Con un grosso sorriso stampato in faccia, Sarah camminava per la larga e affollata strada di città, avendo stretto nella mano un grosso cesto con all'interno i vari ingredienti richiesti da Met.
Sarah per un attimo si fermò e guardò il Sole.
"Tra poco tramonterà, devo fare in fretta, Rick e Met non vogliono che stia in città da sola quando è scuro"
Ma le sue parole erano in contrasto con i suoi sentimenti, perché a Sarah piaceva tanto guardare il tramonto: le sembrava come se quella frenetica città, con il calar del Sole, si calmasse, lasciando che il Sole, sfinito di quella lunga giornata, andasse a riposare dietro quel blu immenso del mare, che si poteva ammirava da lontano.
Uno spettacolo magnifico.
I suoi passi ripresero, mentre era intenta a leggere concentratissima la lista data da Met.
-Ok questo l'ho preso, anche questo e questo. Questo non ricordo, forse sì, questo non c'era...
Sarah etichettava tutto con "questo" mentre parlava tra sé per non dimenticare.
Non faceva caso a dove andava, troppo concentrata; non voleva che scordasse di comprare niente, perché anche lei era ansiosa di mangiare la cena squisita fatta da Met.
Lo aveva già capito: quegli ingredienti servivano per il suo piatto preferito e niente l'avrebbe resa più felice in quel momento.
In mezzo a quella folla, Sarah tentava di non lasciarsi distrarre, anche se spesso veniva urtata.
Doveva stare attenta a dove camminava, e quello che venne dopo ne fu una chiara dimostrazione.
Nella direzione cui andava, dalla parte opposta, correva a tutta velocità un ragazzo, ma non guardava davanti a sé, perché i suoi occhi erano impegnati a scovare qualcosa o qualcuno.
I due finirono inevitabilmente per scontrarsi.
Ci fu un tonfo, capitò d'un tratto e, senza neanche accorgersene, Sarah si ritrovò a terra. Ci volle qualche secondo per capire cosa fosse successo.
"Accidenti, qualcuno mi ha urtato, spero solo che la spesa..."
-Ah!- Sarah si alzò di scatto per rendersi finalmente conto che ogni cosa che aveva dentro quel enorme cesto, ora era tutto rovesciato a terra.
-Oh no, e ora che faccio?!- e mentre raccoglieva il tutto velocemente, sperava che niente si fosse rotto.
Ancora non si era resa conto che la sua povera vittima era ancora lì presente, distesa a terra.
-Ahi, ahi, ahi, accidenti che botta- di fronte a Sarah si alzò lentamente qualcuno -Ho colpito... un elefante?
La ragazza si arrestò di colpo -Per sua informazione è stato lei a venirmi addosso e...
Sarah si voltò, non finì la frase, distratta dallo stupore di chi aveva colpito.
Era un ragazzo, e doveva avere all'incirca la sua stessa età, con la differenza che era molto alto, quasi quanto i fratelli.
Aveva i capelli neri corvini scompigliati da vento, mentre gli occhi erano di un profondo nero pece.
Era il ragazzo più bello che avesse mai visto in tutta la sua vita.
Sarah ritornò sulla terra e abbassò lo sguardo. Non sapeva il perché ma si sentiva in imbarazzo.
-Scusa, non guardavo dove andavo e ti ho urtata- si scusò.
-Figurati- disse il ragazzo dai modi un po' freddi e indifferenti, mentre raccoglieva il cappello e lo spolverava con la mano.
"Che maleducato, potrebbe almeno scusarsi! E' stato anche lui che mi è finito addosso" pensò Sarah, nascondendo la faccia irritata, ma si sentiva anche in colpa per averlo fatto cadere.
Continuava a raccogliere le altre cose da terra, mentre il ragazzo, con una mano dietro la nuca, sospirò -Accidenti, li ho persi di vista...- mormorò tra sé.
Vide un pacco di farina per terra e lo raccolse -Ehi, elefante, guarda che ti è caduto questo.
-Come?! Per tua informazione mi chiamo Sarah... ma grazie.
E mentre il ragazzo porse la mano per rendergli l'oggetto, da lontano, un uomo vestito elegante, con un bastone in mano, correva a gran velocità e urlava -Signorino James! Signorino James!
In realtà era un po' buffo, soprattutto vestito in quella maniera. Doveva essere un uomo di oltre mezz'età visto i capelli grigi e i suoi modi di fare. Eppure, nonostante tutto, era veloce.
E mentre chimava a gran voce il "Signorino James" si avvicinò al ragazzo che aveva appena scontrato Sarah. Appena raggiunto, ci volle un po' prima che riprendesse fiato: l'età si era fatta sentire.
-Albert, quante volte ti ho detto di non chiamarmi signorino James? Ti ricordo che siamo in incognito, chiamami solo Jim! E poi perché sei ancora vestito così?! Guarda che dai ancora più nell'occhio!- sussurrò nell'orecchio del povero Albert, ancora intento a riprendere fiato, piegato in due.
-Mi scusi signorino, è solo che non l'avevo più vista e così...
-Sì, sì- rispose indifferente il ragazzo.
Sarah non voleva disturbarli, ma andarsene senza dire niente sarebbe stato peggio.
-Ecco, io ora dovrei andare...- disse con un sorrisetto forzato.
-Oh- Solo in quel momento il maggiordomo Albert si rese conto della presenza di Sarah. Per un attimo la osservò distrattamente, ma poi la guardò con molta più attenzione.
E sul suo viso si mostrò un'espressione di stupore e sorpresa. Rimase come pietrificato, mentre guardava Sarah a occhi sgranati.
-Albert, che hai?- chiese Jim.
-Quel ciondolo...- rispose l'uomo, indicando il ciondolo che portava al collo Sarah -lei...
-Lei cosa Albert?- chiese nuovamemte Jim, confuso.
-Mary... Mary Lastrade- il maggiordomo chiamò così Sarah, mentre lo stupore sorse sui volti dei presenti.
Un silenzio improvviso calò sui tre, mentre la ragazza confusa aggiunse: -Mary?
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L'improvvisa verità #Wattys2016 [SOSPESA/IN REVISIONE]
AventuraCOPERTINA STUPENDISSIMA DI @AL_HAVEN (GRAZIE SIS) La vita scorre spensierata nella casa di campagna dei Welch abitata da Sarah, i suoi genitori e i suoi due fratelli almeno fino al giorno in cui questa felicità non viene spezzata da una tragedia. Lo...
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