Capitolo 9 - Allenamento

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Entro nella sala dei combattimenti e spero che Eric abbia mantenuto la sua parola. Tra tutti gli iniziati Kevin è il meno robusto. E guardandolo combattere con Zeliah non ho notato grandi capacità in lui.

Se Zeliah ce l'ha fatta contro di lui non vedo perché non dovrei farcela io.
Eric comincia a parlare e io sbircio la lavagna dietro di lui. Trovo il mio nome e sorrido. Sono contro Kevin.
Alla fine allora ha mantenuto la sua parola.
Zeliah però dovrà battersi con Paul.

Oh no. Paul è tra i piu forti da quello che ho visto finora, spero che Zeliah ce la faccia.

«Trina e Nick, tocca a voi!» annuncia Eric.

I due si guardano ed entrano nell'arena. So che entrambi sono spietati con l'avversario.
Il loro incontro dura un'eternità, sembrano essere allo stesso livello. Finché Trina riesce in qualche modo a far cadere Nick e a colpirlo più volte alla mascella.

Lui si rialza pulendosi il sangue che gli esce dal naso sulla manica della felpa.
Eric gli dà il permesso di andare, mentra chiama Zeliah e Paul.

Mi mordo le labbra. Ho paura per Zeliah.

I due cominciano a combattere, e ogni volta che Paul colpisce la mia amica io sobbalzo. Lei si rialza più volte e continua a colpirlo, ma alla fine Paul la mette al tappeto.
Corro ad aiutarla ad alzarsi, ma Eric spedisce Paul ad accompagnarla in infermeria prima che possa offrirmi io.

Tocca a me. E sto tremando.

L'Intrepido chiama per la prima volta il mio nome. E quello di Kevin.
Raggiungo l'arena e guardo il mio avversario. Faccio un profondo respiro e colpisco per prima. Lui para il colpo, ma io continuo a colpire. Non ho paura di colpirlo.

Non so quanto duri il nostro incontro, non so per quanto tempo colpisco e paro i suoi colpi, ma ad un certo punto mi si presenta l'occasione perfetta. Riesco a posizionare un piede dietro il suo, continuo a colpirlo e replico la mossa di ieri con Eric.

Lo faccio inciampare e cadiamo entrambi. Non perdo tempo e lo colpisco alla mascella, finché Eric da lo stop.
Ho vinto.
Ho vinto!!

Kevin si rialza, demoralizzato. E senza chiedere niente se ne va.

Io voglio rimanere invece. Voglio vedere il combattimento tra Eric e Derick. Devo trovare i punti deboli di Derick, prima o poi dovrò combattere con lui. Spero mai, ma dentro di me so che mi toccherà farlo.

Mi siedo sul pavimento a poca distanza dall'arena.
Eric mi lancia un'occhiata, poi si volta e si concentra sull'Erudito.
Lascia che Derick faccia il primo passo, ma para subito il suo pugno.

Osservo attentamente entrambi. Derick è abile, ma Eric è più veloce. Sembra che legga nel pensiero del mio collega e sappia dove colpirà ancora prima che lui lo faccia.
Tempo cinque minuti e Derick si ritrova a terra, sovrastato da Eric.
Quest'ultimo gli porge la mano e lo tira su.

«Mi piace come combatti» gli dice «Alcune cose sono da sistemare, ma con la pratica migliorerai».
«Grazie». Derick sorride soddisfatto, dà un'ultima occhiata intorno ed esce dalla stanza, lasciandomi sola con Eric.

Mi alzo e raggiungo uno dei sacchi appesi al soffitto.
Mi posiziono e comincio a colpire.
«Da dove arriva tutta questa voglia di combattere, improvvisamente?».
Eric entra nel mio campo visivo.
«Arriva dall'avervi visto combattere» rispondo continuando a colpire «Se capito contro Derick o Paul sono morta».
«E se tu avessi combattuto come ti è solito fare io sarei già finita in infermeria, ieri» aggiungo stringendo i denti.

«Sei stata brava prima» dice. Per quanto ne so deve costargli molto dirlo.
«Non raccontiamoci palle, solo perché era Kevin».
«Il quale è stato battuto da due ragazze, se fossi in lui mi darei una mossa» aggiunge Eric, mentre io continuo a colpire quel sacco.

«Anche tu sei stato messo al tappeto da una ragazza» sottolineo facendo un sorrisetto.

«Era leggermente diverso» commenta acido.
«Sì, perché io non ho voluto colpirti in faccia» ammetto.
«Sta' attenta, Pacifica» mi ammonisce.

Alzo le spalle e riprendo a colpire quel maledetto sacco.

«Non puoi rimanere qui da sola» mi avvisa Eric.
«Non sono sola, c'è questo ragazzo così gentile, e dolce, e affettuoso, e simpatico che mi fa compagnia» rispondo con un sorrisetto.
«Da dove ti esce tutta questa voglia di parlare? Sei sempre silenziosa con tutti, non puoi esserlo anche con me?».

«Non ho amici qui dentro, tranne Zeliah» dico, mordendomi il labbro.
«È che quando parlo con te penso a come tenerti testa e nella mia mente non c'è posto per le altre cose. Sembra tutto un po' meno stressante» confesso smettendo di tirare pugni e abbassando gli occhi.

«Non sono la persona giusta per esserti amica» dice torvo.
«Quattro lo è?» chiedo.
«Assolutamente no».
«Saresti geloso?» chiedo sorridendo al pavimento.
«Sì, di non poterti zittire continuamente» ribatte secco.

«Come fai a capire dove il tuo avversario colpirà? Prima ti guardavo, sembrava leggessi nel pensiero a Derick».
«Esperienza, e prontezza di riflessi».
«Sembravi letale, con me non hai combattuto così» mormoro, quasi intimorita a parlarne.
«Con te ci sono andato piano».
«Quindi è vero» rifletto ad alta voce «Non sei così cattivo come vuoi far credere».

Lui alza le spalle e raggiunge il sacco vicino al mio. Comincia a colpirlo, apparentemente senza fare la minima fatica.
Lo osservo a bocca aperta.
«Pacifica, attenta alle mosche».
Ops.
Continuo ad osservarlo cercando di registrare ogni suo movimento. Se riuscissi ad imitarlo sarebbe perfetto.

Provo a replicare le sue mosse contro il mio sacco, ma non lo smuovo di un centimetro e in compenso rischio di cadere.
«Devi mantenere l'equilibrio» dice la voce di Eric da dietro la mia spalla.
Ha smesso di torturare il sacco.
«Girati così» dice piazzandomi le mani sui fianchi e posizionandomi meglio.
Poi mi afferra il braccio destro e me lo guida per colpire il sacco, la stessa cosa fa con il sinistro.
Cerco di concentrarmi sulla mossa che mi sta mostrando, e non sul suo respiro sul mio orecchio e nemmeno sul suo petto che è appoggiato alla mia schiena.

Il mio cuore ha preso il volo. Addio.

Eric si allontana leggermente e io riprendo a respirare. Non mi ero nemmeno accorta di star trattenendo il fiato.
Provo a replicare la mossa e questa volta non mi sbilancio.
Sorrido soddisfatta.
«Grazie, Intrepido».
Lui fa un cenno e torna al suo sacco.

Ricomincio a colpire, le mani che sbattono contro la pelle del sacco da pugilato, i piedi che si spostano avanti e indietro.
Sorrido mentre tiro pugni, sorrido perché se mi alleno so di potercela fare.

«Andiamo a pranzo?» chiede Eric, non so quanto tempo dopo.
Mi volto verso di lui «È un appuntamento?».
Lui mi fulmina con lo sguardo.
«Desiderio di morte, lo so. Ma è così divertente stuzzicarti».
Lui mi fissa torvo e mi si avvicina «Un giorno o l'altro ti chiuderò quella dannata bocca».

Mi afferra per il braccio e mi tira malamente verso la porta della stanza.
Mi trascina per il corridoio e io comincio ad avere paura di lui.
Per un secondo penso che mi porterà allo strapiombo, ma la mia testa si rifiuta di credere che lo farebbe davvero.

«Sta' attenta Pacifica, o finirai nei guai» mi avverte sibilando.
Siamo nel tunnel che porta al nostro dormitorio.
«Con te?» chiedo sottovoce.
«Non solo» risponde vago e mi molla davanti alla porta, voltandosi e andandosene prima di darmi il tempo di rispondere qualunque cosa.

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