Lunedì: un trauma per tutti, bambini, adulti, adolescenti. Ma per me quel lunedì significò un sorriso in più, avevo messo la sveglia alle 6:30, ma alle 6:00 ero già sveglia a preparare la colazione per tutti, e non solo ero già lavata, bastava solo che mi cambiassi i vestiti, scelti ovviamente la sera precedente e sarebbe cominciata la prima giornata da maestra! Che sensazione strana vero?! Mi ero alzata con un'ansia che non avevo neanche il giorno della mia laurea, le gambe tremavano, quando ho varcato il cancello mi sono sentita più tranquilla. Ho preferito entrare sola nella mia aula, anche se convincere Giulia a non accompagnarmi era stata dura, era un osso duro e dirle di no non era molto semplice. Passò circa un'ora e piano piano cominciarono ad entrare i bambini accompagnati dai genitori che si presentarono insieme al proprio figlio. L'ansia mi passò del tutto quando una bambina piccolissima, dolce, si sedette in braccio a me perché a detta sua se non c'erano posti al primo banco lei non poteva prendere voti alti, cercai di rassicurarla e la convinsi che il primo banco non implicava essere bravi, anzi spesso al primo banco c'erano coloro che si distraevano facilmente. Quando i genitori andarono via, cominciò il vero lavoro, imparare i nomi, iniziai con un bambino Michele, seguì Fabrizio, Ludovica, Maria, Letizia, Cristina, Luca, Claudia, e così via, tutti si alzarono uno per volta e si presentarono, a modo loro, dopotutto avevano tutti tra i 5/6 anni. Cominciai a spiegare, si passò dalle vocali agli insiemi, e tutti loro parteciparono, nessuno era disattento, uscii di lì soddisfatta e felice, soprattutto perché tutti e 20 senza che glielo dissi io mi abbracciarono prima di uscire dall'aula. Appena vidi Giulia la strinsi forte, la mia forza era lei, e adesso anche i miei bambini.
Le tre settimane seguenti proseguirono in maniera piuttosto tranquilla, la sera mi veniva un po' la nostalgia di casa, e infatti alternavo le telefonate di un'ora da mia mamma che mi raccontava i vari pettegolezzi della famiglia, a mia sorella che mi raccontava episodi imbarazzanti della sua vita universitaria, a Mara che mi aggiornava su ciò che accadeva al nostro gruppo di amici, senza mai citare suo fratello! Qualche sera erano venuti da noi anche Tommaso e Gianluca, e purtroppo arrivavano i tanto desiderati e amati sabato di Giulia, che puntualmente dalla mattina in macchina mentre andavamo a scuola cominciava un lamento continuo, che fui costretta a scendere a compromessi, sarei uscita però se non saremmo andati in discoteca, lei accettò, dicendo che dopo l'ultima esperienza si era resa conto che io e la discoteca eravamo come lei e la cucina, e questo diceva tutto sulle sue arti culinarie.
La convivenza con una coppia non era male, innanzitutto perché loro non erano una coppia normale, erano Giulia e Mattia, non si dicevano 'ti amo picci picci', ma si guardavano, ed in quel momento te ne dovevi solo andare perché quello era il loro momento, il momento in cui si amavano senza dirselo, ma non ti facevano mai sentire a disagio, mai! Erano sempre lì a giocare, scherzare come due persone che si conoscevano da una vita e che non avevano bisogno di estraniarsi dal mondo. Loro erano così come li vedevi, come Giulia urlava contro di me contro Mattia, poverino, faceva peggio: non poteva minimamente girarsi per guardare una ragazza neanche per sbaglio, perché non esisteva che lui guardava un'altra, quindi cominciava a dirgliene di tutti i colori fin quando poi lo baciava, per dimostrare agli altri e soprattutto a se stessa che lui era suo. Loro erano perfetti, non conoscevo nessuno come loro! Mattia era come il fratello maggiore che non ho mai avuto. Cercava di farmi domande perché Giulia si era messa strane idee in testa che ciò che avevo detto a Lorenzo non era altro che una bugia, ed è stato vano il tentativo che ho fatto di spiegarle che era la verità, lei diceva che anche se io non lo amavo più soffrivo di non avere una persona al mio fianco, e quindi loro dovevano starmi vicino per non farmi sentire questo vuoto, quindi Mattia era diventato automaticamente il mio migliore amico, confidente, fratello, insomma era diventato come lei.
Fabio chiamava Mattia costantemente e parlavano per ore, Giulia ogni tanto si intrometteva ma si sentiva che alla fine lui voleva bene anche a lei, solamente che durante una telefonata le aveva chiesto di me e che doveva ancora togliersi qualche sassolino dalla scarpa e che non aveva dimenticato lo schiaffo e la ramanzina ricevuta, Giulia aveva risposto come suo solito, provocandolo per l'ennesima volta, insinuando addirittura che il sassolino se lo voleva togliere perché non ero come quelle oche con cui si ritrovava a passare le notti e che forse si sta rendendo conto che per lui ci vorrebbe una così, ma ovviamente lui negò e ricominciarono a litigare e Mattia li lasciò fare fin quando fu costretto a chiudere la chiamata ma Fabio gli si presentò alla porta e io fui costretta a perdermi la puntata del Grande Fratello dallo schermo di 47 pollici e costretto a vederlo da quello di 5.
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RICOMINCIO DA ME!
RomanceManuela lascia la sua città, per abbandonare tutto ciò che le fa più male. Ma il passato torna a bussare alla sua porta, insistentemente. Lei sarà così forte da lasciarlo fuori, e non farsi scalfire da nulla? Sarà così forte da ricominciare?
