Volevi esser compresa

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Pareva
che il gielo m'avvolgesse
in un tristissimo sospiro.
Pareva che m'avesse accolta
col suo sguardo imperioso
per farmi accontentare della sorte.
Un turbinare gelido
di giorni roridi
e madidi d'arrendevolezza,
che saran mai, in confronto
a tutto questo, mio umile destino?
Sembra che tutto
vada in frantumi
come un vaso piangente
chinato in terra in mille pezzi,
come le rovine di una statua
che sorridono senza poter esser
mai ricostruite in alcun modo.
Sono quelle lacrime umane
a porre fine al supplizio.
Perchè? Urlavi, imploravi
la comprensione d'umani affetti.
Giorni eterni, in attesa.
Temevi il peggio
ed il meglio hai avuto
ma non aspettarti altro.
Parole buttate
e sovrapposte le une alle altre,
scoppiettano come elettriche fossero,
e poi si riversano
in una strada senza nome
verso il desolato sussurrare
della poesia.

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