A metà maggio, finalmente arrivò la primavera. Le giornate di pioggia diminuirono notevolmente, e una mattina decisi di portare i piccoli a fare una passeggiata al parco di fronte scuola. Giulia mi copiò l'idea e portammo delle coperte per fare la merenda all'aperto. Dopo circa una mezz'ora in quel parco arrivò Fabio con un signore, lui appena ci vide sgranò gli occhi. Giulia si alzò per andarlo a salutare e io mi limitai a guardare i bambini e a fargli un sorriso. Lui si avvicinò: "Maestra Manuela, che onore!" - "Fabio, che ci fa da queste parti?" - "Ero venuto a fare una camminata con il mio capo!" - "E ci parli qui?" - "Sì! Ti dispiace di avermi visto?" - "No, ci mancherebbe. Manchi da casa nostra da un po'. Come mai?" - "Sto lavorando troppo." - "Fai bene."
Nel frattempo Giulia aveva cominciato a far giocare i bambini tra di loro. Avevamo scelto delle attività da fare insieme, per farli interagire e conoscere. Fabio fece andare via il capo e si unì a noi, i bambini cominciarono ad essere curiosi della sua presenza che ad un tratto Claudia alzò la mano: "Maestra, ma lui è il tuo fidanzato?" - Giulia rise ed io mi imbarazzai - "No, lui è un mio amico, mio e della maestra Giulia." A rincarare la dose ci pensò Fernando: "Maestra con lui, voi sorridete!" - "Sorrido sempre io, che dici Fernando! Adesso tornate a giocare."
Poi Fabio con il suo sorriso beffardo si avvicinò con estrema lentezza al mio orecchio, provocandomi emozioni inspiegabili, mi disse: "Maestra con me sorridi, quindi sono importante presumo!" Io gli rivolsi solo uno sguardo fulminante, ma non riuscii a trattenere una risata. Era buffo quando una persona lo accusava, diventava come un bambino, faceva delle smorfie, e corrucciava la fronte. Mi capitava spesso di osservarlo ma nell'ultimo periodo mi sfuggiva, anche se un po' tutti facevano così, anche Cristel. L'unica che parlava con me era Giulia ma era troppo furba per farsi togliere dalla bocca ciò che non potevo sapere. Quindi faceva una cosa semplice divagava e ad una domanda del tipo "come mai Fabio non viene più a cena?" lei si limitava ad alzare le spalle e a chiamare Mattia con una scusa, pensando che io fossi tonta.
Fabio si offrì di stare con noi fino al rientro nelle aule. Poi davanti scuola salutò i bambini, e soprattutto alcune andarono da lui a dargli un bacino, in quel momento, ammetto, provai invidia. Alla loro età tutto era semplice, più si andava avanti e più ti veniva più difficile fare tutto, anche solo un semplice bacio sulla guancia. Poi ci salutò a noi e se ne andò.
Al ritorno da scuola, mentre pranzavamo decisi di mettere Giulia alle strette. Doveva parlarmi e dirmi quale fosse il problema che attanagliava la vita di tutti, e che io non ero chiamata a sapere. Partii da una semplice conversazione su Veronica e Gianluca che cominciavano a fare sul serio, e finii a lei e a Mattia, e proprio lì cercai l'argomento chiave per capire qualcosa in più. "Ma a proposito di Mattia.. Che ha? Da quando sono tornata da Roma è strano, sempre triste." - "Non ha nulla, tranquilla." - non ci vidi più dalla rabbia che urlai - "Senti, ti conosco da una vita, ti sto lasciando stare, ma adesso devo sapere. Io non sono malata, io sto bene, sto mettendo a posto la mia vita, e questo grazie a voi in primis. Quindi o parli, oppure faccio una strage." - "Parlo, però tu mi prometti che non farai nulla di avventato?" - "Giù parla!" - "Da cosa parto?" - "Da qualsiasi cosa, tanto devi dirmi tutto." - lei sbiancò, io sorrisi - "Allora, parto da quella sera in cui Matteo ti aggredì. Quella sera come sai è stato Fabio a chiamare Lorenzo, solo che lo ha fatto perché sapeva che a te faceva bene la sua presenza, però c'è da dire che lui non sopportava Lorenzo, anzi." - "Questo mi era chiaro, altrimenti non c'era una spiegazione al comportamento che adottò lui successivamente." - "Comunque lui si allontanò da te fin quando io non stetti male, lì capì che ci teneva a te, ed era dispiaciuto di essere sparito dalla tua vita. Poi accadde l'inimmaginabile: annullate il matrimonio e sono stata io per sbaglio a dirglielo." - "Non avevo dubbi!" - io sorrisi non riuscivo a provare rabbia verso di lei - "Non avercela con me, almeno non ora perché ho combinato altri danni." - "Che tipo di danni?" - "Tu mi avevi chiesto di non dire a nessuno del motivo per cui avevi deciso di lasciare Lorenzo, ma, durante una cena, parlando con Mattia e Fabio, comincio a dire che Lorenzo era uno stronzo e altre parole, e Mattia è stato costretto a dirglielo." - "Non c'è nulla di male. Non fa nulla." - "Arriva la parte che ti farà arrabbiare non so con chi, ma lo farai." - "Parla." - "Mentre tu eri giù, Fabio ha preso il primo aereo disponibile ed è venuto a parlare con Lorenzo."
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RICOMINCIO DA ME!
RomanceManuela lascia la sua città, per abbandonare tutto ciò che le fa più male. Ma il passato torna a bussare alla sua porta, insistentemente. Lei sarà così forte da lasciarlo fuori, e non farsi scalfire da nulla? Sarà così forte da ricominciare?
