Poco dopo il weekend eravamo in una discoteca, c'erano quelli del gruppo, Christian e io. Stavamo tutti bevendo troppo. La musica era forte, così forte da penetrare nella testa e toglierti i pensieri. Qualche canna che girava, fuori dal locale, fra noi, ti faceva sballare ancora di più. La testa iniziava a girare e l'equilibrio andava via. Sapevamo benissimo entrambi che fosse tutto finto e che i drammi erano davanti agli occhi. Questo non serviva a far stare meglio tutti e due. Lui lo sapeva meglio di me. Non si stava comunque bene. Ma per essere un po' felice, si faceva. Spesso Christian provava paura di fare del male, per via di quel che faceva.
Quando la serata era finita, tutto il gruppo non stava in piedi. Christian e io ci reggevamo a stento. Ridevamo, sostenendoci a vicenda. Siccome non c'era alternativa, dovette guidare Christian. Io ero già sollevata di essere uscita viva dalla discoteca, speravo solo di sopravvivere ancora. Io ridevo, ma poi mi veniva freddo, successivamente caldo. Non capivo dov'ero. Tra sobbalzi pericolosi di vita arrivammo a casa mia e si fermò poco prima di prendere un muretto. Parcheggiò, ma non affatto nelle righe del parcheggio sotto al mio palazzo. Christian si stese sul sedile e socchiuse gli occhi. Io scesi dalla macchina e aprendogli la porta gli dissi di scendere. Per aprire con le chiavi ci misi un po' perché tutto mi girava attorno. Quando vidi che stava per cadere gli misi un braccio sotto le sue braccia e lo ressi in piedi. Andammo in bagno, vomitai un po' di quello che avevo bevuto e poi ci dirigemmo in camera mia. Christian stava troppo male per andare a casa propria. Non volevo farlo andare.
Quando aprii gli occhi era già mattina. Sentivo la pesantezza nella testa di quando fumi tanto la sera prima. Sentivo tutto scombussolato, lo stomaco sotto sopra per l'alcol. Christian era nel letto al mio fianco, si divincolò e sentii il suo corpo nudo fantastico
"mmm, Belen..." io lo spinsi esclamando "stronzo!" lui scoppiò a ridere insieme a me e si alzò. Il suo petto nudo contornato dai tatuaggi, i pantaloni larghi. Mi strinsi nelle sue braccia e nel suo petto e il calore ci fece baciare intensamente.
Era una giornata in cui a scuola c'era un'ora buca. Mi annoiavo e decisi di scrivere in chat a Christian in modo da comunicargli che non c'era alcuna prof. in classe. Poi parlavo con Ele, ascoltando i suoi problemi. Vidi alla porta proprio Christian. Venne a sedersi vicino a me, io lo guardai frastornata e sorrisi
"se ti sgamano sei nella merda"
"non ci sgamano" disse lui sorridendo. Qualche compagna che oramai si ricordava di lui lo salutava e scambiava due parole. Fra le tante voci delle persone della classe, ci mettemmo a discutere un po' di tutto come facevamo ai vecchi tempi. Vicino a noi c'era anche Ele che ogni tanto interveniva. Ci mettemmo a giocare col cellulare come facevamo da amici. Tutto a un tratto mi sentii sfiorare la gamba da Christian ed Ele non vide nulla... Io mi protesi impercettibilmente, lui mi fece un tocco più volgare premendo sul mio sesso, gli cercai di far capire di smetterla. Sul finire dell'ora, lui mi disse vicino all'orecchio
"fatti trovare in bagno... esci con me" mentre il frastuono del cuore non mi fece capire più il susseguirsi delle idee, mi accinsi a uscire e una volta fuori dal bagno Christian era lì poggiato al muro. Sorrise e mi prese per mano portandomi nel bagno delle femmine. Subito immerse la lingua nella mia bocca e mi attaccò al muro. Poggiandosi bisognoso su di me. Mi strinse i fianchi, mentre sospiravo mi morsicò leggermente un lobo dell'orecchio
"devi restare zitta qui... è fondamentale, perché se ci sentono siamo nei guai..." quelle parole dette in modo così sensuale mi fecero socchiudere gli occhi. Christian affondò le dita dentro di me e al movimento io feci un gemito. Lui mi guardò con finta furia
"non ci siamo capiti allora..." Mi accarezzò il sedere e mosse le mani anche sui miei seni "togliti la maglia" io mi sfilai la maglietta e dopo dei brividi lui la afferrò e la legò intorno alla mia bocca, ficcandola in modo da non far uscire suoni. In poco si spogliò anche lui e mi tolse i pantaloni. Lo vidi davanti a me togliersi i pantaloni. Posai le mani sulle sue mutande, mentre mi guardava intensamente. Feci scendere le mutande liberando il suo membro e lo sfiorai con le mani facendolo sussultare. Mi chinai leggermente, assaporando con la bocca e lui emise un gemito deciso. Il suo gusto, il leggero sapore salato. Mi fece subito alzare, prendendo il mio viso e guardandomi fisso. Io deglutii. In poco si mise dentro di me, mentre la maglia diventava di fuoco ai miei respiri
"piccola, vieni insieme a me" mi guardò e mi sussurrò dandomi la chiave per farmi impazzire. Quando divennero più forti i ritmi, Christian raggiunse il culmine del piacere e dopo una bestemmia pronunciata sottilmente, emise un suono dal profondo del torace. Allungai una mano alla sua bocca per placare il rumore. Raggiunsi ugualmente il culmine, con le mani sulla sua bocca. Rimanemmo stretti per un po'. Oramai era finito l'intervallo e seguiva la quarta ora. Tenne la mia testa sul suo collo
"amore..." in quel momento, il calore di due corpi nudi attaccati si diffondeva
"cosa amore?" chiesi io
"non ti ho fatto male vero?" sussurrò
"no tranquillo" dissi io che stavo in piedi solo per il fatto di essere poggiata a lui
"ne avevo bisogno come non mai"
"di farlo intendi?" dissi, cercando il suo sguardo. Christian annuì col sorriso e aggiunse "anche di te. Ma tu sai quanto mi piaccia fare l'amore..."
"con te" continuò nel mio orecchio. Io pensavo che forse ero ancora nuda, nel colmo del piacere, con lui
"anche a me" sussurrai, senza che smettessimo di guardarci. Sorrisi e mi ritrovai fra le labbra di lui. Intanto sentii arrivare qualcuno nel bagno e ci guardammo con terrore
"Sara, sei qui?" sentii dire dalla familiare voce di una compagna
"ehi... sì... se arriva la prof. dille che non sto tanto bene"
"okay... ma hai bisogno di aiuto?"
"no... tranquilla..." eravamo ancora incredibilmente vicini. La ragazza se ne andò e poggiammo le teste l'una sull'altra, facendo un sospiro di sollievo e una risata. Un bacio veloce, le sue mani addosso e quando il fiato rimase sospeso intervenni
"meglio andare"
"sì..." sospirò lui "sei davvero bella"
"lo credi?"
"certo che lo credo, Sara" disse, sempre sottovoce, attaccato al mio viso
"anche tu sei molto bello, ma sei soprattutto..."
"come?" disse Christian con un pizzico di malizia
"sei simpaticissimo" dissi come per ironia.
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LA LUCE E L'OMBRA (PARTE 1)
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