Harry sobbalzò non appena sentì la voce potente del padre urlare, si tirò subito in piedi e si avvicinò alla porta, appoggiando la fronte sulla porta fredda.
"Vattene via, subito! E smettila di leggere i miei messaggi. Non sono affari tuoi, stronzo."
Urlò, asciugandosi velocemente il viso rigato dalle lacrime versate. Si avvicinò al suo armadio e iniziò buttare una gran parte dei suoi vestiti in un borsone.
"Sto arrivando, Lou."
Disse piano.
"Licenzierò Louis. E ti spedirò così lontano che a distanza di anni ti dimenticherai anche come si chiama. Vattene dalla mia fottuta casa e non farti vedere piu'. Intensi? Vattene subito!"
Urlò quasi Des, appoggiando la schiena contro la porta e si mise le mani fra i capelli, tirandoli appena. Prima di allontanarsi, lasciò il suo cellulare a terra e raggiunse la donna, completamente spaventata in cucina.
Il piccolo, quando sentì i passi del padre allontanarsi, si avvicinò nuovamente alla porta e si sentì tremendamente in colpa.
Tornò poi vicino alla finestra e, tendendo il borsone saldamente, salto giù, correndo poi velocemente verso la casa del liscio. Arrivò dopo qualche minuto e si sedette davanti alla porta, senza suonare, per riapprendere un po' di fiato e asciugarsi le lacrime.
L
Erano minuti interminabili che percorreva avanti ed indietro la cucina, aspettando che arrivasse Harry. Era quasi un'ora che non si presentava in casa propria e l'idea che fosse successo qualcosa, gli incuteva paura. Gli aveva scritto altri due messaggi.
To Harry:
Sto uscendo di casa, cazzo.
To Harry:
Mi sto preoccupando...
Stava uscendo di casa e la porta stava quasi per essere completamente chiusa, vide un corpo familiare tra le scale. Era quello di Harry. Si diresse subito verso di lui, collocandosi di fronte al corpo del riccio e dopo aver preso il suo viso fra le mani, lo abbracciò forte.
"Cosa è successo?"
Harry aprí gli occhi solo quando si accorse di non essere più solo in quel giardinetto. Si alzò in piedi e si buttò tra le braccia del ragazzo, stringendolo forte.
"Mi dispiace tanto, Lou. Mi ha detto che vuole licenziarti, anche se gli ho giurato che non mi avrebbe più rivisto in casa sua. Scusa, scusa, scusa. Se non vuoi rivedermi più neanche tu, per questo, posso capirti."
Disse, dopo essersi staccato da lui. Scrollò le spalle e, a testa bassa, si passo una mano sul viso e tra i capelli ancora sporchi.
"Scusami, è tutta colpa mia. Non sarei dovuto venire qui, sarei dovuto andare da Niall. Forse è meglio che vada..."
"Wow... hei. Non importa se mi licenzia. Continuava a dirmi che se me ne fossi andato, ne avrebbe perso. Evidentemente è così. Ma non voglio perderti perché non lo so Harry, tu influisci positivamente su di me ed è una cosa fantastica. Quindi resta."
Alla fine del discorso del liscio, Harry alzò lo sguardo e gli scappò un piccolo sorriso, che nascose, appoggiando le labbra su quelle del più grande.
"Grazie, Lou. Grazie davvero."
"Di nulla, piccolo."
Sussurrò, stringendolo poi in un caldo abbraccio.
Il riccio ridacchiò è arrossì, chiedendo:
"Posso fare quella doccia che avrei dovuto fare a casa?
Mi sento tutto appiccicoso."
*IL MIO SPAZIO."
Ma li volete i capitoli smut si o no?
E.Xx
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I need you {l.s}
FanfictionUna semplice storia in cui Louis Tomlinson è il dipendente migliore del padre di Harry Styles...
