Impaziente e con un sorriso stampato in faccia, Sarah aspettava l'arrivo della nave.
Così rimase ad attenderla sulla piccola panchina tenuta a pochi metri di distanza dal punto di approdo delle navi, dondolandosi avanti e indietro come se quella panchina potesse magicamente diventare un'altalena.
Quel giorno c'era parecchia confusione in porto, ma quasi non ci fece caso, perché il suo volto era intento a scrutare all'orizzonte anche quella piccola nave che potesse assomigliare minimamente a quella che tanto attendeva.
Poco dopo a raggiungerla fu la madre, con in mano un piccolo cesto da pranzo.
Sedendosi accanto a Sarah, senza disturbarla da ciò che faceva, sorrise, quasi come per condivere con lei quel momento.
A differenza di Sarah, la madre Catherine, era castana e dagli occhi di un marrone chiaro, dal sorriso smagliante e una pelle chiarissima, dovuta alla sua salute cagionevole.
Una donna bellissima, come una "pricipessa delle fiabe" amava definirla così Sarah, che l'aveva sempre ammirata, sin da piccola.
Sarah si era sempre ritenuta una bambina fortunata, nata in una famiglia felice e unita. Vedeva, o meglio, cercava di vedere sempre il lato positivo delle cose.
E quel giorno, niente avrebbe potuto frantumare il suo giorno felice con il ricongiungimento di tutta la famiglia.
Lei già se lo immaginava: immaginava la nave approdare e veder scendere i suoi fratelli: Rick e Met. Più grandi di qualche anno rispetto a Sarah, se pur gemelli, erano molto diversi tra loro.
Rick era sempre stato considerato il più maturo tra i due e prendeva ogni cosa troppo seriamente.
Beh si, forse finiva con l'arrabbiarsi parecchio se una cosa non andava come previsto, ma per il resto cercava di mantenere sempre una certa calma in ogni cosa che faceva. In fondo, era un ragazzo gentile e dal cuore tenero, anche se aveva difficoltà a mostrarlo. Aveva i capelli rossi e gli occhi verdi, proprio come il padre.
A differena sua Met, invece, ricordava fisicamente la madre, ed era sempre molto vivace e sorridente. Attento e onesto, faceva ogni cosa con molta sincerità e ingenuità.
Ovviamente Sarah immaginava soprattutto l'arrivo del padre e il suo caldo abbraccio, a cui macava molto, e i suoi racconti, sempre di nuovi e pieni di vita e di emozioni. Insomma, Sarah non poteva chiedere di meglio quel giorno, e con il cuore colmo di speranza, strinse nella mano il ciondolo che aveva al collo, a cui era molto affezionata, perché l'aveva sin da piccola, anche se purtroppo non era mai stato in grado di aprirlo.
L'unico metodo, l'avrebbe potuto danneggiare e lei ci era troppo affezionata, perché era il regalo fatto dal padre il giorno della sua nascita... o meglio, era quello che aveva sempre creduto.
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L'improvvisa verità #Wattys2016 [SOSPESA/IN REVISIONE]
AdventureCOPERTINA STUPENDISSIMA DI @AL_HAVEN (GRAZIE SIS) La vita scorre spensierata nella casa di campagna dei Welch abitata da Sarah, i suoi genitori e i suoi due fratelli almeno fino al giorno in cui questa felicità non viene spezzata da una tragedia. Lo...
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