Erano le sei di mattina ed ero sotto il lenzuolo che dormivo un sonno profondo. Qualcosa mi svegliò e mi fece aprire gli occhi. Christian era seduto davanti a me. Ebbi un sobbalzo e lo fissai. Stava leggendo un mio piccolo diario
"ma che fai?" dissi quasi urlando "che ci fai qui?"
"ciao! Mi hai spaventato" disse sorridendomi solo un attimo, senza posare il diario. C'erano scritte tante cose su di lui. Glielo tolsi di mano e Christian mi guardò fisso e sorrise. Si spostò verso di me, che lo guardavo arrabbiata
"non mi piace che guardi le mie cose" dissi molto a disagio. Avevo il cuore a mille... Ora sapeva un po' troppo quel ragazzo
"hai scritto delle cose bellissime... ti ringrazio. Nessuna mi ha mai considerato così... È stato davvero... Tenero?" Disse storcendo il viso e trovandosi a disagio con quella parola. Feci un sospiro. Lui si avvicinò alla mia guancia e mi diede un bacio. Poi mi accarezzò i capelli, mentre io avevo gli occhi chiusi per il batticuore e i soliti brividi che mi mangiavano viva quando lui era vicino. Se ne accorse e fece un veloce ghigno divertito
"oddio che vergogna" dissi io ridendo "ora tu penserai..." lui mi fermò mettendo la sua bocca nella mia
"non penso niente di brutto" disse vicino al mio viso. Uno sguardo intenso, sicuro. Mi guardò, facendo un sincero sorriso mischiato a un ghigno "è stato anche molto carino sapere che adori che io ti baci, ovunque..." sussurrò baciandomi velocemente il collo. Stando accanto al mio viso per vedere la mia reazione. Feci dei versi e sospirai, pressando le labbra, mentre Christian mi guardava con occhi divertiti, lucidi e rideva in modo più deciso. Toccò il mio viso con le nocche, facendomi quindi sciogliere al contatto. Notai subito che Christian aveva gli occhi lucidi
"ma perché sei qua?" dissi fissando la sua immagine
"non mi sentivo troppo bene e non ho neanche preso sonno..."
"te l'ho detto che tutta quella roba ti distrugge. Come stai?"
"lo so... ora sto leggermente meglio"
"mi potevi chiamare..."
"non volevo farti preoccupare o svegliarti"
"che hai preso?" lui mi fissò e deglutì. Come se leggesse negli occhi
"ho fumato..."
"non stai così male per quello. Non prendermi per il culo"
"ho preso degli antidepressivi. volevo stare meglio..." io scossi la testa ed esaminai quel viso sciupato, mi protesi verso lui e lo strinsi fra le braccia. Christian, preso alla sprovvista, emise una sorta di lamento, esultò un attimo e poi si perse nel contatto poggiandomi il viso sul collo. Respirandoci a vicenda iniziò perpetuamente a baciare il mio collo. Strinse le mani sulla mia schiena. Poi si poggiò ancora sul collo e socchiuse gli occhi continuando ad assaporarmi. Mandandomi in estasi. Col suo respiro
"posso stare con te nel letto?"
"sì, ma come se subito andiamo in fissa per..." dissi imbarazzandomi e restando muta, guardando altrove
"per?" disse Christian con un ghigno, divertito
"cioè..."
"hai paura, vero? Potresti non avere paura che io ti scopi e divertirti e basta" io rimasi basita, senza parole. Scossi la testa e feci un respiro profondo
"dai, giuro, sto scherzando, stiamo solo a parlare. Faccio il bravo..." Mi guardava e non mi diede modo di rispondere, si mise nelle coperte, steso vicino a me. Le nostre gambe stavano accanto. Era un contatto che ci faceva perdere entrambi nella beatitudine. Iniziammo a raccontarci qualcosa. Io cercavo di capire di più quell'enigma che avevo accanto a me
"quando hai fatto sesso per la prima volta?"
"sedici anni" disse col sorriso senza guardarmi. Bugiardo!
"Christian" dissi guardando il suo viso
"sì?"
"non mi prendere per il culo, capisco i tuoi occhi" lui li chiuse e vi mise una mano sopra
"a sedici. Ora va bene? La prossima volta porto gli occhiali" io mi misi a ridere e Christian, rimanendo steso, rise anche lui
"dai, di' la verità, com'è stato?" lui mi guardò un attimo per capire
"non ti dà fastidio? Non credo che ti piacerebbe saperlo" per un attimo ebbi un sobbalzo.
"dai, mica mi devo incazzare per una cosa passata... Non ti preoccupare" Christian fece un respiro
"avevo tredici anni. Lei era un'amica di mia mamma. Eravamo da soli... lei mi doveva tenere a casa sua quel giorno... aveva quarant'anni ed era insolita come tipa..." disse facendo un sorriso. Io avevo la bocca spalancata "ehi! così attiri pompini" disse Christian portandomi alla realtà e chiudendomi la bocca
"mio Dio, che donna perversa" dissi ridendo, anche Christian scoppiò a ridere
"cazzo" ci fu silenzio dopo aver tanto riso
"Chri" lui mi guardò estraniandosi dai pensieri
"dimmi"
"mi dispiace... davvero tanto..." restava fisso a guardarmi. Vedevo chiaramente che voleva restare, che sarebbe voluto rimanere insieme a me
"io vado a dormire allora" disse restando a guardarmi
"okay" dissi titubante e dispiaciuta. Lui si alzò dal letto senza più dir nulla. Per un momento mi lasciò un vuoto, ma non aveva senso. Non potevo pensare che lui restasse lì vicino a me a dormire!
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LA LUCE E L'OMBRA (PARTE 1)
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