Ero uscita da scuola qualche giorno dopo e trovai Christian con la macchina nel parcheggio subito dopo la scuola. Sospirai intensamente. Mi vide, scese dalla macchina e mi guardò fisso. Posò gli occhi su di me. Aveva una giacca in pelle, i jeans chiari. Mi guardò chinando leggermente la testa di lato. Fece un sospiro
"Sara, devi venire con me..."
"Christian..." dissi posandomi una mano sui capelli
"perché sei venuto qua? Ti avevo detto di farla finita" lo guardai, passai oltre ma mi fermò mettendosi davanti a me. I suoi occhi scuri e intensi mi fecero immergere nel suo mondo. Passarono per il mio corpo tanti brividi... Ancora!
"che cosa vuoi?" dissi quasi urlando e guardando i suoi occhi
"credo che devi venire con me..."
"ma te lo scordi!" esclamai sfidando i suoi occhi
"Hai... Hai delle cose a casa mia. Sono venuto a prenderti per aiutarti a riportarle a casa..." disse con il viso distrutto, afflitto. I suoi occhi erano svuotati, restai a guardarlo. Chinai gli occhi e feci un sospiro
"e va bene, ma giuro che se provi ad avvicinarti finisce male..." annuì, facendo un ghigno. Ci avvicinammo all'auto per poi salirci. Iniziò ad accendere il motore e a partire. Mentre stava guidando, una macchina iniziava a starci troppo vicino. All'inizio non ci preoccupammo della cosa. Fino a quando svoltando più volte per la via di casa non ci vedevamo inseguiti
"che cazzo sta facendo?" dissi alzando la voce
"non ne ho idea. Resta seduta e ferma..." disse guardando dietro. Prima di allarmare la situazione Christian iniziava ad accelerare, ma l'altra macchina faceva lo stesso e più Christian aumentava più l'altra macchina blu, probabilmente un'Honda, aumentava in maniera direttamente proporzionale
"oh mio Dio!" urlavo preoccupata, vedendo il terrore sul viso di Christian. I tratti contratti, il viso teso... La mascella serrata, occhi gelidi e furiosi. Cercai di girarmi a vedere per l'ennesima volta, mi sembrava a tutti gli effetti di vedere Michael guidare la macchina che ci stava inseguendo. Ma poteva mai essere? Il mio stomaco si contorceva
"tieniti forte e non mollare"
correva davvero tanto come mai lo avevo visto correre. Vedevo scorrere il paesaggio fuori dal finestrino senza quasi riuscire a scinderne le parti. Christian faceva del suo meglio, accelerava e svoltò veloce in un vicolo che la macchina non vide. Probabilmente l'avevamo seminata ma dovette frenare di botto, scontrando un muretto di cemento per cercare anche di non schiantarsi contro un muro di fronte a noi. La macchina si era ribaltata di lato, c'era stata una botta così forte che ci misi un po' a comprendere cosa fosse successo. Aprii gli occhi e cercai di accertarmi che Christian fosse in vita. Avevo il fiatone, avevo paura, era un misto di sensazioni assurde, indescrivibili. Avevo qualche ferita ma per ora non mi preoccupava. C'erano gli airbag aperti, la macchina aveva i finestrini rotti e si era ammaccata. Era un momento di panico più assoluto, quasi da non riuscire a decifrare i miei sentimenti. Mi sentivo girare la testa e sentivo un forte cedimento
"Christian" pronunciai con tono allarmato
"ci sono... sto bene. Te come stai?"
"credo che non ho niente di rotto"
"spero che anche io non mi sono rotto niente" disse con aria di panico senza che lo vedessi bene in faccia. Sentivo solo la sua voce mentre quest'ultima mi tranquillizzava. Avevo il posto del guidatore, in pratica, sospeso in aria sopra di me. Cercammo di aprire la cintura a Christian e lo liberai, facendo sì che cadesse da sopra addosso a me. Avevo un giramento di testa che quasi mi creava vomito. Vedevo che si era fatto male a un braccio e sbandante e con la nausea aprì la portiera, era la portiera del posto di guida elevata sopra di noi. Uscì dall'auto, tirandosi e faticando un po' nell'arrampicarsi ma non ebbe grandi difficoltà. Allungò le braccia e cercò di sporgerle verso di me per tirarmi su. Lo guardai per un attimo, cercai di alzarmi dolorante. Inciampai in qualcosa e poi mi attaccai alle sue braccia
"attaccati bene a me" disse cercando i miei occhi. Io misi un braccio attorno al suo collo, scontrando i suoi occhi indagatori e spaventati. Era bellissimo. Lui pressò le labbra tra di loro e cercò di tirarmi fuori. Inciampò in qualcosa da fuori, non sapevo manco come avesse fatto a salire! Si sforzò e lo vidi stringere bene le braccia e mettere la forza. Quando ebbe tutto il mio peso lo vidi socchiudere gli occhi e sforzarsi ancora di più. Mi tirò fuori e poi mi fece poggiare su di sé, tenendomi per le braccia tra le sue mi guardò. Mentre lui era tornato coi piedi per terra. Sentii distrattamente il suo corpo e mi posò a terra. Dovette tenere forza e inciampò leggermente per terra facendomi finire di più su di lui. Mi fermò, mettendo le mani ai miei fianchi e trasmettendomi quella sensazione nel petto e nel ventre. I suoi occhi nei miei, eravamo vivi ed era la cosa che più ci importava
"chi cazzo era quello?" dissi sorreggendomi un po' su Christian, lui dilatò gli occhi terrorizzato
"era... Michael..." disse lui intristendosi e incupendosi, mi guardò smarrito. Allora, era vero! Era lui!
"Michael? Ma che dici?" dissi allontanandomi leggermente dal suo corpo ma guardandolo fisso. Era come pensavo io? Era stato Michael?
"mi... Mi aveva minacciato. Io gli avrei spaccato la faccia. Lo avrei fatto sparire davvero a quel figlio di puttana..." disse serrando la mascella e guardandomi con occhi infuocati "ma avevo paura che... Che potesse succedere prima a te... E allora, se anche dopo lo avessi fatto mettere sotto terra... Non avrei avuto più te" disse scontrando i miei occhi, mentre i suoi erano pieni di dolore. Vidi che tutto quello che provava era vero, mi sentii così in colpa da voler nascondermi
"perché non me l'hai detto e basta?" dissi guardandolo nel suo viso
"volevo... Volevo proteggerti..." disse scontrando i miei occhi
"Christian..." dissi verso il suo viso, mentre i miei occhi erano diventati lucidi "mi... Mi dispiace... Davvero" non gli avevo creduto. Ma d'altronde era anche capibile come la potessi vedere io, prima!
Sospirò e vidi una luce nei suoi occhi
"non fa niente... Ti capisco" disse alzando un sopracciglio e guardandomi "ora mi credi?" disse chinando il viso e sospirando, per poi cercare i miei occhi. Io annuii, trattenendomi dal piangere.
Ripensavo al gesto di Michael, era assurdo! Però non sapevo ancora se fosse tutto totalmente vero. Non avevo intenzione di farmi prendere ancora in giro. Ormai, era così difficile fidarsi di qualsiasi cosa. Subito volli chiamare la polizia. Composi il numero, spiegai dove eravamo e cosa fosse accaduto... Sotto agli occhi attenti di Christian.
Posai una mano sul suo collo e lo vidi rilassarsi. Sembrava già godere di quel contatto, di quel legame tra noi di cui avevamo bisogno. Osservai il suo viso, i suoi tratti, era deperito, vuoto, sembrava provare un dolore autentico. Mi avvicinai alle sue labbra e le toccai con le mie. Ci assaporammo, le labbra che subito andarono sul mio collo, in modo quasi doloroso per tutti e due per tutto quello che era successo. Labbra che si cercavano, in cui gemevamo e tra le quali si cercavano le nostre lingue. Lui gemette soffusamente tra le mie labbra quasi provando dolore. Mi guardò, mentre ci dividemmo. In quel momento, come un incubo, ricomparve Michael. Io ebbi un tremore, vidi dietro a lui un consistente gruppo di ragazzi malavitosi.
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LA LUCE E L'OMBRA (PARTE 1)
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