Febbre e disastri

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Prima di lasciarvi alla lettura, un piccolo dettaglio sui protagonisti. In questa parte, il nostro Fabrizio ha quindici anni, Filippo dieci e Romina sette. Detto questo, buona lettura e grazie per le quattromila letture, le oltre 200 stelline e per i commenti lasciati :)


Febbre e disastri



Seduta sul bordo del letto, Marisa lasciò un'ultima carezza sul volto finalmente sereno del suo primogenito. L' aveva spaventata da morire con il suo attacco di panico quando aveva scoperto che era ammalato.

Aveva una semplice febbre ma Fabrizio aveva ereditato la sua stessa paura delle malattie e gli ci erano voluti alcuni minuti per calmarlo e farlo addormentare.

Sospirò, sentendo la sua pelle accaldata e sudata. Recuperò la pezza dal catino pieno d'acqua appoggiato sul comodino e lo passò sul viso del figlio. Lo bagnò un'altra volta e lo posizionò sulla fronte del ragazzo, facendogli emettere un sospiro di sollievo.

La donna si alzò per poi uscire dalla stanza, non prima di aver lanciato un'occhiata al figlio.




- Allora, come sta il mio fratellone? - chiese una Romina preoccupata e con gli occhi lucidi - Guarirà? -

Anche lei si era presa un bello spavento quando, quella mattina, scuotendo il fratello maggiore per svegliarlo, non aveva ricevuto risposta e sentito la pelle di Fabrizio bollente. Aveva passato il resto del tempo davanti alla porta della stanza, in attesa di notizie da parte della madre.

- Si, piccola - la rassicurò lei, sorridendole e passandole una mano tra i capelli - Ha preso solo una brutta influenza -

- Come quella che ha preso Pippo qualche giorno fa? - domandò la bambina, guardando la donna negli occhi.

- Si. Un po' di riposo e tornerà come nuovo - confermò Marisa, sollevata nel vedere la piccola aprirsi in un sorriso - Tuo fratello? -

- Oh, è in sala - rispose Romina - Era tutto concentrato a scrivere su un foglio. Ogni tanto, borbottava qualcosa -

- Del tipo? - il sopracciglio della donna si alzò mentre incrociava le braccia al petto.




- Filippo Mobrici -

Sentendosi chiamare in quel modo, Filippo deglutì e, alzando lo sguardo dal foglio, incontrò l'espressione seria e severa della madre. Quando faceva cosi, gli metteva paura.

- Si, mamma? - domandò con tono fintamente innocente

- Tua sorella mi ha detto che stai progettando uno scherzo ai danni di tuo fratello. È vero? - la donna portò le mani sui fianchi

- Ecco io...-

In quel momento, la piccola traditrice usci da dietro le gambe materne e fece una linguaccia a Filippo che la fulminò con lo sguardo e commentò sottovoce: - Spiona -

- Assolutamente no, mamma - disse poi, rivolgendosi al genitore - Sai che io sono bravo -

- Sei talmente bravo che baderai a tua sorella mentre io sarò in farmacia - ribatté lei - E lasciate in pace vostro fratello. Ha bisogno di riposo - aggiunse, non lasciando il tempo di replicare al figlio.

Sotto allo sguardo scioccato di Filippo, Marisa recuperò il giubbetto e, dopo averli salutati entrambi con un bacio, uscì di casa.

Filippo e Romina si scambiarono un'occhiata prima di correre alla finestra. Attesero cinque minuti prima di vedere la figura della madre uscire dal portone dell'edificio in cui abitavano.

Fabrizio Moro - Raccolta di storieLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora