8- Mary?

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Il Sole si stava via via sempre più nascondendo dietro quel lontano mare, allontanandosi dalla città, mentre insieme al tramonto, un vento freddo arrivava, avvolgendo tutto il paese.
In quel momento Sarah si trovava di fronte a due completi sconosciuti, eppure, era successo qualcosa.

-Mary?- chiese confusa Sarah.
-Mary, allora... non siete morta- aggiunse lentamente Albert, che ancora non credeva ai suoi occhi.
-Non capisco- intervenne Jim, che rifletteva su ciò che aveva appena sentito.
-Lei... una Lastrade? Albert, ti rendi conto di che stai dicendo?- commentò Jim in tono contorto, ancora insicuro sul aver sentito quel nome uscire dalla bocca del maggiordomo.

Sarah guardava attonita la scena, come se la cosa non la riguardasse.
Albert intervenne di nuovo -Signorina Mary, non si ricorda di me?... no, non può, era così piccina- un piccolo, ma caldo sorriso comparve sul viso di Albert che si avvicinò a Sarah.
Ma Sarah ne fu stranamente intimorita, e guardando il sorriso sul volto di Albert, fu di colpo presa da uno strano sentimento. Poi, un veloce flashback comparve nella mente di Sarah, seguito da un qualcosa di spaventoso.
Sarah ne fu terrorizzata e, indietreggiando, cadde nuovamente, senza distogliere lo sguardo di terrore da quella persona. Perché? Eppure non era Albert di per sé a spaventarla, ma un qualcosa di ancora più profondo che ebbe paura di scoprire.
Chiuse gli occhi, scacciando quelle strane immagini dalla testa.
Balbettò: -Mi... mi dispiace, ma ha sbagliato persona, co-come ho già detto mi chiamo Sa-Sarah Welch, ecco, perciò... ADDIO!
E, urlando quel saluto, corse via, dirigendosi verso casa.

-Mary!- gridò Albert.
Ma, mentre Jim vedeva allontanarsi velocemente Sarah, i suoi occhi caddero su due omoni sospetti che da lontano seguivano la scena.
-Albert, eccoli!- il ragazzo iniziò a rincorrerli una volta che questi, accortesi di esser stati scoperti, cercarono di dileguarsi nella folla.
Albert, che era tentato di seguire Sarah, non potè far altro che andar dietro a Jim.
E con un: -Aspetti Signorino James!- si diede inizio all'inseguimento.

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Sarah si trovava di fronte la porta di casa, prima di entrare doveva mettere un po' in ordine i pensieri.

"Mary?! Perché quel signore mi ha chiamato così? Sicuramente si sarà sbagliato, già. Che assurdità! Eppure, il suo viso mi ricordava qualcuno..."
A ciò, nella mente di Sarah, ricomparvero quelle scene confuse: un incendio, qualcuno che correva e la teneva stretta tra le braccia e... Sarah ritornò alla realtà, spaventata da qualcosa a cui non riusciva a dare una spiegazione.

"Calma, sicuramente è solo frutto della tua immaginazione. Già, meglio dimenticarcene, tanto non avrò mai più nulla a che fare con quelle strane persone" tentò di rassicurarsi.
Varcò la porta di casa, dove a travolgerla fu un buonissimo odore di cibo.

In cucina c'erano Rick e Met, quest'ultimo, era ancora impegnato ai fornelli, mentre Rick era a tavola a gustarsi una buonissima fetta di carne. I due parlavano divertiti:

-Sì, esatto Rick, dovevi vedere che cosa mi ha detto quel venditore per scusarsi, non sapeva più cosa dire...- rise Met, intento a raccontare un antefatto divertente.
-Scherzi? Il vecchio Jack ha fatto una faccia da paura quando per sbaglio ho combinato un casino nel campo. Aveva quell'espressione da pazzo omicida, voleva mangiarmi, e mi sono dovuto trattenere dal ridergli in faccia non appena ha iniziato a sbraitare come un cane rabbioso- raccontava Rick, tra un boccone e l'altro -A proposito Met, ma quando torna Sarah? forse dovremmo...

Rick non finì in tempo la frase perché Sarah entrò in cucina, salutando felicemente, mentre cercava di dimenticarsi dell'accaduto di pochi istanti prima.
-Sono tornata! Met ecco qui, sono riuscita a trovare quasi tutto- appoggiò la cesta sul tavolo.
-Finalmente ti sei degnata a tornare, ce ne hai messo di tempo!- la rimproverò Rick.

Sarah non rispose, corrugò la fronte e, frustrata, si sedette su una sedia vicino al tavolo.
-Suvvia, l'importante è che non sia successo niente e che abbia comprato quello che ci serviva, anche se, visto che ci mettevi troppo, ho fatto un'altra cosa con quello che avevamo e con quello che Rick ci ha portato- le sorrise Met.
-Il vecchio Jack me l'ha dato come premio per il mio ottimo lavoro- rispose Rick, compiaciuto.
-Ma come!? Pensavo che avresti cucinato il mio piatto preferito...- si lamentò Sarah, incrociando le braccia.
-Ti prometto che lo cucinerò domani per te- aggiunse Met, che nel frattempo le aveva portato davanti uno squisito piatto di carne.

Sarah non poté che accontentarsi, così fini con l'addentare voracemente la cena.
Rick sorrise, era contento di vedere che tutto si stava sistemando poco a poco.
Si alzò per posare il suo piatto, ormai finito dapprima che Sarah rientrasse, mentre Met era impegnato a disfare la spesa fatta dalla sorella.
-Sarah, ma cosa è successo? Le uova sono tutte rotte, per non parlare del fatto che sembra ci sia passato un uragano dentro questo cesto!- esclamò Met, tirando fuori dal cesto la mano unta di olio.
-Eh, davvero? Pensavo che non si fosse rotto niente... è tutta colpa sua!- batté un pugno di rabbia sul tavolo Sarah, mentre focalizzava nella mente il viso di Jim.
-Cosa è successo questa volta?- domandò Met, sospirando.
-Non è stata colpa mia! Un ragazzo non guardava dove andava e ha finito con il farmi cadere!- rispose in modo secco Sarah.
-E tu guardavi?- intervenne Rick, che seguiva superficialmente la conversazione, impegnato a pulire le stoviglie.
-Ma è stata colpa sua! Doveva essere uno di quei ragazzini viziati. Pensate che aveva persino un maggiordomo...
-Davvero? Raro da queste parti- anche Met faceva poco caso a quello che ora diceva Sarah, più che altro si ripeteva tra sè che se lo sarebbe dovuto aspettare nel mandarla da sola a fare la spesa.
-Già, quello strano tipo poi... mi aveva confusa anche con qualcun'altra. Com'è che mi aveva chiamata?... Mary qualcosa, Lastrade, penso. Che stupidaggine!
Sarah continuò a mangiare inconsapevole di quello che aveva appena detto.
Ma le sue parole non erano sfuggite alle orecchie dei fratelli che, fermandosi di colpo, erano rimasti impietriti, mentre lo stupore e il terrore si disegnavano sui loro volti.

-Co... come ti ha chiamato?- balbettò Met.
Rick nel frattempo aveva fatto cadere un piatto, lasciando che si frantumasse sul pavimento. Eppure, non aveva ancora fatto niente per rimediare al danno: era ancora preso dalle parole di Sarah.
-Che avete? Rick, Met? Perchè fate quelle facce? C'è... c'è qualcosa che devo sapere?- e dopo quell'ultima domanda, un'atmosfera, ancor più pressante, calò in quella stanza.

Forse, c'era davvero qualcosa che sapevano i fratelli che Sarah non conosceva.

L'improvvisa verità #Wattys2016 [SOSPESA/IN REVISIONE]La tua prossima ossessione. Scoprilo ora