NAPUL'È (2)

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La mattina dopo ci eravamo vestiti e preparati e stavo guardando fuori dalla finestra. Nella mia camera comparve Christian. Lui sorrise. Non sapeva che cosa dire. Si fermò impaurito sulla porta e mi fissò con la paura più grossa che avesse mai provato. Era scappato da sbirri, aveva rischiato per qualche centimetro di essere visto da loro, aveva visto ferri e ogni cosa che si dovesse temere della strada. Eppure io, che mi ero girata e lo guardavo indugiando, mentre era fermo sulla porta, lo terrorizzavo
"posso?" sussurrò lui deglutendo e prendendo forza. Io avevo compreso già. Senza che ascoltassi troppo. Lui si mosse e mi venne vicino. Io rimasi a guardarlo. Christian prese il mio braccio e si mise seduto sul letto, tirandomi vicino a lui. Ecco, come ogni volta pensava di risolvere i problemi a letto... Non era possibile! Mi strinse la mano, che non aveva lasciato e mi sussurrò tenendo gli occhi bassi
"Sara... io... non è vero che non me ne frega un cazzo..." alzò gli occhi per vedere cosa stessi provando io. Lo osservavo attenta
"lo so" Christian fece un sospiro e si chinò poggiando la testa sulla mia pancia. Come un bambino che ha bisogno della madre. Non sapevo davvero cosa pensare. Ero tesissima e Christian era così pieno di brutti vissuti che avevo paura di sbagliare.

La sera dopo avevamo organizzato una festa in casa perché i nostri genitori erano andati via. La casa era già piena di persone ed erano solo le nove di sera. C'era musica tipo hardcore e Techno e Christian salutò alcune persone, stringendo mani o battendo il cinque. Alcuni erano già sballatissimi, parecchio assurdo. Guardavo le scene e ridevo sotto i baffi. Dei ragazzi con cui Christian parlava bevevano dalle bottiglie di vodka con qualche succo e Christian beveva con loro passandola anche a me. Io reggevo pochissimo l'alcol e iniziavo già a sentire caldo e la testa che girava. Alcuni, tra cui Christian e io, si sedettero sul divano e sulle poltrone mettendoci in cerchio. Christian diede dell'erba in mano a me, mi passò anche una cartina e mi chiese di fare su. Io tritai l'erba con le mani, facendola fine, mentre Christian diede un sorso di alcol nella bocca di una ragazza. Una ragazza seduta là con gli altri. Una mora, vestita attillata e molto carina. Io al momento non chiesi nulla. Tritavo l'erba e la misi sulla mia mano mischiandola con una punta di sigaretta. La riposi, poi, tutta nella cartina cercando di non far cadere nulla. Insomma dai, qualche insegnamento dalle mie compagnie era rimasto! Sistemai tutto nella cartina, rollandola, e chiesi un filtro, che arrivò quasi subito, lo misi e girai la canna prima di chiuderla. Mi uscì bene, per fortuna! Perché temevo di far brutte figure. Un ragazzo bruno e alto disse "wow, se rolla bene magari è brava anche in altro... Eccitante" Christian lo fulminò con lo sguardo, io non osavo guardare verso di lui
"se ti arrapi con questo" disse Christian deciso, tutti risero tranne me. Io osservavo la bruna, che guardava Christian
"ma sei insieme a lei?" chiese quest'oca bruna, indicando me. Christian si sentì preso alla sprovvista. Non rispose subito e poi disse di no. Io rimasi zitta e perplessa, era così che la metteva?Continuammo a bere e dopo fumammo la canna fatta da me. Vedevo Christian che rideva e scherzava con quell'oca. Il ragazzo di prima, intanto, mi faceva altre battute alle quali io ridevo e cercavo di filtrare con lui. Christian si irrigidiva e si alterava in maniera indicibile. Mi stava fulminando con gli occhi. Quando continuava con quell'oca, decisi di alzarmi e andarmene via. Mi sentii chiamare ma non diedi retta a nessuno. Un ragazzo in casa mi afferrò. Era un ragazzo moro e alto e sembrava deciso nel provarci. Voleva ballare. Christian mi raggiunse subito e quando lo vide, gli tirò uno spintone e un pugno forte al viso, da farlo restare a terra. Mi fece uscire di casa con lui, mi portò fuori e mi fissò
"si può sapere che cazzo fai?" mi chiese
"non sopporto quell'oca che continui a cercare di scoparti, ti sono di intralcio?"
"Sara, non sto cercando di scoparmi nessuno, là dentro" sottolineò e mi guardò "e tu stai alle avance di quello là"
"ma finiscila, Christian" Scossi la testa e tornammo verso i divani con gli altri, dove eravamo prima. Alcuni ragazzi, in gruppo, stavano facendo free style perché la musica era diventata un beat. Io mi perdevo sempre totalmente ad ascoltarli. Mi girava molto la testa, perché alcol ed erba insieme non vanno molto d'accordo. Intanto, davanti al divano dove ero seduta stavano tutti sturando da un bong enorme. Da dove cazzo era comparso? Christian faceva delle sturate insieme a loro e io decisi che era meglio di no. La mia testa girava ancora e mi sentii volare quando fumammo ancora. Il brunetto mi passò la canna. Io chiusi gli occhi un secondo, sentii la musica e la testa pesante. Mi sentii abbandonare nel corpo e volare. Le labbra mi erano diventate secche e mi sentivo il pastone. Io non riuscivo, quasi, a vedere che succedesse tra le persone con me, mi alzai per andare a bere un bicchiere d'acqua in cucina. Non mi sentivo tanto meglio. Non riuscivo a sentire manco il corpo muoversi. Come se tutto fosse un sogno e un volo, tornai e vidi subito quell'oca di prima che ridacchiava e stava cercando di salire addosso a Christian. Lui cercò di spostarla senza aver ancora visto me, ma istantaneamente io la tirai per un braccio colpendola, poi, con un calcio alle costole che la fece accasciare. Christian mi guardava esterrefatto. Le diedi dei ganci al viso, si avvicinò un'amica a difendere la ragazza e io la spinsi con un calcio alla pancia, buttando a terra anche lei. Io continuavo a prenderla a pugni e calci, questa ragazza reagiva con scarsi risultati. Ciò che delle arti marziali era entrato sotto la mia pelle emerse senza che manco me ne accorgessi. Nessuno si muoveva a dividerci ma sentivo urla e voci a cui non davo retta. Mi calmai solo quando Christian mi tenne da dietro
"amore, amore, cazzo!" solo a queste parole respiravo più lentamente e mi calmavo. Mi tranquillizzavo fra le braccia di Christian e guardai la ragazza per terra, il naso che colava sangue. Era addolorata e si divincolava, mi fece sentire quasi in colpa. Doveva esserle un poco salito il vestito più di quello che era. Qualcuno della gente in casa stava ridendo, altri guardavano allibiti come se non lo credessero possibile. Manco io riuscivo a ricordare che cosa avessi combinato e che cosa avessi fatto. La guardai a terra, la musica stava ancora andando alta. Christian mi stava tenendo vicino a sé, mentre la ragazza ci guardava schifata. Lui mi portò fuori. Mi guardò per bene. Cercò di vedere se fossi ferita e sembrava colpito e felice del fatto che non lo fossi. Mi posò un braccio sul mio collo e sui capelli, mi stampò un bacio tenero
"tutto bene?"
"sì, Christian" dissi sorridendo
"sei fuori di testa" mi disse scuotendo il capo e ridacchiando
"no, se lo meritava" lui sorrise, cercando la vita nei miei occhi, mi chiese
"le mandiamo via?" io annuii, era meglio non si creassero altri problemi. Tornammo alla festa, andammo a dire alle ragazze di andarsene. Per lo meno la bruna diretta interessata, l'amica la accompagnò. Mentre andavano via mi guardarono con odio. Christian parlò con un ragazzo e si accordò, prese l'erba e io lo vidi dare dei soldi. Erano già le tre di notte. Christian e io, dopo poco, restammo da soli, tutti andarono via o andarono a dormire da altre parti. Così lui fece su velocemente un'altra canna.

LA LUCE E L'OMBRA (PARTE 1)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora