30. Halloween

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ANNABETH'S POV

Me ne rendo conto prima che avvenga. Lo so. Lo avverto. Non provo nemmeno a sfuggire. Spero di non svegliarmi improvvisamente. Spero che non sia ancora mattina. Spero che la sveglia non distrugga la mia opportunità.

-Annabeth.-

La voce di Luke Castellan è un sussurro. So che tra poco diventerà più chiara, distinta. E lui sarà più vicino.

Non vedo nulla. Non ho memoria del sogno che stavo facendo prima che il figlio di Hermes cercasse di mettersi in contatto con me. Successe così anche le altre due volte.

-Annabeth.-

Una voce così famigliare. E famigliare è proprio l'aggettivo giusto: tempo fa Luke era l'unica famiglia che conoscevo. Lui e Thalia, la figlia di Zeus. Senza di loro non sarei nemmeno qui. Un tempo pensavo che nulla ci avrebbe potuto separare. Le cose sono andate molto diversamente...

-Luke.- dico, spero che il semidio non riesca a cogliere l'ansia nella mia voce.

Non ho paura di lui, ma sono di certo confusa. Ancora non capisco perché stia lavorando con i nemici. Ancora non ho la certezza che Crono non si celi dentro di lui.

Appare un prato. Una panchinetta. Un laghetto.

Mi guardo intorno, raggiungo la panchina esitando. Mi siedo e l'attimo dopo Luke è accanto a me.

-Dove siamo?- domando.

Luke alza le spalle -Non saprei, è tuo il sogno.-

-Perché sei qui?-

-Lo sai.-

-Non mi alleerò con te.- affermo, meglio non dar subito l'idea di voler provare a collaborare.

Ho ben in mente quello che io stessa ho proposto a Lydia.

-Annabeth, se solo potessi guadagnare la tua fiducia in qualche modo...dentro di te sai che puoi fidarti di me, ma se posso fare qualcosa di concreto...- è così strano sentire la sua voce, vederlo accanto a me.

Questo è solo un sogno, ma è così reale.

-Una cosa ci sarebbe.- inizio a dire.

-Cosa?-

-Dirai di no.-

-Prova.-

Mi schiarisco la voce e lo sfido -Il libro. Voglio il libro che spiega come unire i poteri delle Categorie, quello che hai preso prima che io e le altre arrivassimo sul posto.-

Luke mi fissa, ma non sembra sorpreso. Se lo aspettava?

Sorride -Sei una vera Figlia di Atena.-

-Me lo porti o no?-

-Dovrò praticamente rubarlo.-

Sbuffo e faccio per alzarmi.

-Ma lo farò.- conclude Luke, guardandomi dritta negli occhi.

Alzo un sopracciglio -Davvero?-

-Certo.-

-Quando?-

-Appena riesco.- 

Lo fisso ancora scettica. Mi viene la nausea a non fidarmi di lui. Era un punto fermo per me. Ora è una costellazione di confusione. 

-Bene.-

Luke si alza in piedi, la cicatrice sul suo volto sembra quasi brillare -Beh, buon Halloween.- conclude.

Sparisce.

L'attimo dopo apro gli occhi. 

-Tutto bene?- mi domanda Lydia, è accanto al mio letto -Ti muovevi in modo strano.-

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