TEMPI DI STAGE (6)

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Giovedì

Ero nella mia stanza da letto, in casa di mia madre. Guardavo in aria mentre tentavo di studiare. I pensieri su Christian mi facevano cadere, ogni tanto, delle lacrime. Decisi di prendere aria e uscii in strada. Attendevo, intanto, l'arrivo di mia madre dal lavoro, in circa un'oretta. Fumavo una sigaretta, pian piano assaporandola e osservando il cielo. Vidi, quasi come un miracolo, la moto di Christian fermarsi vicino a casa mia. Quando concretizzai che fosse davvero lui deglutii e lo salutai timidamente. Si tolse il casco e guardai il suo viso, che era sciupato, gli occhi persi e profondi... Una maglietta larga, bianca, della Foot Locker e un jeans bellissimo, chiaro. Scese dalla moto e venne verso di me, chiedendomi di salire. Vidi subito che aveva bevuto e fumato. Non era in sé, i suoi occhi erano svuotati dalle emozioni, ma queste si vedevano comunque nella sua anima. Erano occhi rossi, per le canne. Il viso era leggermente bianco. A vederlo in questo stato decisi senza troppe parole di farlo salire. Appena salimmo in casa e chiusi la porta, mi sbatté sul muro dentro casa. Posò una mano addosso al muro e mi avvolse le labbra... Mi fece subito gemere al suo tocco, vicino al mio collo. Il suo corpo su di me. Ma i suoi baci erano impetuosi, senza emozioni. Non provavo proprio lo stesso piacere mentre la sua bocca insisteva sulla mia. Mi sentivo imbarazzata, fuori luogo, insicura di lui. Non poteva venire in quel modo da me come un animale! Mi alzò in braccio e, tenendomi stretta sui suoi addominali, mi posò sul muro, immergendo intanto la lingua nella mia bocca. Non smetteva di baciarmi... Muovendoci dal muro andammo a sbattere sullo stendi panni e ci mettemmo a ridere. Ero combattuta dentro di me. Tutto questo, non sapevo perché stesse capitando. Mi stese sul letto e voracemente immergeva le mani sui miei seni. Mi sollevò la maglia, assaporando e toccando il mio corpo mentre lui era posizionato sopra di me "Christian, no" non rispose e continuava. Mi sembrava tutto così diverso, con meno emozioni! Perché sapevo che non fosse in buono stato e vederlo così fatto e ubriaco, non mi faceva certamente rilassare. Mi guardava erotico, voglioso, dispotico... Occhi indescrivibili per la loro freddezza, apatia, ma profondità allo stesso tempo. Mi fissò con le pupille dilatate, tentando di aprire la cintura dei suoi pantaloni
"Christian, no!" dissi, urlando di più ma, intanto, si posò su di me baciandomi il collo
"sta' zitta" disse, continuando a baciarmi avidamente il collo. Si tolse la maglietta e io respiravo affannosamente provando molta più paura. Che gli aveva preso? Stavo iniziando a tremare "lasciami" sussultai divincolandomi. Non c'era quasi nulla del ragazzo ironico, malizioso e divertente che conoscevo! Mi bloccò le mani con forza, sentivo una presa a entrambi i polsi che mi faceva male e che mi avrebbe lasciato dei segni. Scese fino al ventre con la bocca e io non ebbi i soliti brividi ma più che altro tremori di paura. Mi divincolavo ancora e feci delle specie di grida
"che cazzo fai Christian? Lasciami!" alzò il viso alterato dal mio pantalone e mi guardò fisso e temerario
"tu ora scopi con me, fa' la brava" la paura era dilagata in ogni parte di me, mi muovevo, urlavo non so cosa. Le lacrime erano scese impetuose fino al collo. Si stava abbassando i pantaloni accanto a me quando lo chiamai a guardarmi
"vuoi violentarmi Christian? Vuoi finire di distruggere tutto così?" il mio corpo stava tremando in modo assurdo e lui, guardandomi fisso, tornò a ragionare e riebbe lucidità. Mi lasciò subito, come spaventato da un incubo. Mi guardava negli occhi cercando spiegazione, una qualsiasi, a cosa stesse capitando. Restò a guardarmi, mezza spogliata, le lacrime sparse e i tremori. Si sedette sul bordo del letto, passandosi le mani sul viso e sui capelli "cazzo, cazzo, porca troia!" ripeteva ansimando. Io mi sistemai la maglietta tirandola giù e asciugai le lacrime. Mi alzai, lo guardai così accovacciato sul bordo del letto con la testa tra le mani. Realizzai in quel momento che fosse ancora senza maglietta. Lo accarezzai dalla testa al corpo, lui sobbalzò, allontanandosi subito e guardandomi male
"no! Stammi lontana! Prima che succeda qualcosa..."
"Christian..."
"cazzo... cazzo" ripeté ancora, poi si alzò e infuriato col mondo tirò un calcio al letto. Io sobbalzai indietro e restai zitta. Poi, calciò ancora una sedia vicino alla scrivania
"Christian! Basta, romperai qualcosa!" lo vidi poi, in un attimo, tirare un pugno al muro. Si accovacciò ancora sul letto, tremava forse più di me prima. La sua mano perdeva sangue. Mi sedetti accanto a lui, capelli scombinati quanto lui e corpo pieno di tatuaggi. Mi guardò colpito e curioso, come se fosse sorpreso dal vedermi vicina a lui in questo momento dopo gli accaduti, come se ne fosse anche estasiato "fa' vedere la mano"
"non rompere il cazzo" sussurrò, girandosi dalla parte opposta a me. Presi la sua mano con forza, stando accanto a lui. Lui mi guardava come se mi ammirasse e venerasse profondamente. La sua mano era tagliata e piena di sangue. Mi alzai guardandolo fisso, per poi prendere uno straccio là in camera. Mi allontanai e dal bagno presi del disinfettante. Rientrai subito in camera trovandolo seduto e fisso con lo sguardo, non si era mosso di un millimetro. Non lo avrebbe mai ammesso, ma mi stava aspettando per farsi aiutare. Mi avvicinai continuando a reggere il suo sguardo e mi sedetti vicino a lui nuovamente. Lui mi guardava ancora come se fosse stranito e imbarazzato. Presi la mano e passai sopra l'acqua ossigenata, pulendo con lo straccio. Lui osservava quello che facevo e i miei occhi. Sussultava leggermente per il dolore. All'improvviso non resisté più e le sue labbra cercarono le mie in modo così bisognoso e implorante da mettermi paura. Un bacio tenero e desiderato. Io sobbalzai indietro, però, senza ricambiare, dato ciò che era appena successo. Fu istinto e paura, fu un gesto proprio spontaneo
"hai... paura di me?" disse, implorandomi con lo sguardo. Negai con la testa, cercando di rilassarmi "no" sussurrai
"sembrava proprio di sì" disse quasi amareggiato
"non ho paura di te, Christian! Che cosa dici?" dissi con una finta sicurezza interiore, nonostante credessi davvero in ciò che stavo dicendo. Era di nuovo vicino al mio collo e io concretizzai che fosse lui e che non potesse farmi davvero del male. Mi baciò nuovamente, scambiando i nostri sapori e gemendo come sempre tra le nostre bocche che si cercavano e desideravano "Christian" emisi con voce soffusa. Lui si fermò, respirando forte
"non faccio nulla" disse deglutendo subito e guardandomi
"tu lo sai che io non avrei... Non..."
"lo so, però mi hai messo davvero paura. Stavi per farlo" scosse la testa impaurito, come distrutto dai demoni. Io rimasi zitta, con un volto in preda a mille pensieri e con lacrime che volevano uscire. Sospirò e mi baciò ancora lungo il mio collo facendomi perdere nel contatto. Era straziato, sconvolto. Si poggiò con il viso sul collo e inizio seni, come un bambino. Io strinsi le mani sulla sua testa e lo accarezzai, lui guardò verso l'alto, ma non proprio nel mio viso "scusami" sussurrò quasi come un lamento. Mi guardava come qualcosa di sacro, seriamente pentito "non volevo farti del male o spaventarti..." riprese quasi in un sussurro, sospirai annuendo
"Christian... sai che adoro stare con te, ma... Io prego solo di dimenticarti" lui, con occhi lucidi e attentissimi alle mie parole, posò una mano sul mio viso, subito accendendomi e mettendomi in allerta
"quello che è successo è insignificante per me rispetto a quello che sei tu. Ti ripeto che ero strafatto. E so che questo non giustifica..." fermò la frase e mischiò le labbra alle mie per qualche secondo, ci guardammo poi fissi. Dopo il bacio, mi spostai quasi piangendo. Christian rimase zitto a guardarmi "Sara, se tu preghi per me, io mi sto distruggendo. Se esco a fare il coglione, lo faccio per non pensare a te" cacciai altre lacrime, delicate. Mi strinse fra le sue braccia, con occhi lucidi. Il suo contatto era intenso, mi dava i brividi, era meraviglioso
"dai, non piangere, ti prego"
"oh, Christian" dissi guardandolo negli occhi e posandomi poi sulle sue spalle. Poggiai le labbra sulle sue, perdendomi nelle favole e vedendolo gemere sottilmente
"scusa" dissi
"niente" disse lui quasi sconvolto, fissandomi intensamente "perché stai proprio con Michael?"
"perché non sto con lui... e volendo posso stare con chi voglio" dissi, alzandomi bruscamente dal letto. Lui mi afferrò le braccia e si alzò con me. Scontrò i miei occhi e mi strinse la schiena, guardandomi fisso. Mi veniva da tremare
"ti prego... stai con lui?"
"ma qual è il problema, Christian?"
"cazzo, Sara, perché non puoi dirmelo e basta?"
"non sto con lui! Te l'ho detto" io respiravo forte ed entrambi ci passavamo il calore intenso del corpo, l'amore poteva soppiantare la rabbia reciproca. Stavo attaccata, godendomi l'odore e la pelle di Christian. Lui immerse le labbra velocemente nelle mie... Nulla esisteva più
"è meglio che vai, no?" dissi lentamente
"no, Sara... sei comunque mia amica e non ti lascio ridotta così" piangevo, scendevano le lacrime mentre entrambi condividevamo il dolore
"posso riposarmi un po' con te?" disse Christian. Io feci un duro avviso con il volto, lo guardai in viso
"non ti toccherò, giuro" disse ridendo. Sembrava tornato un Christian ironico e malizioso. Si mise vicino a me, fino ad addormentarci. Quando mi svegliai, mi trovai le coperte rimboccate e lui non c'era più. Tutto quello che in questa circostanza era successo mi aveva spaventata un po', avevo bisogno di metabolizzare e capire, che cosa diavolo era successo? Lo avrebbe fatto seriamente? Mi avrebbe violentata?

LA LUCE E L'OMBRA (PARTE 1)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora