Il giovane Hale era di fronte a quello che rimaneva della maestosa villa Hale, quello che un tempo era stata la sua dimora ora era un cumulo di macerie, non era rimasto nulla che gli potesse dire che in quella casa aveva vissuto una famiglia che amava prenderlo in giro per i suoi desideri umani. Una casa con una maggioranza femminile che amava metterlo in imbarazzo in ogni momento della giornata, una famiglia che amava con tutto sé stesso.
Fermo ad osservare quel cumulo di mattoni e legno, si chiedeva cosa potesse fare per salvare la sua famiglia, era nel futuro e dal racconto era chiaro che nel suo periodo l'incendio non sarebbe accaduto prima di qualche anno, quindi poteva fare qualcosa e salvare tutti.
Gli occhi lucidi iniziarono a bruciare per le lacrime trattenute, anche se al suo ritorno avrebbe potuto riabbracciare tutti loro, l'idea di perderli era davvero dura da sopportare, in alcune parti del terreno si vedevano le cicatrici dell'incendio, nonostante tutti quegli anni c'erano ancora degli aloni neri.
Stiles. Il volto del ragazzo apparve come un fulmine nella sua testa, lui sapeva e non gli aveva detto nulla, come aveva potuto tenergli nascosta una cosa del genere? Si era fidato di quel ragazzo che gli era piombato addosso dal nulla, aveva sentito di potersi aprire, aveva rischiato la sua vita per salvarlo da un altro lupo, aveva sofferto per la sua partenza e lui lo aveva tradito. Era in quel modo che si sentiva.
Si mosse lentamente fra la rovine della sua casa, per lui erano passati pochi giorni dall'ultima volta che aveva girato in quelle mura solide, mura che lo facevano sentire al sicuro. Si fermò e si guardò intorno, cercando di rivedere la stanza che occupava quello spazio, doveva esserci un'enorme salone, lo stesso salone in cui Laura che correva sbuffando dietro alla piccola Cora fino a qualche giorno fa.
Un rumore alle sue spalle lo costrinse a distogliere lo sguardo dalle macerie e inconsciamente ne fu grato, non faceva che rivedere immagini di una vita che non c'era più.
Stiles e Derek scesero dalla macchina e si avvicinarono lentamente alla villa.
Il giovane Hale poté sentire chiaramente il cuore di Stiles battere velocemente, era sempre rimasto affascinato dal suo battito, non era mai regolare, era sempre agitato. In quel momento cosa lo faceva battere così forte? Sensi di colpa o preoccupazione?
Oltrepassò la recinzione che il comune aveva messo intorno alla macerie della villa, i suoi movimenti erano lenti, i pugni stretti e gli occhi bruciavano di rabbia, senza dire nulla si fermò e aspettò che uno dei due dicesse qualcosa.
Stiles voleva dire qualcosa, ma non sapeva cosa dire ad un ragazzo che aveva scoperto che la sua famiglia era stata bruciata viva da dei cacciatori senza scrupoli. – Mi dispiace. – Sussurrò a testa bassa.
- Ti dispiace? Per cosa? Per non avermi detto niente quando eri bloccato nel mio tempo? O di aver finto di essermi amico? – Gli occhi blu scintillarono per la rabbia.
- Non è colpa sua. – Derek si intromise. – Davvero credi che nostra madre ti avrebbe lasciato ricordare delle informazioni simili? –
- Sì, se avrebbero salvato la nostra famiglia da uno sterminio! –
Passato.
Talia Hale era nella clinica veterinaria e pazientemente stava aspettando che Deaton finisse l'ultima visita della giornata, non appena vide uscire la signora con il cagnolino in braccio, si alzò per raggiungere l'emissario della famiglia.
- Sei sicura, Talia? – Chiese l'uomo mentre disinfettava il tavolo di metallo.
- Sì. Questo viaggio non era stato deciso, è stato improvviso. – La donna osservò Deaton muoversi per la stanza, era affascinante come riusciva a tenere ordinati i medicinali della clinica e gli ingredienti del suo secondo "lavoro".
- Questo non vuol dire che non sia stato necessario. – Suggerì l'uomo mentre prendeva gli ingredienti per il rituale che si sarebbe tenuto fra qualche ora.
Talia sorrise dolcemente. – Alan, sono sicura che sia stato un viaggio necessario, ma sono anche sicura che non c'entri nulla con noi. –
- E se lui portasse con sé qualche informazione che potrebbe tornarci utile? –Deaton si diresse verso l'esterno.
- Sai benissimo che l'equilibrio non dev'essere rotto. – La donna lo seguì.
Presente.
Stiles fece un grosso respiro. – Mi dispiace che tu ne sia venuto a conoscenza. – ci fu qualche secondo di silenzio, lo stupore era leggibile sul volto del giovane lupo. – Credi davvero che mentre ero bloccato lì non ho provato a cercare una soluzione? Deaton mi ha chiaramente detto che ogni mia parola o gesto avrebbe potuto causare danni enormi nella linea temporale. – Solo dopo aver finito di parlare si accorse che aveva urlato e che il cuore stava per uscire dal petto. – Conosci il motivo del mio viaggio, non pensi che non abbia voluto scrivere una lettera e lasciarla agli Argent o qualcun altro? –
Per tutto il tempo Derek adulto ascoltò il ragazzo parlare, anche se per un momento gli sembrò più uno sfogo personale, e al pensiero del dolore che aveva provato il ragazzo, un nodo si formò nello stomaco.
Il giovane Hale cadde in ginocchio, la forza e la rabbia svanirono così velocemente che il povero ragazzo si ritrovò sommerso da un enorme dolore. Tutte le volte che si era lamentato, che aveva desiderato scappare e lasciarsi dietro il suo cognome, e con esso tutto quello che rappresentava, tutte le sue parole gli apparivano per quello che erano, lamentele di uno stupido ragazzino troppo viziato.
- Peter ha ragione, non ho fatto altro che lamentarmi, persino ora che conosco il futuro della mia famiglia. -
- Peter ha ragione? – Stiles ripeté sconcertato. – Se Peter ha ragione la situazione ci sta davvero sfuggendo di mano. –
Derek raggiunse il giovane licantropo e lentamente si abbassò per guardarlo negli occhi. – Conosco la tua frustrazione, ma fidati di me quando ti dico che conoscere la verità non ti aiuterà a cambiare le sorti della nostra famiglia, ma posso garantirti che farai di tutto per vendicarli e che senza accorgertene ti ritroverai con una nuova famiglia. –
Passato.
Deaton stava guardando la luna insieme a Talia, entrambi stavano aspettando il momento esatto in cui i suoi avrebbero illuminato il cerchio che lui aveva disegnato a terra. Nell'attesa chiacchierarono del più e del meno. La donna era sempre stata di poche parole e quando aveva voglia di chiacchierare era segno che in lei c'era qualcosa che la preoccupava, in quel momento non era difficile capire cosa la angosciasse.
Non appena i raggi cominciarono ad illuminare il cerchio, le spalle di entrambi s'irrigidirono.
- Ci siamo. – Sussurrò Deaton.
Presente.
Il giovane Derek si rialzò con l'aiuto dell'altro lupo. Le sue parole lo fecero tornare un po' in sé, ma non era ancora del tutto convinto, sapeva di poter cambiare quegli eventi e lo avrebbe fatto, non gli importava delle conseguenze, nessuna conseguenza poteva essere peggiore della perdita della sua famiglia.
Stiles conosceva il dolore del ragazzo e riviverlo attraverso lui non fu piacevole, è proprio perché conosceva il dolore che disse qualcosa che lasciò senza parole i due Derek. – Allora torna a casa e salva la tua famiglia! – Un caldo sorriso apparve sul volto dell'umano non appena finì la frase. – Se credi di potercela fare, salva tutti quanti. –
Nessuno ebbe il tempo di dire qualcosa o di reagire perché una luce bianca avvolse il giovane Hale e il secondo dopo era sparito.
Stiles e Derek si erano coperti gli occhi per la luce bianca, ma dal silenzio fu facile capire che cos'era accaduto, nessuno dei due aveva molta voglia di dire qualcosa, rimasero in silenzio per un po', e fu Stiles a parlare per primo, era sempre lui a farlo.
- Se ti stai chiedendo perché gli ho detto in quel modo... - Si passò nervosamente una mano fra i capelli – E' perché sono sicuro che tua madre e Deaton ti abbiano cancellato i ricordi di questo viaggio. –Lo sguardo che stava ricambiando Derek era serio, non era del solito Stiles, sembrava una persona diversa.
- Lo so, grazie. – Si sentiva a disagio ora che erano rimasti solo loro due.
Passato.
Derek si era svegliato un po' prima quel giorno e ne aveva approfittato per andare a farsi una doccia, per una volta non c'era Laura chiusa in bagno a fare chissà cosa, si era sempre chiesto cosa facesse chiusa in bagno per ore la mattina, alla fine quando usciva era la solita Laura. Finita la doccia scese in cucina, non si sorprese quando trovò sua madre seduta al tavolo con una tazza di tè, era sempre stata una donna mattiniera.
Talia gli fece segno di unirsi a lei, quella notte non aveva chiuso occhio, temeva che la cancellazione dei ricordi fosse stata troppo invasiva per il ragazzo, aveva sofferto molto per il dolore, ma vederlo sereno quella mattina, fece scivolare un po' la stanchezza e la preoccupazione dalla donna.
- Oggi hai gli allenamenti? – Chiese dolcemente sua madre.
- No, credo che uscirò dalla squadra. – Rispose il ragazzo dopo aver morso un biscotto.
Talia posò la tazza sul piattino, era rimasta un po' sorpresa dalla risposta del ragazzo. – Come mai? –
- Così... Pensavo che magari avessi bisogno del mio aiuto. – Borbottò un po' imbarazzato Derek.
- Grazie. – Sorrise dolcemente Talia, forse quel viaggio aveva dato i suoi frutti pensò.
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Back to the future
Fanfiction[Sterek] [Post stagione 3] [COMPLETA] Come sempre sono negata nel spiegare la trama. La storia ha inizio con Stiles che cerca una via di fuga dalla sua vita. Vuole tornare ad essere il diciassettenne studente di liceo, poco disciplinato, spesso ri...
