Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
...
jimin rimase per terra per un paio di minuti, e realizzò solo dopo che il suo naso stesse sanguinando e che i suoi occhi stessero lacrimando. si lamentò e si girò su se stesso, cercando di alzarsi. si alzò e si pulì il naso con una manica.
"cazzo" sussultò dopo aver toccato il naso. ritornò dentro per pulirsi e si scordò di tutto ciò che era successo poco fa.
arrivato, si recò subito al bagno. entrò in uno di quelli vuoti. si guardò allo specchio e vide l'occhio gonfio ed il naso che ancora sanguinava.
"vabbé almeno non me l'ha rotto" disse, prendendo della carta igienica per pulirsi.
prese lo zaino e lo aprì. "e in più questi mi saranno utili." jimin prese degli occhiali da sole e se li mise. tolse lo sporco dai vestiti di yoongi, erano sporchi di erba.
"speriamo che hyung non si arrabbi. darò la colpa a qualcun'altro sennò." sospirò. finì di pulirsi tutto il sangue e tirò su col naso. fece una faccia strana dato che sentì l'odore del metallo.
si sistemò gli occhiali e uscì dal bagno. aveva storia ala prossima ora e la odiava dato che la professoressa lo rimproverò per averlo scoperto a mandare dei messaggi a yoongi.
camminò lungo i corridoi vuoti e già sapeva di esser fottuto dato che la lezione era già iniziata. ancora non capiva perché jungkook lo colpì. che aveva fatto di male?
"stai scherzando jimin? hai scelto qualcuno che conosci a malapena rispetto ad una persona che vedi tutti i giorni e la conosci da più tempo? vaffanculo, jimin. ho cambiato idea."
"ha cambiato idea su che cosa?" chiese a se stesso. "forse starò meglio senza di loro."
aprì la porta e vide la professoressa parlare alla classe. si guardò attorno e vide la classe fissarlo. notò il banco di taehyung vuoto.
"mr. park, che gioia vederla" sorrise sarcasticamente. annuì con un sorriso finto e si incamminò per andarsi a sedere ma la professoressa lo fermò.
"il preside ti vuole parlare" disse ad alta voce. molte persone urlarono 'ohhh!'. "sono molto delusa, jimin"
jimin si girò e sospirò. non capiva dove aveva sbagliato per meritarsi tutto questo. prima taehyung gli va contro e ora anche jungkook? e ora il preside?
si sentì gli occhi addosso mentre uscì dalla classe. fece questo piccolo percorso verso il suo ufficio e, arrivato, vide gli occhi inquietanti del signore puntati verso di lui.
sentì un rumore di scarpe e la sua attenzione finì su taehyung.
"si sieda, park jimin", fece cenno di avvicinarsi alla sedia di stoffa rossa vicino a quella in cui era seduto taehyung.
jimin si tolse lo zaino dalle spalle e si sedette. sistemò gli occhiali da sole e guardò il preside.
"si tolga gli occhiali, jimin" disse.
taehyung sorrise. "gli ubbidirei se fossi in te".
"taehyung, basta così" alzò la voce.
jimin deglutì e si tolse gli occhiali scuri, mostrando il suo occhio gonfio e quasi violaceo. taehyung si schiarì la voce e jimin lo sentì bisbigliare tra sé e sé qualcosa su jungkook.
"cioccolatini?" chiese, porgendogli una vaschetta piena.
jimin si leccò le labbra e sentì la sua pancia brontolare. probabile che il preside abbia sentito dato che gliene mise un paio nella mano.
il ragazzo scartò i cioccolatini e se li mise in bocca, era da giorni che non mangiava qualcosa di così buono.
taehyung rise. "sarà stata la prima cosa che ha mangiato dato che non mangia da giorni, culone" intrecciò le dita e rise.
jimin lo ignorò. stava morendo di fame e non gliene fregava se gli poteva far stare male la cioccolata. gli bastava che quel dolore sparisse del tutto.
"jimin," mise le mani sopra la cattedra. jimin lo guardò, mentre si mise in bocca l'ultimo cioccolatino. "sai perché voi due siete qui?"
jimin scosse la testa.
"sono sicuro che tu abbia visto del video che sta girando per la scuola", si chiarì la voce e prese il computer, mostrandogli il video di lui e yoongi baciarsi.
jimin deglutì. "merda."
taehyung rise. "sono qui per aver postato quel video? perché a me non me ne frega della punizione che lei mi darà, la qualità del video è davvero buona"
"e se lui è qui per averlo postato, io perché sono qui? per sentire delle scuse? perché sarebbe bello" jimin sospirò e si girò verso taehyung che lo guardò ridendo ancor più forte.
"no, devi scusarti alla scuola"
taehyung non smise di ridere e jimin fece una faccia confusa. "perché? non gli ho mica chiesto di registrarmi, né di postarlo!"
"non c'è bisogno che tu alzi la voce," li disse il preside.
"non ha senso darmi una punizione" disse.
"il tuo video è la causa della distrazione da parte di altri studenti. baciare un raga-ragazzo è disgustoso e dovresti essere punito"
"disgustoso? non sono io quello disgustoso, tu lo sei" jimin si alzò e indicò il preside.
l'uomo restò impalato. "è meglio che tu torni in classe, chiamerò i tuoi genitori per dirgli della tua punizione"
"figlio di-"
"troia."
...
jimin se ne andò a casa. domani sarebbe dovuto stare in punizione . gli rimase solo oggi come ultimo giorno di libertà perché aveva allenamento. fortunatamente, taehyung e jungkook non si fecero più vedere.
sapeva di dover fare dei giri di corsa in più . ma chi lo avrebbe detto? avrebbe scelto il calcio a yoongi? ma per favore.
aprendo il portone di casa, si tolse le scarpe. andò in cucina per prendere dell'acqua e suo padre stava seduto a leggere un giornale e sua madre stava dall'altro lato a bere del vino rosso.
"tutto bene?" chiese jimin sedendosi.
"sei in punizione? non ti ho educato così, jimin" disse il padre.
"non ci ho fatto apposta, il preside era crudele! ed è omofobo!" jimin rispose, dando un pugno al tavolo.
il padre di jimin lo prese. cercò di liberarsi ma la presa divenne più forte.
"se non fossi gay" suo padre alzò gli occhi al cielo. "è per caso quel min yoongi?, se è così, beh non voglio più vederlo in questa casa"
"tesoro, è un po troppo" disse la madre, alzandosi.
la guardò dritta negli occhi. "ha quasi diciott'anni. è a conoscenza di fare certe cose con un- un ragazzo strano che non gli potrebbe mai dare un futuro brillante"
"non è vero, papà!" disse, per poi liberarsi dalla presa. la madre sospirò ed il padre rise.
"hai ragione. ti ha portato da una parte- anzi da una cosa"