Era come avere fame ed essere legati a qualche millimetro da un panino
"oddio..." sussurrai con un gemito. Mi guardò, fece una smorfia mentre il suo viso era in mezzo alle mie gambe e continuò a restare lì a baciarmi sulla mia intimità "ti prego Christian..." dissi chinando indietro il capo
"ti prego Christian, cosa?" disse con tono serio, dispotico, malizioso. La voce spezzata e roca. Il suo sguardo mi faceva capire che lui sentiva chiaramente lo stato in cui ero, era molto beffardo
"Chri..."
"cosa?" disse lui ridendo. Io non risposi e lui si avvicinò a baciarmi il collo
"hai i preservativi?" chiesi. Mi stavo stupendo io stessa di aver fatto questa richiesta. Lui annuì sorridendo e prese il suo jeans da terra da dove tirò fuori un pacchettino. Mi guardò con aria attenta e divertita. Non volevo fare polemiche in quel momento e chiedere perché lo avesse dietro. Lo aprì e io mi sentii già tremare il corpo. Prese il preservativo. Una volta vicino a me, provai a metterlo con le mie mani. Mi baciò a terra mischiando le labbra, e mentre mi stava baciando lo sentii poggiare solo la punta sul mio sesso. Gemetti, deglutendo, insieme a lui
"oh, Saretta, dimmi che lo vuoi sentire dentro di te" disse con un viso acceso di una luce sovrumana. Aveva anche un tono ironico e dispotico. Io lo guardai basita, non ero certo abituata!
"Christian ma smettila! Non lo dirò!" dissi quasi in un gemito sfinito. Lui mi osservò, sopra di me. Non saremmo stati noi se non avessimo dovuto discutere anche in queste situazioni! Controllandosi, non sapevo come, mise ancora la punta del suo membro a strofinare sulla mia intimità. Gemevo, inarcando la schiena. Cercavo di spingere contro di lui i miei fianchi tremanti e ansanti. Tremavano già le mie gambe. Lui sorrideva quasi beffardo, come se in quel modo non l'avrei mai avuta vinta
"no, no Saretta! O lo dici, o smetto" disse serio
"sei proprio uno stronzo" dissi con la voce roca
"non l'ho mai negato!" disse divertito e con il respiro irregolare
"Christian... Ti prego!" dissi inarcandomi ancora e respirando a fatica. Dopodiché le parole uscirono istintive
"dimmelo" disse ancora gemendo
"ti voglio sentire dentro di me" mi sorrise e mi baciò lentamente verso il collo
"bene, ora posso premiarti" sussurrò e mi trattenni dal picchiarlo. Ansimavo contro le sue labbra. Poi lo sentii entrare all'improvviso dentro di me. Gememmo forte entrambi, io ebbi un sobbalzo. Mi mancò il respiro. Ancora sentivo un po' di dolore. Lui mi tenne ferma, sorrise e mi strinse le mani ai lati del mio corpo. Il suo viso, in preda alla passione sfrenata, annaspava e si controllava
"posso muovermi?" disse facendo un lieve movimento, affondando poco dentro di me. Annuii, bagnandomi le labbra e tenendo lo sguardo fisso nel suo. Si iniziò a muovere, spingendosi e sprofondando dentro di me. Aderiva a me e mi baciava intanto un seno, torturando il capezzolo. Mi sentii sobbalzare ancora, mentre ci baciavamo passionalmente. Dopo poco, un incredibile piacere prendeva il sopravvento. Si spingeva dentro di me, guardando i miei occhi, si posava a baciare il mio collo e ci respirava sopra. Il suo viso era in una smorfia di godimento, di dolore e fatica per controllarsi nel non aumentare troppo il ritmo, come magari era solito. Lasciai che le mie mani andassero ai suoi fianchi e cercai di muovere il mio ventre, per andargli incontro. Lui gemette forte, insieme a me
"così piccola, vienimi incontro" sussurrò al mio orecchio. Respiravamo in modo intenso. Mentre lui si muoveva gemevamo nelle nostre bocche. Respirò vicino al mio collo. I ritmi crescevano leggermente. Gemetti forte nel suo spingere di più. Lui teneva fortemente il controllo stringendo i miei capelli in un suo pugno e passando anche a stringere la mia gola con molta foga mentre si muoveva dentro di me, io gemevo molto animatamente al suo stringere il mio collo, lui tenendo i miei capelli e la gola mi dominava muovendomi contro il suo membro e potendo così penetrarmi molto più facilmente e molto più in modo rude
"piccola... Vieni" sussurrò lui sulla mia bocca, prima di venire e subito dopo mi sentii io percorsa dal massimo del piacere.
Ci vestimmo, mi sedetti un po' vergognosa fra le sue gambe e lui prese dell'erba dai pantaloni. La fece fine nella sua mano e mi chiese di mettergli una punta di sigaretta. Feci come disse, prendendo una mia sigaretta. Mischiò tutto insieme e la mise su una cartina. La rollò, sistemandola e prese un filtro dalla sua tasca. Lo mise nella canna e la finì di rollare prima di chiuderla. La accese e fece vari tiri prima di passarmela. Era quasi mattina, ma era ancora buio. Ero poggiata su di lui. Era tutto quello che desideravo
"grazie" sussurrai, facendo distrarre i suoi occhi indagatori e tristi che fissavano avanti a sé. Lui sorrise e annuì. Mi dissi che un ragazzo ci tiene a te se resta del tempo dopo aver fatto l'amore. Beh, noi restammo insieme. A fumare ancora. Squadravo i suoi vestiti, i jeans un po' stretti e la maglietta larga
"È vera la storia... dell'amore per quello là, non corrisposto?" disse, facendomi ricordare i miei testi. Un paio parlavano d'Italia. Uno d'amore, ma non troppo positivamente. Poi vi erano altri sfoghi e paragoni del paese e della vita
"sì" dissi evitando il suo sguardo. Ma vidi che, essendo fra le sue braccia, il viso di Christian mi scrutava
"c'hai sofferto tanto, vero?"
"due anni..." dissi con una finta contentezza. Lui mi fissò. Si perse letteralmente in me. Mi strinsi a lui, lasciandolo sorpreso, e lui mise il suo viso sul mio collo. Eravamo noi due e basta. Con i visi e i corpi attaccati, con le mani e la bocca che indagavano
"posso farti una domanda che mi è ancora rimasta in testa da dopo... l'ultima volta?" io mi rabbuiai. Lo fissai. Ero spaventata
"dimmi"
"per te, tutto questo che abbiamo vissuto e che ho preparato per te in questi ultimi giorni, da quando siamo andati al mare, è 'di più'?" io lo guardai, mi nacque un sorriso. Lui era attento, mi indagava con gli occhi. Io stavo un po' arrossendo. Abbassai lo sguardo. Schiarii la gola
"beh..." dissi ridacchiando. Istintivamente misi le braccia sulla sua schiena "certo che lo è" mi stampò un bacio, stringendomi e avvolgendo le labbra alle sue.
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LA LUCE E L'OMBRA (PARTE 1)
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