Il ritorno a scuola fu traumatico, sia per me perché ero reduce da notti in bianco e i bambini erano tutti tristi, allora decisi di lasciarli parlare e giocare tra di loro. Ma poi Claudia si alzò e mi disse: "Maestra giochiamo tutti insieme?" - immaginai subito a un gioco che potevamo fare e mi venne in mente Passaparola - "Che ne dite di Passaparola? Inizio io a dire una parola a Fabrizio, e ognuno di voi la dirà al suo compagno di banco e poi di dietro fino ad arrivare a Ludovica che è all'ultimo posto, lei dirà la parola se è giusta lei continua il gioco, altrimenti se perde verrà vicino a me, e così via, fino a che non rimarrà solo una persona!"
Si divertirono molto, e la mattinata finì con il loro sorriso. Quel giorno Giulia non venne a scuola perché aveva il giorno libero, e me ne tornai con Veronica una mia collega, lei abitava a 10 minuti da casa nostra. Appena arrivata a casa, l'ansia mi assalì perché non c'era né la macchina di Giulia né quella di Mattia, quindi ero sola e non lo ero dal giorno in cui successe quell'episodio. Matteo ancora non era stato trovato, e neanche lo avevo visto o sentito. Mi feci coraggio e inserii la chiave, ma qualcuno mi tappò la bocca, era lui, la paura cominciò a dominare, e per evitare l'attacco di panico e rimanere lucida, feci come mi aveva consigliato Carla, pensai a qualcosa di bello, all'ultimo bacio con Lorenzo, ma presto i pensieri cambiarono e quel qualcosa di bello fu il viso di Fabio. Un'episodio durante una serata a casa sua, mentre lavavamo i piatti cominciammo a schizzarci, l'acqua finì tutta sul pavimento, e quando lo rincorsi lui cadde e io scivolai su di lui.
Mentre Matteo mi obbligava a fare qualcosa io non lo sentivo proprio, ridevo pensando solo a quella scena, mi dava serenità, come volevo che lui in quel momento potesse essere lì con me. Dalla notte in cui lui dormì con me non riuscii più a chiudere occhio e facevo bene, il nemico era molto vicino a me, mi controllava ma sapeva anche gli orari di Mattia e Giulia. Avevo messo tutti in pericolo. Il senso di colpa mi stava logorando, cominciai a risponderlo, dicendo che in quel modo non poteva ottenere nulla, ma lui si arrabbiò di più e mi tirò uno schiaffo. Il mio cellulare cominciò a squillare lui lesse il nome, Giulia. "Sai la tua amica ora ti sta avvisando che deve andare a prendere una cosa in farmacia, e che stasera sarete solo voi due perché Mattia va a giocare a calcetto. Prima lui ha chiamato lei, da un po' vi osservo. Non ti hanno mai lasciato sola, avevano paura di me, ma io non ti farei mai del male, ma perché mi hai lasciato?" Io cercai di temporeggiare dicendo che mi sentivo ferita, il telefono prese nuovamente a squillare, Giulia insisteva allora lui spense il cellulare buttandolo sul divano. Ma fece un errore non si accorse della borsa che lasciai davanti la porta, mentre lui parlava al cellulare sentii la macchina di Giulia, lei entrò ma appena mi vide le feci segno di scappare, ci riuscì, ma lui se ne accorse e la inseguì.
Da dentro sentivo le sue grida, Giulia partì con la macchina, lui entrò furioso e mi tirò un altro schiaffo, cominciò a cacciarmi lo scotch blaterando che dovevamo andarcene, ma non ci riuscì perché dalla porta entrò Fabio. "Lasciala immediatamente, stanno arrivando i carabinieri, non puoi neanche scappare" - non si accorse Fabio del coltello che aveva con sé Matteo - "Lei ha scelto il suo ex, a me lei piace perché non lo capite? L'avete allontanata da me", e poi sentii un bruciore atroce al collo, e le urla di Fabio, le sirene si sovrapposero, e poi svenni.
FABIO
Quando Giulia mi chiamò vidi tutto nero, corsi superando tutti i limiti di velocità, immaginavo solo lei in pericolo, nelle mani di quell'essere. Entrai e lui la stava slegando, presuppongo per scappare, con i suoi occhioni grandi mi implorava di andarmene, ma feci un grande errore quando decisi di affrontarlo, lui le fece del male, oltre i lividi sul viso, le avvicinò un coltello e la ferì al collo. In quel momento arrivarono i carabinieri lui non si staccò da lei che piangeva e mi implorava di aiutarla, ma cosa potevo fare? Ad un tratto lo presero ma lei svenne, aveva lottato con tutta la sua forza contro il mostro chiamato "paura" ma alla fine aveva vinto lui. La presi in braccio e la adagiai sul divano. Giulia corse dentro con Mattia, quando vide la ferita chiamò l'ambulanza. Mentre perse i sensi la osservai, le occhiaie erano segno che non dormiva da notti, e il rossore dei suoi occhi che aveva pianto tanto, troppo. Si riprese e decisero di non portarla in ospedale, per lei evitare ulteriore stress. Chiuse nuovamente gli occhi ed al suo risveglio eravamo tutti lì. Pronunciò un "Grazie" e salì al piano di sopra. Giulia chiamò la psicologa che arrivò tempestivamente, ma non usciva dal bagno, tutti cominciarono ad urlare, decisi di spaccare quella porta, la trovammo sotto la doccia fredda, Alessandro la prese in braccio e la portò sul letto, Giulia la coprì e rimase con lei per asciugarla con l'aiuto di Cristel.
STAI LEGGENDO
RICOMINCIO DA ME!
RomansaManuela lascia la sua città, per abbandonare tutto ciò che le fa più male. Ma il passato torna a bussare alla sua porta, insistentemente. Lei sarà così forte da lasciarlo fuori, e non farsi scalfire da nulla? Sarà così forte da ricominciare?
