Capitolo 32 - In missione

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«Come faremo ad entrare?» Uriah mi guarda, poi guarda Quattro.
«Credo che la via meno controllata sia saltando dall'edificio» risponde lui.
Ha ragione. Viene usata solo il Giorno della Scelta.

«Salteremo dal tetto. La rete è sempre al suo posto e non credo abbiano piazzato qualcuno lì. Ma presumo ci siano Intrepidi armati di guardia sparsi» Quattro ci guarda uno a uno.
«Una volta giù cercheremo di arrivare al centro di controllo e disattivare questa simulazione».

«Aspetta» dico. Do un'occhiata ai ragazzi davanti a me.
«Ve la sentite tutti di venire?» chiedo. Non voglio obbligare nessuno a rischiare la sua vita.
«Certo che sì» risponde Leah. Guardo gli altri, annuiscono tutti.

Quattro si alza e si affaccia alla porta del vagone, tenendosi alla maniglia.
«Ci siamo quasi» si tira indietro e con le dita conta quanto manca prima che il vagone arrivi all'altezza del tetto.

I primi a saltare sono Leah e Luke. Seguiti da Adam. Uriah si libra in aria mentre lui tocca terra.
Quattro mi guarda, mi afferra il braccio e insieme saltiamo.
Grazie al suo sostegno riesco ad atterrare in piedi e a non farmi male.
«Grazie» mormoro mentre raggiungiamo il cornicione.

Siamo tutti sul bordo a guardare giù. Tutti tranne Quattro. È un passo indietro.
Mi volto a guardarlo. Perfino al buio mi accorgo che è impallidito.
Senza dare nell'occhio mi avvicino a lui. «Paura dell'altezza?» mormoro.
Lui mi guarda, poi fa un cenno sofferto.
Adesso capisco perché quando lui è tornato a strappabandiera Eric sembrava deriderlo. È salito sull'albero nonostante la sua paura.
Può farcela anche adesso.

Gli sfioro la mano e stringo la sua «Saltiamo insieme, se vuoi».
L'angolo della sua bocca si inclina leggermente verso l'altro.
Lo sento fare un respiro profondo «Andiamo noi per primi» annuncia facendo un passo avanti e nascondendo la paura agli altri «Se ci sarà qualcuno saremo pronti a sparare».
«State attenti» raccomanda Adam dandogli una pacca sulla spalla.
Quattro stringe la mia mano e io stringo la sua. Saliamo sul cornicione mentre lui conta alla rovescia.

Quando saltiamo sento l'adrenalina scorrermi nelle vene, il vento mi soffia addosso facendomi rabbrividire.
L'atterraggio mi toglie il fiato. Rimbalzo più volte mentre guardo intorno a me in cerca di guardie armate. Ma non c'è nessuno.

Quattro mi lascia la mano e si trascina fuori dalla rete.
Mi avvicino al bordo e lascio che mi aiuti a scendere.
«Grazie, Pacifica» sussurra così piano che fatico a sentirlo. Faccio un sorriso.
Dopo qualche secondo una figura nera arriva come un proiettile sulla rete. Uriah scende e si unisce a noi.

Quando siamo tutti qui, con i piedi per terra, estraiamo le nostre pistole e imbocchiamo il corridoio.
Non incrociamo nessuno, almeno fino al Pozzo. Mentre stiamo percorrendo l'ultimo tunnel vedo una figura stagliarsi davanti all'ingresso del Pozzo.
Mi fermo subito, facendo cenno agli altri.

«Rimanete qui» sussurro. Impugno la pistola, il dito pronto sul grilletto, e mi premo contro la parete del tunnel. Il buio tra le poche lanterne che ci sono mi permetterà di essere quasi sempre nascosta.
«Aimeen no» protesta Quattro.
Mi giro e lo fulmino con lo sguardo, mentre Adam gli piazza una mano sulla spalla tenendolo lì.

Mi avvicino lentamente. Chiunque sia è girato dall'altra parte.
Sono a pochi metri quando riconosco i piercing sull'orecchio. Il cuore mi batte forte nel petto, è Eric.
Faccio qualche altro passo, la pistola spianata davanti a me, pronta a sparare. Se mai riuscirò a farlo.

Sono ad un metro da lui quando di colpo si volta e mi ritrovo a sentire del metallo freddo contro la tempia.
Per un attimo ho paura che anche lui sia sotto simulazione. Se è così non esiterà a spararmi.

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