Laura, una diciannovenne che ha appena terminato le scuole superiori, è alla ricerca della libertà e della realizzazione personale: vuole continuare l'università e farsi una vita da sola.
E se arrivasse un ragazzo a sconvolgerle i piani?
La sera dopo Ecco, il dubbio di cosa indossare. Opto per degli shorts di jeans e un top elegante. Alla fine è un'uscita tra amici. E devo farlo capire anche a lui nel caso si faccia strane idee.
Mentre mi aggiusto i capelli, mi arriva un suo messaggio.
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Gli rispondo con un "Perché dovrei?" ed esco di casa. Lui mi scrive che già sta aspettando davanti la pizzeria dove avevamo accordato di andare. Così accelero il passo, per non fare una brutta figura. Quando finalmente sono nei pressi della pizzeria, vedo lui che cammina verso la mia direzione.
«Signorina vampiro, non me l'aspettavo da lei un ritardo, sa?»
Soffoco una risata, e dico «Andiamo a mangiare che è meglio!», Lui sorride e, insieme, entriamo in pizzeria e ci sediamo a un tavolo con vista sul mare.
«Non penseranno male?» dico io che, per mio difetto, mi preoccupo sempre del giudizio altrui.
«Anche se fosse, quale sarebbe il problema?»
«Ma tanto noi siamo amici, perché dovrebbero pensare male?»
«Già, perché dovrebbero?», dice quasi deluso. Non capisco perché. Cosa si aspettava che fossimo dopo pochissimo tempo?
La serata trascorre tranquilla, tra battute e confidenze. Ci confidiamo, raccontando delle parti delle nostre vite e riusciamo addirittura a scherzarci su. Sembra che si alleggeriscano i problemi, sembra che ci comprendiamo a vicenda come mai nessuno aveva fatto, sia da parte mia che da parte sua.
Finiamo la cena, che lui decide di offrire, e sono pronta a salutarlo, quando Christian si offre di accompagnarmi a casa.
«Perché? Guarda che conosco la strada di casa mia!»
«Io no, però!»
Ho capito dove vuole arrivare, vuole sapere dov'è casa mia. Così accetto di farmi accompagnare, aggiungendo che un giorno anche io avrei voluto vedere casa sua.
Per arrivare a casa mia, da quella pizzeria, si impiegano cinque minuti. Lui è sorpreso, infatti esclama:«Ma com'è possibile?»
«Cosa?»
«Che casa tua sia così vicina e hai fatto quindici minuti di ritardo!»
Faccio spallucce, e lui sorride. Decido, così, di congedarmi e lo saluto con un cenno e lo ringrazio della bella serata. Lui fa altrettanto e mi saluta a sua volta.
Mentre mi spoglio per indossare finalmente il pigiama, il telefono vibra: è arrivato un messaggio. Da lui.
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Invio anche io la buonanotte e spengo il telefono, abbandonandomi al sonno.
•*¨*•.¸¸☆*・゚•*¨*•.¸¸☆*・゚ Spazio autrice •*¨*•.¸¸☆*・゚•*¨*•.¸¸☆*・゚ Vi volevo intanto ringraziare per il sostegno ricevuto fino ad ora. Questa volta non mi dilungo troppo, dico solo che spero vi piaccia com'è impostato il libro e la storia. Fatemi sapere, a voi i voti e i commenti!