Era una serata stellata ed erano appena le undici quando Christian suonò al mio citofono e mi chiese di scendere. Un po' in panico, andai giù al portone del palazzo. Gli aprii sorpresa,con le palpitazioni a mille. Il mio viso sfoggiava uno dei sorrisi più splendidi che avessi mai provato a fare. I capelli brizzolati ma un po' sistemati, un jeans chiaro e leggermente aderente con una maglietta lunga. Rimasi un attimo a guardarlo. Era divino. Lui con poche parole mi chiese di uscire, disse che c'erano tutti.
"andiamo vieni, ci sono quelli di kung fu. Esci con noi"
"va bene, se non farai il depravato sì" dissi ridendo
"questo non te lo prometto, non lo so..."
"come sarebbe a dire non lo so?" dissi ridendo. Lui rideva e mi fissava negli occhi
"non mi sembrava che le altre volte non era stato bello per te" disse creando il solito fuoco dentro di me. Guardavo i suoi occhi e sospirai, scossi la testa e annuii
"ho ragione, no?"
"non fare il figo... Comunque, che si fa con gli altri?"
"andiamo a mangiare qualcosa a un bar e poi andiamo a una festa a un locale. Speravi in altro?" disse Christian sorridendo
"direi anche no" dissi io senza guardarlo in viso
"dai, sali" disse lui portandomi verso la sua moto. Talmente taroccata da essere difficilmente identificabile. Salii e mi strinsi dietro a lui, al suo corpo, per paura di cadere... Lui accese il motore e iniziò ad accelerare. Respiravo fra i suoi capelli e mi poggiavo sul collo, lo vedevo cercare di calmare la tensione di sentirmi così vicina. Scendemmo dalla moto al bar di un paese vicino al mio e Christian posizionò il cavalletto. Arrivarono gli altri e salutai tutti quanti, Alice sorrise e dal mio sguardo la vidi annuire e ammiccare. Aveva capito che avevo altre novità da raccontare. Christian batteva il cinque a Daniele e agli altri ragazzi. Mangiammo le cose che c'erano, cose da aperitivo. La gente parlava. Era tanta e in mezzo a tanta luce. Christian continuava a tenermi gli occhi addosso, io non sempre ricambiavo. A volte, preferivo sfuggirgli.
Ci spostammo al locale vicino, dove c'era la festa. Musica a manetta, mentre si beveva di tutto. Ognuno aveva bevuto un bel po'... Vidi per terra, fuori dal locale, Mauro che non stava bene. Cercavo di guardare da vicino, fuori dal baccano della musica. Gli chiesi se voleva acqua o qualcosa e in quel momento Christian mi stava guardando con occhi fissi e severi. Qualcuno lo stava aiutando
"c'è già chi lo aiuta, non metterti in mezzo" mi disse senza togliermi gli occhi da dosso
"come sei acido, fratello, lasciala stare" disse Alice, dandogli una pacca sulla schiena
"Alice" disse lui socchiudendo gli occhi "cosa?" chiese lei
"fatti i cazzi tuoi..."
"Sara, non dargliela a 'sto coglione" disse Alice mentre Christian scuoteva la testa e lei lo spingeva ridendo
"ti accompagno?" sussurrò lui
"va bene" dissi ancora incredula da una gelosia insensata
"grazie, Christian" dissi vagando con lo sguardo
"sì, ma devi darmi qualcosa in cambio"
"che cosa? Vuoi i soldi?" dissi cercando ironia, lui si mise a ridere. Cazzo, ma in che arco di tempo cambiava umore?
"solo in natura" sorrisi e facevo finta di ridere
"ti porto fino a casa e non me la dai?" disse lui ridendo, faceva ridere anche a me, mentre annuivo alla sua affermazione. Eravamo arrivati al parcheggio, verso la sua moto
"almeno fatti dare un bacio" non mi veniva più da scherzare. Deglutii e mi sentii abbracciare all'improvviso da dietro... Mi divincolai un po'. Poi la presa di lui si fece più stretta, senza lasciarmi. Iniziai immediatamente a rilassarmi e Christian respirava fra i miei capelli. Il suo petto, il suo corpo, premuto su di me... Con le sue braccia che da dietro mi avvolgevano. La bocca fra i miei capelli, li annusava, si perdeva dentro, ci respirava. Poi mi posò la bocca sul collo e mi sussurrò "dammi un bacio" mi girai verso lui e diedi una leccata sul viso "ma che cazzo" disse un attimo sconcertato mettendosi a ridere
"io bacio così" sussurrai ridendo, il suo viso ha un sapore buono... Mise le labbra sulle mie e iniziammo a baciarci, passionalmente. I brividi che correvano per il corpo e lui che mordeva il mio labbro. Mischiammo le lingue, delicatamente
"mamma mia cosa mi fai..." disse lui, attaccato alla mia bocca, spostandosi sul mio collo.
Mentre qualche giorno dopo uscii dalla palestra trovai lì Christian e una ragazza bruna. La guardai bene, la ragazza che era venuta in palestra con lui! Lei mi fulminò con lo sguardo... Chi cazzo era quella? Perché era qua? Christian non parlava, restava a guardarmi come un cretino. Fumando una sigaretta. Una maglietta larga che aveva vari colori e un jeans scuro e un po' aderente. Lei mi fissava e io sentivo un vuoto nello stomaco
"e così" si schiarì la voce "Christian, è per lei che sei sparito? Per stare con questa qua?" ma questa vuole prenderle?
"Giorgia" sussurrò lui, sbuffando
"non stare a dire cazzate" disse lei girandosi sconvolta e andando via. La guardai andare via, un po' da boss. Col collo girato stendeva i suoi tatuaggi. Lo guardai
"ci hai preso entrambe per il culo" sussurrai cercando di non piangere
"Sara io..." mi allontanai mostrando al massimo indignazione. Lui mi trattenne per un braccio e immerse gli occhi nei miei
"ti prego, non fare così..."
"che cazzo vuoi Christian?"
"Io... Non provo nulla per lei. E questo vale per tutte quelle che... Che mi scopo" cacciai una lacrima, ero distrutta, non sapevo cosa rispondere
"tu sei troppo abituato ad avere tutte quante al tuo cazzo. È questo il problema"
"mi dispiace... va bene? Non volevo farti del male..." disse lui osservando il mio dolore
"non mi hai detto che lei non sapeva un cazzo"
"ora lo sa" disse alzando le spalle e guardandomi fisso. Mi alterai così tanto che ero tentata di dare di matto
"posso dirti che sento una strana sensazione" riprese lui "come se tutto fosse a rallentatore. Se non ci fosse alcuna fretta... E so che ti piaccio, non fare troppe scene" disse ridendo "e poi me lo dicono..." riprese lui a una lieve distanza dal mio viso tremante e voglioso. Sentii esplodere il cuore, andavo in escandescenze e sbiascicai
"chi?"
"i tuoi occhi" disse Christian, immergendo le labbra velocemente nelle mie e dandomi delle scosse elettriche
"non pensi di crederti troppo figo e soprannaturale?" dissi staccandomi immediatamente da lui
"oh... ma io non mi credo mica..." Christian sorrise e accese lentamente un'altra sigaretta, ma si vedeva che i suoi occhi raccontavano di aver fumato altro, anche se era sano e cosciente e lo osservavo emettere nuvole di fumo e respirare a occhi socchiusi. Questa situazione mi dava sui nervi, mi accesi anche io una sigaretta
"perché non ci sono i tuoi amici?" dissi supplichevole
"boh, non lo so" disse con uno sguardo abbastanza freddo e infastidito. Odiavo quando non voleva rispondere e vagava!
"che hai mo', le tue cose?" chiesi mentre camminava un po' avanti a me. Mi guardò furioso alzando un sopracciglio e non parlò
"ma ce l'hai con me adesso?" dissi ridendo, mentre sbuffò del fumo e buttò la sigaretta
"no, Sara" disse osservandomi. Lo guardavo intimorita e forse indifesa "non ti senti bene? Hai qualcosa?" rimase ancora zitto e pressò le labbra. Trattenne un sorriso meraviglioso che non volle far trasparire
"no. Non ho un cazzo"
"se lo dici tu..." sussurrai ma lui osservandomi intervenne "i miei amici mi volevano portare a trombare con delle troie, ma non avevo soldi e voglia... Volevo andare a Milano a fare un giro e se la smetti di rompere i coglioni e di fare domande volevo andar con te" rimasi zitta a guardarlo. Mi veniva quasi da ridere e subito dopo mi trascinò con lui dopo che annuii. Mi portò alla macchina e nel buio stetti seduta vicino a lui, senza parlare. Raccontavamo fatti strambi accaduti a noi e facevamo un sacco di risate. Camminando e parlando di tutto, arrivammo al discorso della sua famiglia, si fece cupo e dal flashback della sua mente mi volle confidare i contenuti in parole. Quelle che lui sapeva dire, quelle che lui sapeva esprimere nella lingua da lui conosciuta e dagli umani in generale comprensibile.
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LA LUCE E L'OMBRA (PARTE 1)
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