TEMPI DI STAGE (4)

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Il mio cuore urlò dalla paura. Lui rimase paralizzato. Scosse la testa con occhi increduli. Era ferito... Lo guardai fisso, dritto nelle sue pozze scure. Bastava guardarmi per capire
"Christian, aspetta..."
"no, no... questo è allucinante..." urlò con il viso infuriato, deluso, gli occhi che potevano emanare fuoco. La mascella serrata. Il suo tono e il suo sguardo potevano far rabbrividire chiunque. Occhi gelidi... Poche volte lo avevo visto così. Deglutii. Lui fece seguire subito una bestemmia. Riccardo guardava Christian senza dire una parola, impaurito. Le urla furono incontrollabili. A me veniva già da piangere. Christian ormai era fuori di sé, tirò un pugno a Riccardo e ne fece seguire altri... Forti, scattanti. E qualche bestemmia di entrambi. Christian tirò una ginocchiata. Riccardo reagiva ma non riuscì molto. Riccardo, stufo e dolorante, se ne uscì. Inveendo ancora. Christian lo fulminò con gli occhi. Intimandogli di uscire. Christian mi guardò con occhi lucidi
"devi credermi che io non intendevo fare quello che pensi..." sussurrai. Dalla porta stava guardando Alice
"ma per favore, vai affanculo!" io mi alzai, mentre mi fissava deluso negli occhi
"Christian io... ti giuro che è stato lui... io..."
"ma che cazzo dici?" urlò infuriato, scrutando le mie emozioni nei miei occhi lacrimanti e sinceri
"ti sto dicendo la verità" sbraitai, le lacrime mi iniziarono a colare sempre più. Alice entrò e ci guardò. Andò verso di lui
"Chri, stai calmo per favore... Lui era uno che Sara conosceva. Si è trovato qui a salutare Ale e Gianni. So che è un figlio di puttana e che..." lei sapeva che era qui? E non aveva detto nulla? Rimasi esterrefatta e non avevo parole. Schiusi la bocca. Christian chiuse gli occhi espirando rabbia immensa e scosse la testa
"no... no ..." sussurrò
"che cosa?" dissi esasperata e fissandolo nei suoi occhi lucenti
"non è possibile..." le lacrime scendevano impazienti. Singhiozzavo quasi dal pianto, piangevo sconvolta
"che cazzo piangi, Sara?" disse lui bestemmiando
"porca di quella puttana, ma lo vuoi capire che io non avrei mai fatto nulla?" urlai piena di disperazione
"ho visto come cazzo eravate!" sbraitò lui
"non... Non sarebbe rimasto là. Non sarebbe successo niente..."
"brava! Cazzo vuoi, i complimenti?" urlò furioso ancora Christian. Mi metteva davvero paura vederlo così. Gli occhi impazziti e questa furia. Avevo paura quando urlava. Ma stavo imparando a controllarmi
"no!" urlai
"Alice esci per favore..." disse Christian respirando a stento dalla furia. Io la guardai, osservandola uscire
"ma ti rendi conto di che cazzo di discorsi mi fai? Sì, vai, fidiamoci! Cazzo!" sbraitò infuriato e bestemmiando, con occhi gelidi e allo stesso tempo infuocati. I tratti ancora induriti. Mi guardava passandosi una mano sul volto. Poi si incupì un attimo nel vedermi piangere
"mi dispiace..." dissi con le lacrime che mi avevano rigato il viso
"smettila, cazzo di quel Dio!" disse, spingendomi lontano da lui "Sara, io te l'avevo detto che dovevamo stare insieme questa cazzo di serata"
"perché dici così?" dissi, cercando nello sguardo qualcosa che fermasse le mie mille paranoie
"non ce la faccio... te l'avevo detto..." disse singhiozzando e poggiandosi con la testa sul muro, sospirando e tirando dei pugni
"Christian, che cosa è successo?"
"ho conosciuto una qualche giorno fa... Non so chi sia. Era l'unica femmina oggi. Abbiamo bevuto..." io lo guardai e Christian cercò solo un attimo i miei occhi "me la son scopata" disse tutto di un fiato. Ci fu un attimo di silenzio
"vattene" dissi fissandolo. Lui fece un sospiro ancora un po' inalberato. Aprì la porta e se ne andò, mi guardò come per dire "dovevo dirtelo".
L'agonia e il dolore mi avvolsero, mentre piangevo ancora. Mi sedetti sul letto e con una mano controllavo le tante lacrime del viso. La gola mi pareva bruciare dalle lacrime che la intoppavano, per quanto fosse forte il pianto, lo stomaco veniva tirato e mi sentivo morire. In quel momento entrò Alice. Anche lei delusa non meno di me. Si sedette vicino a me e mi accarezzò "speravo che andasse meglio la serata..."
"anche io..." dissi senza alzare la testa
"mi dispiace tantissimo... Vedrai che se aspetti, magari si sistema col tempo"
"Alice... una litigata così non l'avevo mai fatta in vita mia. Come hai potuto lasciare che stesse con quella?" dissi guardandola con le lacrime. Alice non rispose e mi guardò basita
"non pensavo che fosse così troia..." io non risposi ancora... Ero troppo distrutta e mi sentivo delusa
"ho bisogno di stare un po' da sola... Vattene per favore. Mi hai fatto cadere le palle" lei se ne andò lasciandomi da sola. Sospirò e chiuse la porta. Volevo dormire prima che Alice e le altre arrivassero. Restai in pigiama e struccata. Finalmente semplice. Senza quelle scarpe, quei vestiti e quel trucco. Le altre erano ancora di sotto. Io ero troppo triste e preferii cercare di dormire. Che male faceva tutta questa storia, nata solo per una cazzata. E come aveva potuto? Dopo che mi ero fidata, lui mi aveva fatto quello.

Era giovedì e Christian e io ci rivedemmo per le ultime lezioni di sport. Eravamo piuttosto giù per quello che era successo. Io mi avvicinai allo spogliatoio, passando per i corridoi accanto alla palestra, e il brivido per Christian non passava mai. Non ci parlammo nemmeno ma ci fissammo per qualche secondo. Era seduto sul tatami e mentre alcuni facevano stretching, lui si fermò a guardarmi. Alice si avvicinò a me, mi guardava attenta
"Sara, credimi, mi dispiace sia successo questo casino...Con Christian"
"hai organizzato tu che lei uscisse con Christian?"
"no, cazzo, è uscita con noi e basta..."
"perdonami" riprese lei visibilmente a disagio "non pensavo fosse così troia!" disse osservandomi
"Alice dai, non ne voglio parlare"

LA LUCE E L'OMBRA (PARTE 1)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora