaccicate al pavimento freddo di casa mia.
Era parecchio tardi e di louis neanche l'ombra si vedeva. Le persone iniziavano ad andare via e la mia delusione ad arrivare.
"Grande Harry! Bella festa." L'ennesimo ragazzo che mi salutò.
Eravamo rimasti davvero in pochi, persino Mora e Emma erano andate via.
"Bello ti abbandono anche io." Mi diede il cinque Niall salutandomi fraternamente. Lo stesso fecero Liam e zayn quest'ultimo promettendomi che sarebbe venuto a Madrid.
Stavo quasi per smontare tutto quando però un bussare alla porta interruppe i miei movimenti. Avanzai verso il luogo pensando fosse Niall o qualcun'altra ad aver dimenticato qualcosa, ma il mio pensiero fu sbagliato, ed io fui felice di ciò.
"Louis." Esclamai.
"Sono contento di vederti."
"Ciao Harry Potter." Mi salutò con un mezzo abbraccio e entrò senza obiezioni.
"Da Harold a Harry Potter? Devo riniziare con Louise?" Chiesi ironico. Lui scosse la testa ridacchiando.
"No, non sia mai." Disse. Iniziò a guardarsi intorno e a scattare foto con la sua mente.
"È stupendo questo posto."
"La Spagna è meravigliosa. Non vedo l'ora di andare." Dissi cercando di invogliarlo a venire con noi.
"Non mi ha mai appassionato, forse solo perché non la conoscevo bene." Il suo viso era contornato da delle piccole fossette che spuntavano sotto gli occhi. Era tenero.
"Mi fai fare un giro?"
Con un cenno di assenso ci avvicinammo al soggiorno.
"Questa è Plaza Mayor. Come puoi ben vedere al centro c'è questa meravigliosa statua del re Filippo III. Ti assicuro che dal vivo è molto meglio." Dissi indicando la penosa e mal riuscita statua fatta con gli stuzzicadenti.
"Io in realtà l'adoro." Disse ridacchiando, questa volta però scattando una vera e propria foto con la sua macchina fotografica, che fino a quel momento non mi ero accorta avesse.
"Questa è Gran Via." Dissi attraversando il corridoio con dei caratteristici poster della zona.
"Da qui si può vedere il museo Reina Sofia, qui possiamo trovare molte opere, tra cui il Guernica di Picasso."
"Io adoro Picasso e questi quadri sono davvero molto simili." Disse prendendomi in giro. Era ovvio che facevano schifo, ero un disegnatore orrendo ed in più quei disegni era solo schizzi fatti di premura.
"Adori Picasso ma non vuoi andare a Madrid? È come adorare il calcio e non voler vedere le partite allo stadio." Dissi portandolo in cucina.
"Touché." Disse ridendo.
"E questa cos'è?"
"Palazzo Reale. Lo so, la scultura con i biscotti è orrenda, ma l'hanno rovinata gli invitati." Mi scusai, mentre lui continuava a fotografare tutto.
"Perché la fotografi? È oscena."
"È bellissima." Mi contraddisse.
"Sei bellissimo."
E quel complimento decisamente non me lo aspettavo. Rimasi in silenzio non sapendo che dire.
"Perché hai organizziamo questa festa in tema Madrid?" Chiese ed io ancora sotto shock da prima balbettai delle frasi a caso.
"Quando mi hai detto che avresti organizzato questa festa pensavo che volevi convincermi a partire, lo so che è surreale, ma ci speravo."
"In realtà non è così surreale." Dissi per la prima volta dopo minuti.
"Ti vorrei Al mio fianco a Madrid."
"E io ti vorrei al mio fianco qui, non ho voglia di andare lì. Ci sono Emma e i miei coinquilini in gita, voglio rimanere da solo qui, con te."disse prendendomi le mani.
"Sai che è strano vero?" Chiesi non riuscendo a capire cosa stava succedendo.
"Cosa? Che voglio stare da solo con te?"
"No. Cioè anche. Ci stiamo tenendo per mano Louis. Non è normale." Dissi indeciso.
"E quindi? Chi se ne fotte della normalità. Anzi, viva la diversità. Che sia benedetta la diversità in questa società piena di cloni." Si mise di fronte a me sorridendomi.
"Rimani con me?"
"Io non posso Louis, lo vorrei davvero ma ho già dato l'adesione, in realtà l'hanno data i miei amici per me, ma vale ugualmente." Dissi dispiaciuto. Non era più il mio momento di scegliere, ma il suo.
"Allora la domanda è un'altra, vieni con me a Madrid?"
"Ci penserò Styles." Detto questo poggiò le sue morbide labbra sulla mia guancia e uscì dalla porta lasciandomi stupefatto e leggermente euforico.
Che problemi avevo? Mi piaceva un ragazzo? Che poi, ero già arrivato al punto di dire che Louis mi piaceva? Erano del tutto strane quelle sensazione per me, per uno abituato in un certo modo, con il pensiero fisso di uomo e donna e non uomo e uomo. Ma ad un tratto non mi sentivo attratto dalle donne e neanche dagli uomini, mi sentivo attratto da Louis e basta. Ero Louisomane?
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Be Wrong-Larry Stylinson
Fanfiction{Questa storia tratta temi contro l'omofobia, per cui se tu che stai leggendo ti trovassi in disaccordo, sei pregato di cambiare aria, Pertanto questa é una storia dedicata a chi si da baci di nascosto senza libertà, perché qualcuno un giorno ha det...
