VERSO IL SUD (7)

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Flashback:

Il tempo, dopo quegli accaduti così negativi, passava velocemente. Ero una ragazza un po' ingenua e a tutti gli effetti avevo paura di Christian. Facemmo insieme un paio di lezioni in quella palestra di Merate. Effettivamente, ignoravo quel ragazzo magro e perso nelle sue manie. Quegli occhi scuri e penetranti. Eppure ogni tanto lo guardavo, così solo come interesse di una cosa singolare. Non mi spaventava poi del tutto, ma dopo quegli accaduti, ci giravo decisamente alla larga. Vedevo che Christian parlava anche con altre persone della palestra. Io, però, ero come bendata dal mio amore per Riccardo. Quel ragazzo non lo consideravo neanche. Era la terza o quarta volta che ci vedevamo in palestra e Christian stava parlando con l'istruttore. Mi vide là vicino e con uno sguardo tenero mi salutò. Una lezione che non sembrava affatto essere diversa dalle altre. E invece probabilmente lo era.
Mio padre era in ritardo e io uscii fuori dalla palestra. Sobbalzai vedendo quel ragazzo che tanto mi spaventava là da solo. Era seduto sulla gradinata vicino alla palestra e mi sorrise con l'aria un po' stanca
"ciao, ragazzina... mi ricordi il tuo nome?" ebbi un brivido di paura e mi scostai senza parlare "aspetti qualcuno?"
"mio padre" dissi io scocciata, lui annuì e poi riprese
"siediti pure, non ti mangio..." rimasi zitta e lo guardai. Lui mi chiamò con gli occhi e mi sedetti impaurita
"mi chiamo Sara..." dissi spaventata
"già, scusami, è vero" disse Christian ridendo. Io alzai le spalle e rimasi zitta
"non mi hai ancora perdonato?" io scossi la testa e lui si mise a ridere. Colpito e ammaliato, credo, dalla purezza che c'era in me
"e tu perché sei qua?" dissi prendendo coraggio
"riflettevo un po'... adesso fumo e poi vado via. Ti va di fumare con me?"
io non risposi. Il giovane prese il pacchetto di sigarette da cui estrasse una canna che lasciava intravedere il verde
"prova, è solo erba" facemmo insieme qualche tiro e io tossivo spesso. Non ero abituata. Quando arrivò mio padre, mi alzai e lui fece un segno con la mano per salutarmi
"ci vediamo" disse guardandomi in viso. Sorrisi e lo salutai.
Ed era così che diventammo amici. Io arrivavo alle lezioni e lui, a volte, dal parcheggio si scaraventava gioioso verso di me e mi abbracciava amichevolmente dicendomi che c'erano delle novità o che avrebbero dovuto uscire a bere dopo la lezione. Iniziammo anche a chiacchierare molto sulle nostre vite. Oppure, quando mi vedeva, mi dava il cinque o mi sgridava scherzosamente per il ritardo.

Venerdì sera. (PRESENTE)
Ero in casa mia insieme ad Alice. Stavamo parlando sul divano di varie cose accadute con i ragazzi. A un tratto sentii battere una mano sulla porta e quest'ultima si aprì e comparve Christian. Entrò in modo spavaldo e deciso. Salutò dicendo "bella" e si avviò in cucina a prendere una birra. Era insieme ad altri suoi amici del gruppo che presero una birra e si diressero verso Alice. Mi sentii andare su tutte le furie
"vado un attimo a parlare con lui, scusami, eh" dissi ad Alice. Mi diressi in cucina senza che nessuno rispose e lo guardai fisso una volta entrata. Lui mi guardò e sorrise
"embè? Che vuoi?"
"che sei a casa mia, nella mia cucina"
"sei accontentata allora cucciola" rimasi immobilizzata e mi mandava in bestia tanta sfacciataggine e arroganza
"senti vaffanculo, ve ne dovete andare"
"dai, non fare la pesante, beviamo solo una birra"
"ho capito, ma come ti permetti?"
"non è difficile" disse lui facendo un sorso alla birra
"stronzo" dissi calcando la parola
"sai che posso esserlo più di quello che credi?"
"non oseresti" lui sorrise e andò vicino a me versandomi tutta la birra addosso
"ora devo prenderne un'altra" sussurrò sensualmente vicino a me, che intanto mi morsi il labbro. Cercai di nascondere che in parte fosse eccitante e mi arrabbiai
"infame! Giuro ora chiamo la polizia!"
"dici?" disse lui sfiorando il mio labbro. Presi una bottiglia d'acqua mentre era girato a prendere la birra in frigo e gliela versai velocemente addosso. Lui emise un verso di spavento e di brividi. Si girò e mi guardò fisso con sfida
"è così che la mettiamo, eh?" mi prese di forza, caricandomi sulla spalla. Io urlavo e intanto sentivamo ridere nell'altra sala. Cercavo di divincolarmi ma lui si impose con le mani ai bordi dei miei pantaloni. Dandomi una pacca sul sedere. Mi posò a terra e io lo fissai
"scusa, scusa..."
"ah! Allora hai un po' paura di me" disse lui sorridendomi e cercando i miei occhi
"no, affatto" dissi io col sorriso
"dici?" sussurrò. Posò le mani sui miei fianchi. Eravamo entrambi bagnati. In un attimo lui mi prese in braccio, ero poggiata alla sua vita e mi poggiò al muro baciandomi intensamente.

Mia madre aveva inteso che stesse succedendo qualcosa... Forse perché ero accecata da tutto quanto e lo davo a vedere. Le avevo raccontato che ero uscita con Christian, ma non so se avesse collegato che era questo che mi faceva impazzire. A lei di solito raccontavo e dicevo tutto. Nonostante avessimo fatto parecchie litigate a seguito della separazione, restava la persona migliore con cui confidarsi. Qualche giorno dopo, a casa mia, notai che lei tornando da lavoro mi guardava e stavamo ridendo e scherzando come al solito. Un vestito dei suoi, lungo fino a poco sopra le ginocchia e con molti colori, a fantasia... I capelli un po' crespi
"Christian? L'hai più sentito?" mi disse attenta alle mie espressioni
"oh, sì..." mi schiarii la voce " lo vedo ogni tanto. È... piuttosto strano" dissi senza guardarla e pressandomi le labbra. Non doveva essere l'ennesima volta in cui mi doveva tirare fuori dalla merda e da rapporti malati
"che vuol dire strano?" mi disse sorridendo e osservandomi
"mamma... lui mi piace davvero ma..." feci un sospiro "non capisco bene cosa vuole lui..."
"beh, quello che vogliono tutti gli uomini!" disse arrabbiata e guardandomi male
"può darsi... Non lo so, mamma" le raccontai brevemente le cose che erano accadute e il fatto di quanto lui mi attirasse. Lei cercava di allontanarsi e di non ascoltarmi
"smettila, fai schifo, non mi interessa" diceva però con un ghigno divertito mentre io sorridevo seguendola.

LA LUCE E L'OMBRA (PARTE 1)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora