Sentì Ermal ridacchiare al suo fianco e gli lanciò un'occhiataccia. Quei due avevano passato decisamente troppo tempo insieme.
" Non guardarmi così. È tua figlia, ha preso da te" sembravano dire i suoi occhi.
Sospirando, tornò a rivolgersi alla figlia: - Mi farò perdonare, cucciola. Te lo prometto -
-D'accordo, papà - Anita tornò allegra – Comunque, congratulazioni -
-Grazie – rispose Moro, sorridendo e mandandole un bacio.
-Vuoi che ti passo la mamma? -
-Certo, tesoro. Passamela pure -
Dopo aver parlato anche con Giada – la quale si era mostrata al settimo cielo, riempendolo di complimenti – e aver riattaccato, Fabrizio si alzò dal letto, dirigendosi verso il bagno.
-Te l'avevo detto – furono le ultime parole che senti pronunciare da Ermal prima di chiudere la porta.
Quando uscirono dall'albergo, per i due fu molto difficile camminare per le strade di Sanremo. Ogni tre per due venivano fermati dai fan che chiedevano una foto, un autografo o entrambi. Alla coppia non pesò e regalò sorrisi e abbracci a tutti. Dopotutto, era merito loro se avevano vinto.
Arrivarono alla spiaggia che erano sfatti e Fabrizio non perse tempo, stendendosi sulla sabbia. Ermal lo seguì, imbracciando la chitarra che si era portato dietro.
-Che cosa vuoi cantare? - domandò, mentre l'accordava.
-Potremmo fare la nostra versione di Sono solo parole – rispose Moro, guardando l'altro.
E cosi trascorsero il pomeriggio in spiaggia cantando le loro canzoni o creando nuove versioni.
Quando calò la sera, i due ripresero la strada del ritorno ed entrambi si fermarono in dei negozi per cercare dei regali ai propri familiari e amici. Trovato quello che cercavano, il duo andò a cenare in un ristorante nelle vicinanze dell'albergo. Mentre mangiavano, un clima teso alleggiava tra di loro. Quelle sarebbero state le ultime ore che trascorrevano insieme e i due non credevano che avrebbero sentito così tanto la mancanza l'uno dell'altro.
-Sai che ci vedremmo ancora, vero? - ruppe il silenzio Fabrizio
-Lo so. Anche perché dovremmo preparare l'Eurovision – rispose Ermal – Senza contare che ci rivedremo per il mio concerto ad Assago -
-Che è il ventotto di aprile, giusto? - il tono del cantautore era titubante
-Si anche se non capisco come mai hai sempre dei dubbi - confermò - Io me lo ricordo che il tuo è il sedici giugno -
-Cosa vuoi che ti dica? Sarà la vecchiaia – scosse la testa Moro, ridendo.
Anche Ermal si lasciò andare e l'atmosfera si rilassò.
Dopo essersi rifocillati, ritornarono in albergo e si diressero ognuno verso la propria camera. Prepararono i bagagli e, dopo un ultimo abbraccio e saluto, si diressero verso la stazione. Qui, si separarono, prendendo ognuno il proprio treno.
Erano quasi le cinque quando Fabrizio ritornò nella sua amata Roma. Dopo esser sceso dal treno e uscito dalla stazione, prese un profondo respiro. Finalmente, era a casa.
Nonostante l'ora tarda, non si sentiva affatto stanco e decise di passare davanti allo stadio Olimpico. Quando se lo trovò di fronte, una gioia pazzesca lo pervase. Ancora, non poteva crederci che a giugno avrebbe suonato lì dentro.
Era sempre stato un sogno, un sogno magnifico che stava per diventare realtà. Ed era tutto merito delle persone che lo circondavano e sostenevano fin dall'inizio, da quando aveva iniziato ad esibirsi nei locali e pub. All'inizio, erano in pochi ma, col passare degli anni, il gruppo si era allargato sempre di più e aveva raggiunto traguardi incredibili.
Con la mente stranamente lucida, pensò che si aveva dedicato la vittoria a Libero ma c'erano molte altre persone che andavano ringraziate.
Erano quasi le sei quando raggiunse finalmente casa sua. Mentre apriva la porta, emise un sospiro di sollievo. Era tutto spento e regnava il più completo silenzio, segno che i suoi piccoli erano già nel mondo dei sogni.
Proseguì lentamente verso la stanza che divideva con Giada ed entrò, trovando la compagna profondamente addormentata. Gli dava le spalle e Fabrizio, facendo piano, si tolse i vestiti e s'infilò sotto alle coperte. Dopo aver circondato il corpo della donna con un braccio e posato la testa contro la sua schiena, il romano chiuse gli occhi, addormentandosi all'istante.
La mattina seguente, Fabrizio venne svegliato dalle urla gioiose di Libero e Anita che chiedevano di lui. Un sorriso gli comparve sulle labbra e, anche se intontito, registrò la voce di Giada dire: - Fate piano, bambini. Vostro padre è rientrato tardi stanotte -
-Ma mamma – protestarono in coro i due pargoli
-Niente ma mamma – li fermò Giada - Vostro padre ha bisogno di riposo. Sono stati difficili per lui, lo capite, vero? -
-Si, mamma -
-Bene. Adesso andate pure a giocare ma fate piano -
Quando i due pargoli furono fuori dalla sua visuale, la donna si diresse verso la propria camera da letto e rimase stupita nel vedere che il compagno era sveglio. Certo, si vedeva che era ancora nel mondo dei sogni però teneva gli occhi socchiusi e aveva un sorriso sulle labbra grande come una casa.
-Ben svegliato – disse, avvicinandosi al letto e stendendosi al suo fianco.
-Giorno – rispose lui, la voce roca e guardando negli occhi la compagna.
Giada l'abbracciò e gli posò un bacio sulle labbra, a cui lui rispose con piacere. Quando si staccarono, Fabrizio appoggiò la testa sul petto della donna che gli accarezzò teneramente i capelli.
Quanto gli era mancata quella quotidianità, quell'aria familiare che l'avvolgeva quando si trovava a casa. Durante quei giorni di fuoco appena passati, aveva sentito la mancanza di tutto quello: le risate dei suoi bambini, il profumo e gli abbracci di Giada.
Anche alla donna gli erano mancati quei momenti di tranquillità con Fabrizio, in cui poteva lasciarsi andare tra le sue braccia e sentire la sua presenza. Con due bambini da crescere e la lontananza di Fabrizio, era davvero difficile ritagliarsi dei momenti di calma e doveva sfruttarli al massimo quando capitavano.
-Tesoro? -
-Si, amore? -
-Complimenti per la vittoria- rispose lei –Tu ed Ermal ve la siete guadagnata-
Anche se non lo poteva vedere, la donna poteva immaginare il sorriso luminoso di Fabrizio. Quest'ultimo si allargò ancora di più quando la donna disse: - Sono felice che sei qui. Mi sei mancato tanto – dandogli un bacio tra i capelli.
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N.A E con questo capitolo, si chiude la parte dedicata a Sanremo 2018 anche se ci sarà ancora un extra dedicato a quel periodo. Ringrazio tutti coloro che hanno letto, commentato e votato la mia storia. Quando ho iniziato a pubblicare, lo facevo solo per me stessa e mai mi sarei aspettata un simile successo. Grazie davvero :)
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Fabrizio Moro - Raccolta di storie
FanfictionIl Festival di Sanremo era finalmente terminato e Fabrizio Moro, oltre a sentirsi soddisfatto da una parte e leggermente deluso dal suo settimo posto dall'altra, si sentiva veramente stanco. Mentre usciva dall'Ariston, senti il peso di quelle quattr...
