Mi sveglio e guardo l'ora.
Sono le 7.30.
-Benissimo, sono in ritardo di nuovo!- mi rimprovero da sola.
-Tu sei sempre in ritardo...e si, anche ritardata mentalmente, idiota!-
-Dov'è finita quella parola famosissima chiamata da tutti autostima?!-
-Giù per il cesso, signorina Willow Johnson.- mi sfotte per l'ennesima volta.
Lascio perdere la mia coscenza e mi butto giù dal letto. Mi vesto con un leggins nero e una felpa verde scuro con delle scritte illeggibili bianche e mi dirigo in cucina. D'altro canto siamo già a Settembre e fa già un po' freschino. Non sento nessun rumore e camminare da sola per un corridoio con il pavimento che scricchiola quando fuori è ancora un po' buoio e non trovare l'interruttore della luce vi assicuro che non sia la cosa più piacevole del mondo...Non lo è per niente.
Continuo pian piano a tranquilizzarmi e cammino finché non vedo un'ombra muoversi. Mi si mozza letteralmente il respiro. Inizio a camminare a passo di formica e appena giro l'angolo per la cucina sbuca fuori mia mamma.
《Santissima cotoletta della nonna schiacciata nel ketchup!》urlo mettendomi una mano sul petto dal forte spavento.
《Sta zitta Will, le tue sorelle dormono ancora! Vuoi dei pancake tesoro?》mi rimprovera mia mamma sussurrando.
-Bipolarismo cheeeck...- penso
-Ecco da chi hai preso.- la lascio perdere e rispondo a mia madre che sta ancora aspettando una risposta.
《Emh si, grazie. Magari sarà la mia ultima colazione decente prima di partire per l'Accademia.》le rispondo sorridendo andando davanti al frigo aiutandola a preparare l'impasto.
Ebbene si, ho deciso di assumermi le mie responsabilità e ho deciso di andare all'USMA. Andrò lì e mi farò valere per me e la mia famiglia. Ho comprato il biglietto per il viaggio online; vado a prendere il computer in salotto e controllo l'orario. Il treno parte tra esattamente... un'ora fa?! Che cosa!???
《Mamma!!》urlo fregandomene altamente delle mie sorelle.
《Dimmi Will, che vuoi?! Non ho tempo per venire continuamente da te, ho altre cose da sbrigar...hey tesoro, che cos'è successo?》si avvicina a me e mi abbraccia forte solo come lei sa fare.
《Il treno è già partito da un'ora, ho sbagliato a vedere l'ora.》le dico singhiozzando leggermente. Non voglio perdere questa occasione che ho 'magicamente' avuto.
《Oh tesoro, mi dispiace tanto. Se vuoi posso chiamare Ben! Lo vado a chiamare subito!》mi dice risolvendo, come sempre, le cose.
Ben è mio zio, è molto buffo e divertente e non ti dice mai di no.
Speriamo bene.
Dopo aver finito di fare colazione, salgo le scale ed entro nelle stanze delle mie sorelle per salutarle per bene. Al telefono Ben ha detto a mia madre che mi verrà a prendere appena finirà di dar da mangiare a Penelope.
Vi state chiedendo chi è Penelope?
È la sua gallina. E con questo ho detto tutto.
Entro sia nella camera di Rachel e Faith che in quella di Charlie, ma le do a testa solamente un bacio sulla fronte avendole già salutate con tanti calorosi abbracci la sera prima.
Esco facendo attenzione a non fare rumore ed entro nella stanza affianco, quella di Lily e Lilian. Hanno entrambe 5 anni, ma Lily è nata a febbraio, ha i capelli biondi ricci e gli occhi azzurri e Lilian è nata a novembre, ha i capelli neri lisci e gli occhi marroni, presi dalla nonna. Sono entrambe una forza della natura e senza di loro non sarebbe lo stesso. Entro in punta di piedi e dando a entrambe un bacio sulla guancia. Infine entro nella camera di Scar; lei è la sorella che tra tutte, alla notizia, ci è rimasta peggio. Mi chiudo la porta alle spalle e mi giro verso di lei pensando di trovarla a dormire con la bava alla bocca come suo solito, ma me la ritrovo seduta con le lacrime agli occhi.
《Scar, non piangere che poi piango anche io...》dico ridacchiando avvicinandomi a lei e asciugandole le lacrime salate sulle guance con i pollici. Si lancia letteralmente su di me e mi stringe con tutta la forza che possiede nelle braccia continuando a piangere senza sosta, tanto da far piangere anche a me.
《E come faccio? Come faccio senza di te, nonostante tu mi stia sulle palle sei sempre una sorta di seconda madre per me》mi dice singhiozzando tra una parola e l'altra.
《Hey,
I know there are somethings we need to talk about
And I can't stay
Just let me hold you for a little longer now
Take a piece of my heart
And make it all your own
So when we are apart
You'll never be alone
You'll never be alone...》le canto all'orecchio il ritornello di un'ipotetica canzone che inventai qualche giorno fa. Sperando che mi senta, dico
《Ti voglio bene Scarlet, continua il lavoro da sorella maggiore che ho iniziato io, ma non finirlo; ritornerò presto.》e le bacio la fronte con delicatezza.
《Anche io, promesso.》mi dice tra il dormiveglia. Esco dalla sua stanza, prendo la mia piccola valigia rigorosamente nera e dopo aver stritolato mamma e aver subito il solito discorso sul "fare attenzione", mi dirigo all'Accademia accompagnata da mio zio, che oggi è in particolare vena di battute.
《Ah, senti questa Willo...il marinaio spiegò le vele al vento, ma il vento non capì...eh? Eh!》dice ridendo. Non so cosa ci trovi di divertente e poi non capisco perchè si ostina a chiamarmi Willo...è un soprannome orribile.
《Cos'è che da giallo diventa rosso?》mi chiede stingendo il labbro inferiore tra i denti per non ridere.
《Non lo so, zio Ben, dimmelo tu.》dico esasperata solo per renderlo felice.
《Un pulcino nel frullatore.》dice diretto per poi scoppiare a ridere appena vede la mia faccia basita.
-Ma cosa ci trova di divertente? È un scena orribile!- penso.
《Ma cosa ho fatto di male nella vitaaaa?!》dico stizzita e inorridita.
Seven hours later... (leggetelo alla Spongebob)
Per puro miracolo siamo arrivati. Dopo aver ascoltato 3 volte il disco dei Queen, anzi, dopo aver ascoltato 3 volte il disco dei Queen cantato dallo zio Ben, dopo esserci fermati in 4 autogrill solo per la sua piccola vescica, dopo aver sentito le sue battute orribili e dopo avergli spiegato 7 volte dove eravamo diretti e perché, siamo riusciti ad arrivare sani e salvi. Sono all'entrata dell'accademia e dopo aver salutato per bene lo zio, due militari mi portano all'entrata.
-Ci potevo anche andare da sola...- penso.
-Ti saresti persa di sicuro.-
-Mmm...si, in effetti.-
Mi risveglio dai miei pensieri e mi dirigo in una specie di segreteria, non saprei come chiamarla e chiedo al militare li presente informazioni.
***
Spazio piccioni!
Will partirà! Siete contenti? A parer mio lo zio di Will entrerà nella storia e di dico un piccolo spoiler...lo rivedrete.
Ci sentiamo lettrici e lettori!
STAI LEGGENDO
|La Militare|
FanfictionWillow Johnson, ragazza di 17 anni e prima di sette sorelle, viene chiamata dalla USMA, una famosissima accademia militare americana, per migliorare la situazione economica della sua famiglia, ma a causa di un piccolo errore tempistico, sbaglia l'or...
