Sanremo 2018.La rivincita

320 21 3
                                        

Dopo essersi sistemato, prese gli ormai abituali occhiali scuri, i chewing gum, il telefono e la chiave della sua stanza ed uscì.

Giunto nell'altrio dell'albergo, vide una scena che gli scaldò il cuore, facendogli apparire un sorriso sulle labbra. Davanti a lui, a qualche metro di distanza, un Beppe Vessicchio sorridente stava mostrando una maglietta con la scritta "IoStoconMetaMoro" a dei fotografi. Doveva assolutamente raccontarlo ad Ermal.

L'intervista andò bene e il duo si divertì a rispondere alle domande, punzecchiandosi di tanto in tanto. Rispetto al giorno prima, si sentivano entrambi più rilassati.

Nel pomeriggio, mentre si trovavano nella camera del maggiore, ricevettero la notizia di essere strati riammessi.

- Non ci credo. Ce l'abbiamo fatta! - esultò Meta, balzando in piedi con un enorme sorriso sul volto.

Fabrizio rispose al sorriso e disse: - Che t'avevo detto? Ti sei fatto prendere dal panico per nulla -

- Disse quello che passò la notte a piangere - controbattè Ermal, buttandola sullo scherzo.

Il romano scosse la testa, ancora sorridente. Ancora non capiva come mai avesse confessato tutto ad Ermal. Anzi, lo sapeva eccome. L'aveva fatto perchè erano due sopravvissuti e stavano affrontando tutto quello insieme.

- A che cosa stai pensando, Fab? -

Si riscosse dai suoi pensieri e l'abbracciò, rispondendo: - Che questa cosa, invece di affossarci, ci ha reso più forti di prima e lo dimostreremo -

- Bè, se vogliamo farlo, dobbiamo evitare le prove - propose - Sai, effetto sorpresa -

- Certo che sei proprio malefico, Ermal - ridacchiò Fabrizio - Ma purtroppo non possiamo farlo -

- Peccato, sarebbe stato bello - mormorò l'altro, il volto premuto contro la spalla dell'amico.

Il pomeriggio passò e arrivò l'ora della diretta.

Mentre erano nel camerino di Fabrizio - Ermal aveva insistito nell'aiutare l'amico a vestirsi con il risultato che sembrava esserci scoppiata una bomba lì dentro - Claudio l'informò che sarebbero stati i settimi ad esibirsi.

- D'accordo. Grazie, Claudio - risposero in coro i due, ricevendo un cenno col capo dal direttore artistico.

Quando quest'ultimo uscì, Ermal chiese: - Andiamo nel tuo angolo? - guardando l'altro

- Già occupato - scosse la testa - Dovremmo accontentarci - aggiunse, tirando fuori il telefono.

Aveva registrato la base della canzone e, quando l'albanese gli fu accanto, premette il tasto d'invio. La provarono diverse volte per poi uscire dal camerino, dirigendosi verso la red room. Non era ancora arrivato il loro turno e più i minuti passavano più Fabrizio si sentiva agitato. Incominciò a fare avanti e indietro.

- Se la tua intenzione è quella di fare un solco nel pavimento, ti comunico che ci stai riuscendo - ironizzò Ermal, ridendo.

Il romano si fermò per un attimo per poi mormorare: - Sono agitato - riprendendo a camminare.

- Ce la faremo, Fab. Stai tranquillo - lo fermò Ermal, appoggiandogli una mano sulla spalla.

Nei suoi occhi, Fabrizio lesse tanta paura ma anche voglia di riscatto. Nel vederlo cosi, lui che era sempre cosi insicuro, Moro sentì una miriade di emozioni esplodergli nel petto e in lui si accese la stessa fiamma combattiva.

- Hai ragione - concordò, ricambiando quello sguardo - Andiamo a prenderci quel palco -

Vennero chiamati e si scambiarono un'ultima occhiata prima di salire sul palco. Dopo la presentazione, iniziarono a cantare e fu chiaro fin da subito che sarebbe stata un'esibizione diversa, ancora più forte della prima.

A Il Cairo non lo sanno che ore sono adesso
Il sole sulla Rambla oggi non è lo stesso
In Francia c'è un concerto
La gente si diverte
Qualcuno canta forte
Qualcuno grida a morte
A Londra piove sempre ma oggi non fa male
Il cielo non fa sconti neanche a un funerale
A Nizza il mare è rosso di fuochi e di vergogna
Di gente sull'asfalto e sangue nella fogna
E questo corpo enorme che noi chiamiamo Terra
Ferito nei suoi organi dall'Asia all'Inghilterra
Galassie di persone disperse nello spazio
Ma quello più importante è lo spazio di un abbraccio
Di madri senza figli, di figli senza padri
Di volti illuminati come muri senza quadri
Minuti di silenzio spezzati da una voce
Non mi avete fatto niente

Fu un continuo scambio di energia da entrambe la parti e fu con una rabbia e un'energia impressionante che Fabrizio cantò il ritornello, indicando la zona della giuria.

Non mi avete fatto niente
Non mi avete tolto niente
Questa è la mia vita che va avanti
Oltre tutto, oltre la gente
Non mi avete fatto niente
Non avete avuto niente
Perché tutto va oltre le vostre inutili guerre

C'è chi si fa la croce
E chi prega sui tappeti
Le chiese e le moschee
L'Imàm e tutti i preti
Ingressi separati della stessa casa
Miliardi di persone che sperano in qualcosa
Braccia senza mani
Facce senza nomi
Scambiamoci la pelle
In fondo siamo umani
Perché la nostra vita non è un punto di vista
E non esiste bomba pacifista

Non mi avete fatto niente
Non mi avete tolto niente
Questa è la mia vita che va avanti
Oltre tutto, oltre la gente
Non mi avete fatto niente
Non avete avuto niente
Perché tutto va oltre le vostre inutili guerre
Le vostre inutili guerre

Cadranno i grattaceli
E le metropolitane
I muri di contrasto alzati per il pane
Ma contro ogni terrore che ostacola il cammino
Il mondo si rialza
Col sorriso di un bambino
Col sorriso di un bambino
Col sorriso di un bambino

Non mi avete fatto niente
Non avete avuto niente
Perché tutto va oltre le vostre inutili guerre

Non mi avete fatto niente
Le vostre inutili guerre
Non mi avete tolto niente
Le vostre inutili guerre
Non mi avete fatto niente
Le vostre inutili guerre
Non avete avuto niente
Le vostre inutili guerre

Sono consapevole che tutto più non torna
La felicità volava

Come vola via una bolla

Mentre pronunciava queste parole, Meta si avvicinò e cinse le spalle di Moro con un braccio, come a dirgli " Hai visto? Ce l'abbiamo fatta" . Il più grande si sciolse in un enorme sorriso e afferrò la mano di Ermal.

L'esibizione terminò con l'applauso del pubblico e i due si separarono, ringraziando. Prima di scendere, Fabrizio lanciò uno sguardo di sfida, uno sguardo che gridava " Non ci avete fatto niente"








Fabrizio Moro - Raccolta di storieLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora