13 maggio 2018. Ritorno a casa

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Non appena mise piede in casa propria, Fabrizio Moro tirò un sospiro di sollievo, appoggiando la valigia e lo zainetto a terra. Era veramente distrutto e non vedeva l'ora di lavarsi e di riposare per qualche ora.

I suoi propositi vennero però smontati dal rumore di passettini che si avvicinavano velocemente. In poco tempo, si ritrovò davanti alle figure di Libero e Anita che esclamarono in coro: - Papà! - prima di fiondarsi tra le braccia paterne.

Felice di rivedere i propri figli, Fabrizio se li strinse al petto, riempiendoli di baci.

- Ci sei mancato tanto, papà - disse l'ometto di casa, affondando il visino contro il collo del genitore.

- Anche voi, cuccioli - l'uomo li baciò entrambi sulla testa – Mamma? -

- In cucina - rispose Anita

- Sembrava arrabbiata, papà - aggiunse Libero, guardando il padre con espressione seria.

Fabrizio alzò un sopracciglio mentre posava a terra i bambini. Perché Giada era arrabbiata?

Un lampo di comprensione attraversò i suoi occhi e sospirò. Forse, aveva capito cosa prendeva alla sua compagna.

- Bambini, perché non andate a giocare? Io vado a parlare con mamma -

Sorrise guardando Libero annuire prima di prendere per mano la sorellina e allontanarsi con lei.

Quando furono fuori dalla sua visuale, l'uomo prese un respiro profondo, cercando un coraggio che sembrava mancargli.

Si avviò verso la cucina, dove trovò la compagna intenta ad infornare una teglia di muffin al cioccolato, i preferiti di tutti i Mobrici.

-Giada - la chiamò Fabrizio, sentendosi ancora più in colpa a quella vista.

La sua donna aveva continuato a pensare a lui e lui cosa aveva fatto, invece? Certo, aveva fatto quelle battute per stemprare la tensione di quei giorni ma c'era pur sempre un limite. E lui l'aveva superato ampiamente.

Lei non rispose e il cantautore continuò: - Scusa. Non avrei dovuto esagerare con quelle battute anche se era solo per ammortizzare lo stress della competizione -

Fabrizio si fermò un attimo. Ancora silenzio.

- Mi dispiace di aver ferito i tuoi sentimenti ma non volevo, te lo giuro – riprese, abbassando lo sguardo – Sai come sono fatto. Quando sono sotto pressione, non ragiono ma su una cosa puoi star sicura. Non tradirei né te né i nostri figli -

Quelle parole ebbero l'effetto di attirare l'attenzione della donna e il romano concluse il suo discorso: - Siete la mia famiglia e contate solo voi per me -

La coppia rimase in silenzio per qualche minuto, continuando a guardarsi negli occhi. Fabrizio si sentiva sempre più agitato e, con voce tremante, supplicò: - Di qualcosa, Giada. Per favore -

La donna si avvicinò, osservando il volto esausto del proprio uomo per un attimo prima di dargli uno schiaffo.

- Questo è per aver detto quelle cose -

Fabrizio, stupito, si portò una mano sulla guancia colpita. La sua sorpresa aumentò ancora di più quando la donna gli si buttò tra le braccia e gli diede un bacio, dicendo: - E questo è perché sono felice di rivederti. Mi sei mancato -

- Questo significa che mi perdoni? - domandò l'uomo, speranzoso

La donna annui e Fabrizio, illuminandosi in volto, la strinse a sé e appoggiò le sue labbra su quelle della compagna. Quando si staccarono, rimasero fronte contro fronte, gli occhi immersi gli uni negli altri.

-Te dua - sussurrò il cantautore, ad un soffio dalle labbra della donna.

Sentendo quelle parole, Giada scoppiò a ridere.

-Perché ridi? - domandò l'uomo, imbronciandosi.

Era chiaramente offeso e lei cercò di controllarsi mentre rispondeva: - Scusa, Fabrì. Stavo solo pensando che stare dieci giorni con Ermal ti ha fatto prendere un po' di confidenza con le lingue straniere -

Continuò a ridere e Fabrizio sbuffò, voltando la testa dall'altra parte. E pensare che voleva essere carino.

Davanti a quel gesto, Giada smise finalmente di ridere e, accarezzandogli la guancia colpita, lo costrinse a riportare lo sguardo su di lei.

-Scusa, Fabrì. Ti sarà costato molto impararlo e io ti ho riso in faccia, scusa – si scusò, sorridendogli – Te dua, anch'io – aggiunse, baciandolo nuovamente.

Fabrizio Moro - Raccolta di storieLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora