29. - Pezzo di me

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"Non posso crederci che devo sempre correre per dirti quanto ti amo e che ti perdono"
L'autobus che mi avrebbe dovuto portare a casa di Harry ha deciso di partire nel momento in cui mi mancavano ancora molti metri per arrivare alla fermata. Nonostante io mi sia messa a correre come un'ossessa, morendo di freddo perché mi sono dimenticata la giacca, non si è minimamente fermato. Ho dovuto aspettare quindici lunghi minuti, al freddo, con l'ansia che mi mangiava le ossa e il silenzio, ovviamente, di Harry che non aveva nemmeno visto il messaggio. Poi, in tutto questo marasma, è entrata anche Caitlyn che chiamandomi mi ha detto che dovevo assolutamente andare a mangiare messicano con lei questa sera ed io non sapevo nemmeno se ci sarei arrivata alla sera. Non ho accennato al fatto che stessi andando da Harry perché lei ha le sue idee contorte ed io non ho voglia di confondermi. A questo si aggiunge il fatto di aver sbagliato fermata una volta arrivata nel quartiere di case di Harry. E lì ho iniziato di nuovo a correre e a sbattere con la moltitudine di gente presente sul marciapiede che andava dalla parte opposta alla mia. Harry, però, non si aspettava la mia visita. Rispondendo al citofono sentivo la sua voce confusa che diceva "Rosie? Sei davvero Rosie?" che mi ha fatto sorridere ma un moto di nostalgia mi ha avvolto tutto il corpo bloccandomi per un misero istante. Ho di nuovo corso per salire le scale e adesso mi trovo davanti a lui, coperto da una tuta color grigio che usa come pigiama e un'enorme macchia di vernice blu sulla guancia. Alla mia frase Harry fa una faccia strana e quasi confusa e a questo punto mi chiedo se davvero abbia capito che lo amo davvero.
"Mi ami? Cioè, mi perdoni?" chiede infatti ed io inizio di nuovo a sentire freddo, ma per qualcos'altro. Faccio il sospiro più lungo della mia vita.
"Che ti amo pensavo l'avessi capito" mi sposto delle ciocche dietro l'orecchio e mi guardo i piedi "E ti perdono, perché ti ho messo alle strette. Perché non posso obbligarti ad amarmi. E che devo dare tempo al tempo" non sposto lo sguardo dai miei piedi nemmeno quando lui mi prende la mano.
"Rosie" la sua voce è roca "mi hai preso il cuore, l'anima. Tutto. Mi sono affezionato a te nel giro di due mesi e non vedo il mio futuro senza te" a questo punto lo guardo negli occhi che sono pieni di amore.
"E se avessi sentito tutta la conversazione con Liam avresti sentito che io non ti amo" afferma con un sorrisetto "Io provo qualcosa di ancora più grande dell'amore per te"
E adesso ricordo le parole di Louis e del rimanere stupita se avessi sentito tutta la conversazione, di tutte le volte che Liam ha cercato di spiegarmi.
"Per questo ho paura ma non fa niente. In questi giorni senza te ho capito che ne vale la pena, perché possiamo farcela. Se tu lo vuoi" fa una pausa "Sei un pezzo di me, Rosie" continua a sorridermi come nessuno fa e nessuno mai potrà farlo. Lo abbraccio di slancio e trattenendo anche qualche lacrima, forse.
"Sto dipingendo casa, di blu. Il tuo colore preferito così magari rimarrai qui più a lungo" dice tra i miei capelli e mi limito a stringerlo ancora di più.

Ho passato tutto il pomeriggio a casa di Harry, ritornando quelli di prima. Gli ho scattato una marea di foto che ora custodisco gelosamente nel mio telefono. Alla fine ho accettato di andare a mangiare messicano con Caitlyn e adesso le ho appena finito di raccontare il mio incontro con Harry.
"Io sapevo tutto, comunque" lei sta sfogliando il menù quando parla ed io sto guardando la cameriera con la pelle chiara scusarsi per aver fatto cadere una forchetta. La luce è soffusa e rossa e si abbina alle unghie di Caitlyn.
"So che lo sapevi e so anche che Liam avrebbe voluto dirmi tutto ma io volevo sentirlo da Harry" accavallo le gambe chiudendo il menù e mi accorgo solo troppo tardi dello sguardo luminoso della mia amica al suono della parola 'Liam'. Passiamo dei minuti a guardarci e aspettando che qualcuno venga a prendere i nostri ordini.
"Gliel'ho detto" mormora Caitlyn con un sorriso nascosto e quella timidezza che non ha mai fatto parte di lei.
"Cosa?" facciamo la finta tonta perchè voglio sapere tutto, lei lo nota e scuote la testa.
"A Liam. Gliel'ho detto, del bambino" mi guarda alzando la testa piano "Non ho mai visto una persona più felice in tutta la mia vita" il colore che prendono i suoi occhi è il più bello che abbia mai visto e le sue parole mi scaldano il cuore. Il sorriso che ho è grande da farmi male le guance. Intercetto da lontano il cameriere di origini asiatiche con i jeans color salmone venirci incontro.
"A quando il matrimonio?" chiedo io guardandola con ilarità e quando il cameriere ci raggiunge con il block notes nelle mani, lei scoppia a ridere, con lo sguardo a mandorla di lui che ci fissa curioso.

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