CAPITOLO 16 - Mancanze

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LORENZO

"Dirle addio è stata la parte più difficile, ma io dovevo farlo, un giorno capirà." Kevin mi guardò con una tristezza assurda, sapeva a cosa stavo rinunciando, ma non potevo permetterle di soffrire ancora. Andammo a Roma perché pochi giorni prima della morte di Mara avvertii delle fitte al ginocchio, i miei spaventati da ciò che stava succedendo a mia sorella mi obbligarono a fare tutti i dovuti controlli, e risultò una massa al ginocchio. Mi dissero che poteva essere un tumore benigno, ma quando lo tolsero 3 giorni dopo il funerale di Mara, analizzandolo questa speranza svanì.

Cominciai il primo ciclo di chemio, la stanchezza prendeva possesso di me, la nausea aumentava ogni giorno di più, ma soprattutto in quei giorni pregavo solamente che Manuela stesse bene, non l'avevo più cercata. Quando inaspettatamente la chiamata di Fabio mi capovolse il mondo. Ogni parola che sentivo era un pugno al cuore, lei avrebbe scoperto tutto se io fossi andato lì, ma lei per me c'era sempre, dovevo esserci anche io, ma dentro di me sentivo che forse qualcuno aveva fatto molto di più, aveva messo il cuore da parte per far tornare il suo sorriso.


MANUELA

Il ritorno di Lorenzo fu inaspettato, mi disse che aveva saputo di ciò che mi era successo, ma quando gli chiesi come poteva essere lì in un'ora se abitavamo a centinaia km di distanza, lui esitò. Poi la notizia che non avrei mai voluto sentire: "Ho un tumore, cioè avevo, adesso sto facendo la chemio, ed oggi è il tuo giorno fortunato perché non ho tanta nausea." Rise, ma io ormai non ero più con lui, mi immaginavo al suo funerale, mi immaginavo la mia mano vuota senza la sua, il suo bacio che sarebbe davvero stato l'ultimo, il suo calore sul mio corpo, il suo odore, un mix tra vaniglia, "Acqua di Giò" e tabacco. Io lo amavo e lui se ne andava, come sua sorella, lui mi voleva lasciare.

In quel momento la rabbia accumulata in questi giorni uscì fuori, urlai con tutta la voce che avevo: "Sei egoista, tu sei venuto qui per sbattermi in faccia che tra poco te ne andrai come lei, tu sei come lei, non volevi dirmi nulla, e oggi che sto male io tu vieni a rinfacciarmi la tua sofferenza per farmi sentire in colpa. Ti odio! Ti odio perché tu per me sei l'unico, e sarai sempre l'unico. Mi manca sfiorarti, mi manca baciarti, mi manca sentirti, mi manca parlarti, e odio me stessa perché non dovevo perderti, dovevo tenerti con me, e forse un giorno mi avresti sposato." - "Ehi calmati, fammi parlare. La massa è stata tolta, sto facendo il ciclo di chemio, ma non ho nessuna metastasi, deve solo passare questo periodo. Se entro 6 mesi non compare nulla, significa che avrò vinto io, ma devo sempre fare controlli." - Rimasi scioccata, avevo detto tante parole, molte senza senso, gli avevo dato dell'egoista, ma lui non aveva sbagliato nulla, anzi non voleva più mentirmi. Cominciai a piangere, e gli diedi le spalle, lui si alzò dal letto e mi abbracciò da dietro, inebriandomi col suo profumo, in quel momento dopo tanto tempo lo sentii di nuovo mio.

"Domani devi andare a fare la chemio?" - "No, non ci pensare proprio, tu non verrai mai con me, io ho già chi mi aiuta, tu non devi vedermi in quello stato

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"Domani devi andare a fare la chemio?" - "No, non ci pensare proprio, tu non verrai mai con me, io ho già chi mi aiuta, tu non devi vedermi in quello stato." - "Prima o poi sarò tua moglie, quindi ti vedrò in modi peggiori, io domani vengo con te. Ricominciamo la nostra vita insieme da stasera, ti farò vedere caro Lorenzo, che ne usciremo più forti di prima!" Lui all'inizio rimase sorpreso, poi sul suo viso comparve un sorriso enorme e poggiò la testa sulla mia fronte, segno che stava per arrivare il bacio del ritorno, il bacio del "noi ce l'abbiamo fatta", il bacio della fine e dell'inizio.

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