CAPITOLO 8 - Forza Fabio!

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Chiamai Giulia, come al solito lei e il ritardo camminavano all'unisono, arrivò mezz'ora dopo che l'aereo era atterrato. Appena mi vide mi saltò addosso, come se non mi vedesse da chissà quanto tempo. Le chiesi subito le condizioni di Fabio, e la sua parola fu: critiche. Senza chiedermelo arrivammo dopo 40 minuti in ospedale, andai da Cristel che con il suo sguardo mi implorava di fare qualcosa, ma cosa?! Tutti si erano arresi. Chi buttato per terra a piangere, chi urlava, chi stanco, chi disperato. Nessuno era dentro con lui e dato che erano 6 giorni che non entravo mi feci forza. Lui si stava arrendendo. Quando entrai la scorsa volta lui non era così, lui aveva un colorito diverso e sembrava quasi sorridesse; ma davanti a me mi trovai la persona più stanca di vivere che avevo mai visto. Mi sedetti al suo fianco e cominciai il mio discorso di minacce:"Tu non puoi andartene, tu devi vivere per tutte le persone che sono lì fuori, tu devi amare la vita ancor più di prima" - mi bloccai e cominciai ad accarezzargli la mano, forse se fosse stato sveglio non avrei mai avuto questo coraggio, e mentre facevo questo gesto ricominciai a parlargli - "Sai mia nonna che diceva sempre? No ovvio non lo puoi sapere! Mi diceva che le persone quelle più stronze hanno vissuto tanto, e hanno tanto da insegnarti, perché tutti nasciamo puri, tutti, è la vita che ci cambia, ci plasma e ci fa distinguere dall'altro. Io ti ammiro sai, tua sorella ti descrive come il suo eroe, e non c'è cosa più bella. Vorrei essere anche io un eroina per mia sorella, ma tante volte lei lo è per me anche se è più piccola. Quando ero più piccola ci soffrivo tanto sai? Adesso ho la maturità di dire che siamo completamente diverse, benzina e acqua santa, e lei ha una forza che io non avrò mai. Comunque oggi sono tornata dopo 3 giorni e la prima persona che ho voluto vedere sei stato tu, avevo il bisogno di dirti che sto andando dalla psicologa e ogni seduta mi aiuta. Non riesco a capire come possa tu andartene così, arrenderti così, hai Mattia qui, anzi adesso sono sicura che sta origliando perché è un curiosone e tu lo sai bene. Hai Giulia che, nonostante sia una testarda, ti vuole bene, molto bene. Hai Cristel, lei darebbe la vita per essere al tuo posto; Tommaso e Gianluca dove li metti? Ho sentito che non si lavano da quella notte, perché quando tornano a casa vanno direttamente a dormire, e appena si svegliano sono di nuovo qui, quindi per evitare di far morire tutti dalla puzza ti chiedo di svegliarti presto altrimenti Giulia verrà con uno spazzolone e una bacinella per lavarli in ospedale. Poi ci sono i tuoi, sono due persone così discrete che ammiro, non si scompongono mai, poi soprattutto tuo padre piange in continuazione, sempre in silenzio. Non fa nessun gesto plateale, ogni tanto abbraccia tua sorella e stop." - Poi a un tratto la mano che stavo sfiorando venne stretta, alzai lo sguardo che inevitabilmente si incastrò al suo, e se mi avesse sentita?????? E così accadde - "Lei non è mia madre...ma mia zia, la sorella di mia mamma...sai lei non c'è più da 9 anni." Lo disse molto lentamente, però non mi lasciò mai la mano, io dopo che parlò gli diedi un bacio sulla testa e me ne andai lo guardai sorridendo e lui abbozzò un sorriso. Uscii fuori urlando:"Si è svegliato!" Tutti corsero dentro e io rimasi lì che sorridevo come un ebete, perché anche se non avevo fatto nulla io, lui ormai era di nuovo lì con tutti noi!

Dopo una decina di minuti tutti vennero cacciati fuori e Giulia corse da me abbracciandomi, idem Mattia e tutti e tre piangemmo, a noi si aggiunse Cristel, ed infine Tommaso e Gianluca. Fabio era sveglio e l'unica cosa che potevamo fare era essere felici per questa notizia che aveva sicuramente migliorato la nostra giornata. Decidemmo di andarcene e far rimanere i parenti più stretti, Mattia fu l'unico che rimase perché il padre di Fabio gli disse che era come un fratello per suo figlio e che doveva rimanere. Noi due tornammo a casa ma Mattia dopo due ore ci raggiunse e si unì a noi sul divano. Cominciammo a vederci un film, quando Cristel chiamò Giulia chiedendole se potesse andarla a prendere e accompagnare a casa, per evitare di passare un'altra notte su una sedia di plastica. Mattia ormai era in un sonno profondo, allora Giulia gli lasciò dei biglietti e un messaggio in caso si fosse svegliato. Andammo insieme a prendere Cristel, ma quando ci rendemmo conto che quella notte lei era sola ci guardammo e la portammo direttamente a casa nostra. Mattia in tutto quel tempo non si mosse dalla sua posizione, erano notti che non dormiva. Cristel nel frattempo dopo varie contestazioni sul fatto che lei poteva stare sola, e che aveva bisogno di una doccia, Giulia la prese da un braccio e la portò in bagno mettendola sulle braccia tutte le cose pulite. Appena finì mi raggiunse a letto, e Giulia andò a svegliare Mattia che prima di andare a dormire passò in camera nostra e abbracciò Cristel, come se fosse sua sorella, mi commossi. Cristel mi raccontò di come Mattia, molto spesso, da quando persero la madre dormiva a casa loro, dei loro consigli sull'amore, o sui loro avvertimenti sul sesso, o di quando diventò signorina. Quest'ultimo fatto lo raccontò con le lacrime agli occhi all'inizio dalla tristezza perché il fatto di essere senza una mamma, determinate cose doveva dirle al fratello, da quel momento le lacrime furono per le risate, perché disse che andò da Fabio e gli chiese cosa fossero le macchia che aveva visto, lui cominciò a parlare di pronto soccorso che avevo un'emorragia, chiamò Mattia che corse subito e lui lo guardò in viso con il suo intimo in mano e gli disse che forse era diventata signorina. Poi la guardarono e le dissero:"Non ti spaventare piccolina, ma non sarai più una bambina, ma una signorina." poi le misero davanti tanti fogli stampati con scritto come comportarsi, cosa poteva avvertire, e cosa fare in caso di dolore. Subito dopo questo fatto crollammo in un sonno profondo, la mia sveglia l'indomani suonò alle 6:00, ma di Cristel già non c'era più traccia. La trovai già lavata e vestita a preparare la colazione, poi con Giulia, la lasciammo all'Università, perché lei decise che era ciò che voleva il fratello, anche se lei voleva stargli accanto, ma ormai il peggio era passato.

La giornata a scuola passò tra paroline nuove, addizioni e sottrazioni, andammo al centro commerciale sia per fare la spesa, sia per girare un po' e svagare da quei giorni pieni di angoscia. Tornammo a casa, e dopo aver sistemato la spesa, andammo in ospedale.


FABIO

Quando mi svegliai non trovai più mio padre, ma Mattia, finalmente in una veste più decente, finalmente si è rasato, altrimenti Giulia lo avrebbe lasciato. Ieri sera prima di andarsene gliene dissi di tutti i colori, aveva trascurato tutto a partire da se stesso, per finire al lavoro, ma anche a Giulia. Gli chiesi se io non ce l'avessi fatta lui avrebbe continuato a perdersi e a perdere tutto ciò che di più caro aveva per me? Non aveva senso. Mi disse che lui non riusciva ad immaginarsi una vita senza la sua dolce metà, la buttò sullo scherzo ma avevo capito quanto lui ci tenesse a me, era più di un amico, più di un fratello, era un misto di tutto ciò che di più importante potesse esistere e anche se non ce lo dicevamo apertamente, lo sapevamo a priori che l'uno senza l'altro non esisteva. Se ne andò e al suo posto arrivarono Gianluca e Tommaso, con loro ci conoscemmo in discoteca circa 5 anni fa, da subito tra chiacchiere e donne cominciammo la nostra amicizia, forte, invincibile, l'unico momento di crisi ci fu quando fui costretto a dividere Mattia con Giulia, quando capii che lei soffriva per questa mia diffidenza dopo un paio di mesi convinsi Mattia a portarla con noi, e pian piano si costruirono un'altra comitiva per uscire magari a cena, e la notte venivano con noi in discoteca. Dopotutto avere Giulia nel nostro gruppetto era fantastico perché lei ci diceva quale ragazze erano secondo lei single o impegnate, e ci indovinava sempre, aveva un sesto senso.

La cosa strana fu che ancora durante il giorno Giulia non mi venne a trovare, e neanche Cristel, nel tardo pomeriggio arrivarono entrambe tutte aggiustate, erano sicuramente fresche di parrucchiere, ma dopo di loro entrò Manuela, completamente diversa, era bella?! No, questo pensiero se ne andò subito, però rimasi comunque sorpreso di vederla, ricordavo ancora le parole della sera precedente, mi parlò della sua famiglia, soprattutto di sua sorella, mi fece tanti complimenti, e mi spaventai anche di ciò che le aveva confidato mia sorella, dato che era una chiacchierona. Preso dai miei pensieri non mi accorsi che tutte e tre stavano parlando fra di loro senza neanche chiedermi come stessi, quando a un tratto Cristel si voltò e mi gridò contro che era una stupida e di perdonarla, io risi, ma le dissi che ero contento di vederla. Le chiesi di raccontarmi la giornata, ma appena cominciò a parlare, alle parole letto-Manuela, io andai nel mio mondo, nel mondo in cui la mia arroganza con lei era volata via, una notte con mia sorella significava solo una cosa: Fabio in tutta la sua dolcezza. Sì, per lei rappresentavo questo, era inutile che più di una volta le spiegai che con gli altri doveva dire che ero stronzo che la trattavo male, no lei no, e più volte Mattia dovette intervenire per difenderla perché questo era l'unico motivo di litigio tra me e lei, non volevo che la gente pensasse "poverino che tenero, ha perso la mamma, e vive solo per sua sorella". Io vivevo per mia sorella ma la gente non doveva minimamente provare pena per me, io sono Fabio e sono suo fratello, e sono due cose completamente diverse. Giulia venne a salutarmi con un bacio sulla guancia e mi disse che mi voleva bene e che stranamente le mancavo. Poi toccò a Manuela che un po' impacciata si avvicinò ma si sedette al mio fianco e mi strinse la mano, io gliela accarezzai e pronunciai parole che mi uscirono senza pensarci. "Grazie! Ieri le tue parole mi hanno dato quel motivo in più per essere qui oggi!" Lei rimase scioccata, si alzò e mi diede un bacio sulla guancia e scappò piangendo. Guardai Cristel pregandola con lo sguardo di spiegarmi il mondo femminile, ma lei alzò le spalle. Giulia si scusò ma la seguì, allora io riguardai Cristel che chiuse la porta e questo significava solo una cosa: Cristel versione chiacchierona si stava attivando.

Cominciò il suo discorso contorto:"Senti, so che dovrei farmi gli affari miei."-"Dovresti teoricamente"-"Ma tutti e due sappiamo che praticamente non lo farò, quindi ti dico che lei in questi giorni è stata male, si sentiva in colpa perché parlando con me e con gli altri, si rendeva conto che lei non ci doveva stare, dopotutto non vi conoscete neppure però dato che lei mi ha detto che nelle situazioni più complicate tu eri lì, lei è rimasta. Ma quelle lacrime sono scese perché lei non è come la vedi: forte, testarda, no! Lei è la persona più dolce che io conosca, lo sai che fa prima di dormire? Una telefonata di un'ora con sua mamma, soffre tanto la sua mancanza,ma lei vuole stare qui, ama stare qui. Ah e un'altra cosa, lei è partita per andare a casa sua venerdì alle 16 perché la sua migliore amica aveva fatto un incidente. Venerdì notte ha chiamato Giulia alle 3, noi eravamo tutti qui voleva sapere come stessi tu, e poi non ha resistito ed è tornata domenica mattina. Secondo me hai sbagliato a giudicarla come un'irascibile, lei ha un cuore enorme, solo che ha sofferto molto. Questo è sicuro." Per la prima volta non seppi cosa risponderle, ma a salvarmi ci furono Mattia, Giulia e Manuela che entrarono dalla porta e mia sorella furba e spietata cominciò a raccontarmi la sua giornata, ma io ormai avevo solo un pensiero fisso: scoprire chi era Manuela. 

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