12. Cicatrice

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-Buongiorno principessa.- mi dice Isabelle, è la prima persona che vedo aprendo gli occhi.

Mi sta scrutando incuriosita a braccia conserte.

-Ditemi che non ho urlato.- commento, tirandomi su.

-No, però ti muovevi come una tarantola impazzita.- afferma Annabeth, trapassandomi coi suoi occhi grigi.

Mi dispiace, Annabeth, mi dispiace davvero riportare la tempesta nel tuo mondo che aveva appena trovato la quiete.

Elena mi porge un bicchiere d'acqua -L'ho presa dal rubinetto.-

-Non c'è problema.- affermo, mandando giù un sorso il più lentamente possibile.

Quando finirò di bere, dovrò spiegare cosa è successo. 

Non so se voglio farlo.

Finché quello che ho visto rimane nel sogno - o meglio, nell'incubo che ho fatto stanotte, posso fingere che sia soltanto una finzione. Ma dire certe cose ad alta voce le rende vere, spaventosamente vere. 

Finisco di bere a appoggio il bicchiere sul comodino. 

Elena si siede sul bordo del mio letto -Non so se voglio saperlo, ma...-

Mi porto una mano alla testa. Mi fa male. No, anzi, brucia...

Un momento.

Non è la testa che brucia.

-Ti sta suonando il telefono.- mi fa notare Elena.

Leggo il nome sul display: Harry.

No. Diamine. No.

Alzo la cornetta riluttante -Harry?-

-Senti anche tu? Dimmi di no. Dimmi che mi sto sognando tutto.- la voce di mio fratello è intrisa di preoccupazione.

Vorrei lanciare il telefono e far finta che non stia succedendo. Ma sta succedendo eccome.

-La cicatrice...- mormoro, senza nemmeno riuscire a fare una frase completa -Ho fatto un incubo che...-

-Meglio non parlarne al telefono. Ti aspetto tra cinque minuti fuori dal bungalow?-

-Dovrei parlarne col Preside Gandalf...e Lupin...- affermo, non siamo abituati a informare subito gli adulti, ma questa volta direi che è proprio il caso di farlo.

Sento Harry sospirare -D'accordo. Ti accompagno, se ci muoviamo dovremmo beccare il Preside prima che scenda per la colazione. Ci vediamo tra due minuti.-

Chiudo la chiamata e mi alzo -Vi racconto dopo, d'accordo?- domando alle mie compagne di stanza.

Annabeth annuisce piano. 

-Ti dobbiamo accompagnare dal Preside?- domanda Isabelle.

-Arriva mio fratello ora.-

-Hai nominato la cicatrice...vuol dire che...- mormora Elena, soffermando lo sguardo sulla mia fronte.

-Spero vivamente non voglia dire nulla.- affermo, poi mi precipito in bagno per lavarmi e cambiarmi a tempo record.

Quando esco vedo Annabeth seduta sul letto, le mani alla testa. Vorrei dirle qualcosa, ma non c'è tempo. Izzy e Elena mi accompagnano alla porta, si accertano che Harry sia arrivato, poi tornano nel bungalow per finire di prepararsi.

-Non può essere vivo, vero?- domanda Harry, mentre ci dirigiamo a grandi passi verso l'edificio dell'Accademia.

Rimango in silenzio.

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