I giorni dopo la promessa furono un via vai di gente, non c'era un attimo durante la giornata in cui si poteva stare in pace: il giorno i parenti, la sera gli amici. Fabio ricominciò a venire assiduamente, nonostante all'inizio l'imbarazzo era notevole, però essendo in gruppo potevamo evitare di parlare. Non sentivo Lorenzo da quella sera in cui mi chiese del tempo per pensare, vidi solo alcune foto pubblicate sui vari social, con Kevin, in ufficio, e in ristoranti, sembrava proprio che non era turbato e forse non aveva tutta questa necessità di pensare. Scesi con le valigie e trovai sotto Cristel e Salvatore, che ormai non avevano bisogno di nascondersi ed ero così contenta per loro, poi c'era Alessandro con Marta che mi aspettavano per accompagnarmi in stazione, ma non potevo dimenticarmi di Mattia e Giulia che mi guardavano con disappunto per due motivi completamente diversi: Mattia la sera scorsa era entrato in camera dicendomi di non fare nessuna mossa affrettata che era lui che doveva venire da me, mentre Giulia ignara di tutto mi guardava male perché lei voleva che ci sposassimo lo stesso giorno ma io rifiutai, e lei non lo accettò. Non bastavano tutti loro, c'era anche Mister Egocentrico, che quando me ne andai si limitò ad un "ciao", pure? Prima canzoni di qua, balli di la, e adesso un misero ciao, nonostante in questi giorni avevo fatto in modo di creare qualche conversazione con lui, di provare almeno ad andare d'accordo, per il bene di tutti, soprattutto il nostro.
Abbracciai Alessandro, e in quell'abbraccio erano racchiuse le mie paure più profonde, a lui raccontai tutto 2-3 sere prima della mia partenza, che mi appoggiò come suo solito, chiedendomi però di seguire il cuore, sempre, perché tanto l'orgoglio e la mia impulsività mi avrebbero solo portato a vivere di rimpianti come successe l'estate precedente.
Durante il viaggio decisi di mettermi le cuffiette e di rilassarmi con la musica, ma mi svegliai con la vibrazione di una chiamata, era Lorenzo, non feci in tempo a rispondere ma mi accorsi di avere un messaggio, lo aprii era la sua risposta ai miei auguri, inviati puntualmente a 00:00, quando ero ancora a casa, partii per le 2 di notte ma avevo deciso di non fargli sapere del mio arrivo se non prima del pomeriggio successivo.
Mi sentii di scrivergli: <Non so dove sei, cosa fai, o se mai ti capita di pensarmi, di pensarci. Spero di essere la prima, come ogni anno da 10 anni a questa parte. 10 anni fa lo facevo perché dovevo primeggiare sugli altri, 8 anni fa perché sentivo la necessità di essere la prima per te, almeno come amica, 6 anni fa per farti capire che per me eri una persona importante, 5 anni fa cominciai a farlo perché avevo bisogno di darti la certezza che io c'ero, sia per dei semplici auguri, sia per qualsiasi cosa che riguardasse la tua vita. Oggi la situazione è cambiata, ancora. Oggi ti scrivo desiderando che questo messaggio possa farti capire l'importanza che io ho avuto e che spero di avere tuttora nella tua vita. Sarei una bugiarda se ti dicessi che non mi manchi; sarei una bugiarda a dirti che non ti amo più; sarei un'illusa a sperare che tu mi ami ancora, ma so che non è così, e sono sicura che tu non mi amavi neanche quando sei tornato da me. Ma ora non voglio pensare a screditarti, o a sminuire il nostro ritorno insieme, voglio solo pensare a te che compi 32 anni, a te che sei speciale, a te che sei così cambiato in questi anni che quasi quasi non riesco a ricordarmi com'eri. Sicuramente caratterialmente sei sempre il solito testardo, confuso, brillante, unico. Unico perché non troverò mai uno come te, mai, e il pensiero che mi sta uccidendo e che non posso farci nulla, ma oggi vorrei essere lì per stringerti ed esserci nel tuo giorno, almeno un'ultima volta, ma non hai potuto, non hai voluto. Adesso 3...2...1... Soffia le candeline, sicuramente Kevin ti avrà portato in qualche locale per festeggiare due volte, alcune tradizioni non cambieranno mai, quindi goditi la tua prima festa, e poi la seconda, nel frattempo tra una e l'altra pensami, solo un pochino, solo un'istante, pensa a me, a noi, a tutto, e poi soffia di nuovo, e desidera che un giorno saremo felici, magari insieme, o separati, ma felici. Ciao amore! Buon Compleanno! Ah, quasi dimenticavo Sempre, tua Manu!>
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RICOMINCIO DA ME!
RomanceManuela lascia la sua città, per abbandonare tutto ciò che le fa più male. Ma il passato torna a bussare alla sua porta, insistentemente. Lei sarà così forte da lasciarlo fuori, e non farsi scalfire da nulla? Sarà così forte da ricominciare?
