Finalmente arrivò il giorno dello stage. Era un venerdì pomeriggio di maggio, dove partimmo col treno per la fantastica città di Roma. Ero seduta vicino a Christian e Alice vicino a Daniele. Tutti eravamo mezzi addormentati per un viaggio piuttosto noioso. Lentamente mi addormentai...
Quando riaprii gli occhi eravamo quasi giunti alla stazione. Il treno si fermò quando finalmente arrivammo. Presi lamia valigia e le mie cose. Scendemmo tutti lenti dal mezzo. Dalla stazione c'era un pullman che ci avrebbe portati al poco distante albergo, che ci avrebbe ospitati ben quattro giorni. Così Alice, Martina e io dovevamo stare insieme in una camera; c'erano altre camere per i maschi Alessandro, Giovanni, Christian, Mauro, Daniele, Matteo e Denny. Altre carrellate di macchine portavano altri ragazzi, bambini, adulti e signori all'albergo per lo stage, da tutte le palestre collegate nella Lombardia. Altre ancora stavano in un albergo accanto, venivano anche da tutta Italia. Anche alcune palestre di altri paesi avrebbero potuto recarsi in Italia. E così, con gruppi di maschi e femmine, parlammo di come procedevano le nostre relazioni
"dai, facci sapere! È stato bello?" mi disse Alice che voleva l'interrogatorio sulla giornata del giorno prima con Christian. Annuii senza darle troppa corda ma era impossibile non ridere
"è incredibile, vedo proprio che non fa più il coglione. E che tu ti sei proprio fottuta con lui, che cazzo gli hai fatto a quel ragazzo?" mi chiese e risi, guardando il suo viso
"io... Niente" dissi imbarazzata
"oh, ma fra, che porco sei!" disse ridendo Daniele a Christian, che rimase impassibile, ma gli spuntò un sorriso
"per favore, coglione, sta' zitto tu e la brunetta!" Daniele rise
"resti sempre un maiale!"
arrivammo all'albergo, qualcuno ci stava guardando storto e col viso sconvolto per i discorsi tenuti fino a quel momento. Facemmo finta di nulla ed entrammo nell'edificio. Era un locale apparentemente di lusso. La città dava un panorama tutto speciale e artistico. Esternamente era un locale bianco. Fu accogliente anche quando varcammo la porta. Dei signori ci portarono alle camere. Il caldo del locale mi faceva sentire di più a casa mia. Prima di salire guardammo la sala da pranzo, piena di tavoloni. C'erano, poi, varie poltrone nello spazio accanto alla mensa, dove ci si poteva rilassare. Alice, Marti e io iniziammo a salire in camera. Salimmo qualche scala e con la chiave aprimmo la porta. La stanza era affascinante. Appena entrate, c'era un parquet marrone chiaro. Dopo la porta c'era il bagno. Nella stanzetta a fianco c'erano tre lettini. Aveva anche molti spazi dove mettere le proprie cose
"che figata!" esclamò Alice. Io sorrisi. Tutte posammo le valigie riponendo il possibile
"sì scoperà di brutto in 'sti giorni, giusto sorella?" mi disse Alice, posando una mano sulla mia spalla. Io scossi la testa ed esclamai
"Alice, cazzo"
"hai da fumare?" mi chiese lei
"no, ma posso chiedere a Chri" dissi
"dai, ci sta, ti devi fare la doccia?" chiese Alice a Martina
"sì, dovrei..." disse lei ridendo.
Una volta che tutte quante finimmo la doccia, ci aiutammo a vicenda con il trucco, i vestiti, eccetera. C'era una bella armonia fra noi, un'armonia dolce e di divertimento. Scendemmo per l'ora di cena. Mi sedetti vicino alle ragazze, perché i maschi stettero fra loro
"e allora con Sara?" chiesero i ragazzi a Christian. Lui sorrise e annuì. Rimanendo con una espressione fissa e neutrale
"ma... avete fatto tanto gli sporcaccioni?" chiese Teo
"abbastanza..." disse Christian ridendo.
Andai verso Christian e lui mi prese le braccia, facendomi sedere su di sé. Con lui non sentivo ne vedevo più nessuno del mondo. Era come se esistessimo solo noi due.
Alice guardava Matteo, che senza dubbio guardava lei con aria innamorata. Si sorridevano e si volevano senza appagarsi
"guarda Alice e Matteo" sussurrai vicino al viso di Christian
"che ti devo dire?" disse Christian, alzando un sopracciglio divertito
"sono carini!" gli dissi guardandolo male. Li guardò bene e fisso, annuì leggermente. Mi alzai dalle sue gambe, che mi davano dispersione di brividi in tutto il corpo e mi diressi con le ragazze in camera. Christian mi fermò, trattenendo un mio fianco
"dove credi di andare?" mi tirò vicino e posò le labbra sulle mie, baciandomi poi passionalmente. Misi le mani dietro la sua schiena e lo avvolsi tutto al mio corpo.
Mandai un bacio a Christian.
In camera noi ragazze ci sedemmo su un letto tutte e tre
"Sara... Mi devi aiutare..." disse Alice con aria preoccupata e triste "io non ce la faccio più... sono... innamorata persa di Matteo..."
"ma Daniele?"
"cazzo, Sara... ho cercato di non stare vicino a Teo e di capire bene cosa sentivo, ma con Daniele è risultato tutto negativo..." la vidi posare le mani sulla sua testa e asciugare delle lacrime. Assurdo. Non l'avevo mai e poi mai vista piangere... Rimasi zittita e le accarezzai i capelli
"vuoi fare un giro con me?" dissi con una mano sulla sua testa. Alice annuì e andammo insieme ai bagni dell'hotel
"guardami, Alice" dissi mentre Alice piangeva, guardando altrove e facendo finta di trattenersi. Si poggiò su di me e mi piangeva addosso. Ero così sbalordita. Rimasi bloccata, le passai una mano sui capelli
"ora ti calmi... e fai un bel respiro..." Alice respirò e mi guardò alzando il viso
"non so... ho paura di fare del male... a Daniele"
"quanto ne ha fatto lui a te?" dissi cercando il suo sguardo
"mi ha sempre fatto del male..."
"e allora? Hai paura di cercare altro? Non devi dare conto a nessuno"
"io... Non so che cazzo mi prende... E se mi sbagliassi?" disse chinando il viso e posandosi una mano tra i capelli
"hai già avuto qualche inciucio con Matteo?"
"beh... Un bacio..." disse sorridendomi. La accarezzai e poi mi venne un po' il magone per la sua situazione
"Ali io non posso vederti così... se vuoi a Dani ci parlo io..."
"potrebbe andare ma sembra davvero troppo da viscida" sussurrò lei schifata
"io parlerò con Daniele e poi glielo dirai anche tu"
"grazie mille, amica mia!" disse gettandosi fra le mie braccia
"tranquilla, tesoro" dissi respirando forte per la commozione e stringendola. Alice sospirò e pareva pensierosa. La strinsi come faceva lei, nel suo abbraccio fedele e amichevole. Mettevo le mani sui suoi capelli lunghi e neri e sentendo trapelare il suo calore
"con tua mamma come va?" chiesi attaccata a lei
"come andava l'ultima volta... tiriamo avanti... tanto vivo da mia nonna."
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LA LUCE E L'OMBRA (PARTE 1)
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