E fu cosi che la sera stessa, quando avrebbero dovuto provare, il trio si ritrovò in una stanza. Ermal che parlava tranquillamente con Simone mentre Fabrizio, ancora rincoglionito nonostante fosse sveglio da ore, se ne stava seduto nel più completo silenzio.
Fu allora che ad Ermal venne la brillante idea di pubblicare un video su Instagram. Una volta girato, diventò serio e disse: - Passiamo alle cose serie -
- Già. Come volete farla? - concordò Simone
- Bè, io e il bell'addormentato pensavamo di fare una via di mezzo -
- Una parte cantata e una più recitata - s'intromise Fabrizio, dando segnali di vita.
- Oh, ma allora sei sveglio - commentò Meta - Benvenuto tra noi -
- Finiscila - replicò il romano, sorridendo mentre anche Simone di lasciava andare ad una risata.
- A parte gli scherzi - Ermal tornò serio - Io e Fabrizio abbiamo trovato la lettera che un padre ha scritto per la moglie rimasta uccisa nell'attentato del Bataclan -
- Volete che io la legga? -
- Si e poi potremmo dividerci le frasi della canzone, se ti va -
- Contate pure su di me -
- Bene. Purtroppo non abbiamo il tempo di provarla - l'informò Ermal, controllando l'ora.
- O la va o la spacca - concluse Moro, alzandosi dalla sedia.
Arrivò il momento della diretta e il trio fu il tredicesimo ad esibirsi e fu chiaro fin da subito che sarebbe stata una performance da brividi.
"Venerdì sera avete rubato la vita di una persona eccezionale, l'amore della mia vita, la madre di mio figlio, eppure non avrete il mio odio. Non so chi siete e non voglio neanche saperlo. Voi siete anime morte. Se questo Dio per il quale ciecamente uccidete ci ha fatti a sua immagine, ogni pallottola nel corpo di mia moglie sarà stata una ferita nel suo cuore. Perciò non vi farò il regalo di odiarvi. Sarebbe cedere alla stessa ignoranza che ha fatto di voi quello che siete. Voi vorreste che io avessi paura, che guardassi i miei concittadini con diffidenza, che sacrificassi la mia libertà per la sicurezza. Ma la vostra è una battaglia persa.
L'ho vista stamattina. Finalmente, dopo notti e giorni d'attesa. Era bella come quando è uscita venerdì sera, bella come quando mi innamorai perdutamente di lei più di 12 anni fa. Ovviamente sono devastato dal dolore, vi concedo questa piccola vittoria, ma sarà di corta durata. So che lei accompagnerà i nostri giorni e che ci ritroveremo in quel paradiso di anime libere nel quale voi non entrerete mai. Siamo rimasti in due, mio figlio e io, ma siamo più forti di tutti gli eserciti del mondo. Non ho altro tempo da dedicarvi, devo andare da Melvil che si risveglia dal suo pisolino. Ha appena 17 mesi e farà merenda come ogni giorno e poi giocheremo insieme, come ogni giorno, e per tutta la sua vita questo petit garçon vi farà l'affronto di essere libero e felice. Perché no, voi non avrete mai nemmeno il suo odio".
Simone lesse la lettera con una tale intensità che fu difficile per Fabrizio ed Ermal attaccare a cantare, con un nodo alla gola pazzesco e gli occhi lucidi. Tremavano da capo a piedi.
Quando scesero dal palco, erano ancora con l'animo in subbuglio e a malapena registrarono i complimenti dei loro colleghi e i loro nomi nella zona alta. Solo pochi minuti dopo, Simone esclamò: - Ragazzi, vi rendete conto? Siete nella parte blu e in finale!
A quelle parole, i due si scambiarono un'occhiata e si abbracciarono.
- Il merito è anche tuo, Simone - riconobbe Fabrizio - Sei stato spettacolare -
- Già, concordo con il vecchietto - rise Ermal - Ahi. Perchè l'hai fatto, Fabrì? - aggiunse, quando l'altro gli diede un pizzicotto.
- Cosi impari -
Cristicchi scoppiò a ridere e, con le lacrime agli occhi, disse: - Siete meravigliosi, ragazzi. Grazie per avermi reso partecipe -
- Ma ti pare. Siamo noi che ti dovremo ringraziare - esclamarono in coro i due amici, coinvolgendolo nel loro abbraccio.
- Non ci posso credere che domani finirà tutto - pronunciò Ermal mentre si dirigevano verso l'albergo.
Fabrizio non rispose, perso nei meandri dei suoi pensieri. Anche lui stentava a credere che il giorno dopo sarebbe terminato tutto. Ripensando a quello che lui e Meta avevano fatto e passato, doveva ammettere che si sentiva felice per aver condiviso quell'esperienza con una persona come Ermal. Dopo un primo momento cosi e cosi, avevano davvero legato molto e Fabrizio sorrise tra sè e sè, trovando incredibile il fatto che, proprio adesso che erano alla fine, si stava divertendo.
- A che cosa stai pensando, Pescatore? -
A quel nomignolo, il sorriso di Moro si allargò anche se gli occhi non vennero raggiunti. Ricordava quando si era presentato con una giacca verde e una sacca nera ed Ermal aveva tirato fuori quel soprannome, approfittando del fatto che il romano, durante un video, aveva salutato tutti i pescatori dopo esser stato nominato Sanpei dall'albanese.
- Ahia, riconosco quello sguardo - lo riportò alla realtà la voce dell'amico - Non mi diventerai mica nostalgico, vero? -
Fabrizio si lasciò andare ad una risatina tremula - Scusa. Sai, invecchiando, si diventa sentimentali -
Ermal notò i suoi occhi leggermenti lucidi e s'intenerì. Fabrizio faceva tanto il duro ma alla fine era una pezzo di pane.
Per una volta, non fece commenti e strinse tra le braccia l'amico.
- Visto che è la nostra penultima notte, ti va di fare uno strappo? - propose il romano, il volto premuto contro il giubbetto di Meta.
- Che cos'hai in mente? -
- Tu sei completamente di fuori - constatò Ermal, quando si ritrovarono in spiaggia.
- Lo so - rispose Fabrizio, sedendosi sulla sabbia - Ma c'è sempre qualcosa di magico nel mare, non trovi? - aggiunse, osservando quella distesa d'acqua.
Ermal gli diede ragione e si accomodò di fianco a lui. Nonostante tutto, ci si stava bene. Gli ritornò alla mente la sua Bari, dove abitavano sua madre, sua sorella e suo fratello. Dio, quanto gli mancavano.
Si voltò verso Fabrizio e lo trovò assorto ad osservare con occhi distanti il mare. Chissà che ricordi aveva legati ad esso. Glielo chiese.
STAI LEGGENDO
Fabrizio Moro - Raccolta di storie
FanfictionIl Festival di Sanremo era finalmente terminato e Fabrizio Moro, oltre a sentirsi soddisfatto da una parte e leggermente deluso dal suo settimo posto dall'altra, si sentiva veramente stanco. Mentre usciva dall'Ariston, senti il peso di quelle quattr...
