LA LUCE E L'OMBRA (14)

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Sospiravo e respiravo ancora affannando di piacere.
Lui tornò con una scatola, si mise di fronte a me e mi fece vedere il contenuto. Aveva vibratori, oli, corde e altre cose buttate là...
Ero allibita, preoccupata... in quel momento era di nuovo davvero
viva la situazione.
Mi guardava come per consenso e io non sapevo cosa dire. Mi ero ormai alzata dallo sgabello ed ero in ginocchio
"Christian ma... Tu ... Tu... Perché hai queste cose? Quando le usi?" dissi, cercando di contenere la voglia di esplodere
"le ho perché mi sono rimaste. Tu fidati di me" disse scontrando fisso i miei occhi e trasmettendomi una voglia sempre viscerale. Mi fece sfilare del tutto le calze, poi, mi fece ancora
stendere sullo sgabello e passò le mani sulla mia schiena.
Prese le mie mani e le strinse per i polsi, le sentii avvolgere in una maglietta usata che legò per entrambi i polsi. Mi mise uno degli oli su tutta la pelle che era praticamente gelato. Mi faceva gemere a ogni movimento, amplificato dal tocco delle sue mani.
Mi sentii mettere ai miei occhi un foulard scuro che mi fece estraniare da tutto quello che succedeva. Mi fidai di lui.
Sentii delle formine di ghiaccio gelate sulla mia schiena che amplificarono il piacere e mi fecero esultare per la sensazione giunta di sorpresa. Il ghiaccio scivolava per tutto il mio corpo... Era una sensazione così forte! Scese al mio sesso e lo sentii mettere quell'olio che mi fece sobbalzare.
Le sue dita e la sua bocca erano lì a farmi sentire sempre più fuori di senno. Respiravo affannosamente sul cuscino che tratteneva i suoni.
Lo sentii baciare il mio collo e la schiena e percepii dal contatto che non aveva più la camicia. Il suo corpo era libero. Sentii il suono di un aggeggio dietro di me e solo dopo capii che era un vibratore. Mi accarezzava la pelle, la schiena e le gambe, mentre questo vibratore faceva smuovere ancora di più la mia libido. Senza poter vedere, ero molto concentrata su ogni sensazione. Stavo per cedere. Cercavo di divincolarmi ma le mani legate erano anche tenute da Christian. Stava emettendo gemiti vicino al mio viso e non smetteva di lasciare lavorare
quel vibratore sull'esterno del mio sesso. Lo lasciò entrare e mi fece sobbalzare e stringere il cuscino.
Lo sentii avvicinarsi a me e abbassarsi del tutto il pantalone. Baciava il mio sedere e io cercavo di guardare cosa facesse mentre mi abbandonavo a gemiti profondi.
Aveva abbassato le mutande e sentivo la sua erezione muoversi per il mio sesso. Lui gemette in modo gutturale insieme a me quando il suo membro eretto passò per la mia intimità,
il mio sedere. Senza che io mi spaventassi restai immobile ed entrò poi lentamente dentro il mio sesso.
Mi gustavo il suo membro caldo che si muoveva delicatamente nel mio corpo. Venne verso il mio viso, annaspando e godendo della sensazione. Uscì da dentro di me e mi fece inginocchiare. Mi tolse il foulard dagli occhi, vedevo sfuocato. Lui era in piedi di fronte a me, le labbra rosse e gonfie, il membro ancora completamente in erezione. Gli occhi colmi di eccitazione. Perché aveva smesso? Ero colma di piacere ed ero distrutta da questo straziante gioco. Avevo ancora le mani legate dalla maglietta ed ero frastornata dal piacere
"vieni in braccio" disse gemendo trascinandomi tra le sue gambe. Si era seduto sullo sgabello e mi abbracciava facendo scorrere le mani per tutta la mia schiena nuda. Era davvero un tocco capace di arrivare ovunque...
Mi mossi istintivamente sul suo membro, emettendo entrambi dei gemiti profondi
"mi piace sentirti nuda sul cazzo, ci starei tutta la vita" stavo avvampando e non so quali altre assurde reazioni
"Christian!" dissi cercando di arrabbiarmi ma in realtà questa frase non fece altro che entrarmi nel profondo e sciogliermi. Mi muovevo, emettendo versi incomprensibili
"che c'è, Saretta?" disse, guardandomi fisso con tutto il controllo possibile. Lui aveva un ghigno che tratteneva una risata. Poi riprese "devi ammetterlo che adori che ti dica frasi
sconce. Lo so dal tuo corpo, il tuo morderti la bocca o schiuderla quando lo faccio" di risposta, gemetti vicino a lui... "e poi sei così bagna..."
"sta' zitto" dissi, spingendo il suo petto leggermente e muovendomi ancora su di lui, che ringhiò qualcosa per il piacere e ridacchiò
"è come dico io o no?" disse stringendo forte la mia schiena a lui. Ero zitta e desiderosa in ogni parte. Risposi con dei versi indecisi
"non ti ho sentito rispondere" disse fissandomi negli occhi e tenendo la mia schiena
"sì, Christian, è così" lui sorrise teneramente arrivando con le mani sui miei capelli.
Scese con le mani sul mio sedere e lo strinse facendomi sussultare. D'un tratto una sua mano colpì davvero forte il mio sedere, facendomi esultare e andare in avanti verso il corpo di Christian. Era stato davvero così inaspettato da spaventarmi! Ma non potevo negare che avevo provato piacere. Respiravo ormai in modo disconnesso, tutto il mio corpo era
eccitato
"a posto?" disse Christian che si trovava accanto al mio viso e mi guardava subito con attenzione per avere un riscontro e per leggere come mi sentissi. Essendo andata in avanti verso di lui eravamo del tutto connessi. Io annuii e lo guardai vogliosa
"non ti ho fatta troppo male? Stai..."
"A posto Christian, mi ero solo spaventata" sussurrai tremante. Ogni parte di me era rimasta desiderosa di quel gesto in modo viscerale. La mia bocca schiusa e i versi senza pudore erano solo pochi degli indizi. Non potevo controllarmi con lui!
"ancora?" chiese studiando la mia espressione e respirando
sul mio collo, essendogli io così vicina "sì o no?" disse vicino
al mio viso
"sì" dissi fremente e lui mi osservò negli occhi con una luce di desiderio così intima da farmi sprofondare lì. Mi colpì ancora sul sedere con tutta la forza. Strinse i glutei, poi, nelle sue mani e fui spinta ancora in avanti cercando di contenere le urla. Fece seguire altre due sberle, così forti da sembrare spari, e mi stavo quasi accasciando sul suo collo mentre il mio respiro era impazzito. Il piacere perverso che dilagava ovunque
"continuo?" sussurrò accanto alla mia bocca
"sì" ammisi senza paura e colpì un'altra volta entrando in ogni fibra del mio corpo. Ero senza fiato e senza forze. Cercò fisso i miei occhi
"dimmi tu basta" disse sorridendomi, per la stranezza della frase in quel contesto. Annuii e lui cercò ancora il mio sguardo. Un'altra botta forte sul sedere che mi fece sobbalzare, piacere concentrato del tutto nel ventre, un'altra ancora...
"basta" sussurrai senza forze. Lui si fermò e col respiro affannato mi guardò.
Mi tirò per la maglia legata ai miei polsi senza smettere di reggere il mio sguardo. Mi fece sedere sopra il suo membro, entrando in me con impellente bisogno. Il suo petto scoperto mi permetteva di bearmi della sua pelle e del suo profumo che mi invadeva. I suoi pantaloni erano ai piedi insieme alle mutande. Posai le mani sul suo corpo, muovendole anche alle sue braccia. Lui mi muoveva su di sé, gemendo tra le mie labbra, mentre lui stringeva con impeto la mia gola e i miei capelli.
Mi abbandonavo anche nel suo collo, mentre andavo a tirare delicatamente i suoi capelli.

LA LUCE E L'OMBRA (PARTE 1)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora