La mattina seguente
Sono le 8.30.
È tardi, alle 9.00 ho l'appuntamento al lungomare con Christian.
Fortunatamente, il lungomare dista pochi minuti da casa mia.
La domanda che mi pongo è: riuscirò in mezz'ora a prepararmi e arrivare puntuale?
Mi lavo la faccia e i denti, anche se non ho fatto colazione ho l'abitudine di lavarli sempre.
Mi vesto con un pantaloncino di jeans e una canottiera nera.
Come accessorio, opto per un orologio dorato e noto che sono le 8.45.
Ho il tempo di fare una coda di cavallo veloce ed esco di casa.
Alle nove esatte sono all'inizio del lungomare. Cerco di fare più in fretta possibile a raggiungere la panchina.
Da lontano, intravedo lui seduto che osserva il mare.
«Christian!», lo chiamo da lontano a voce alta.
Lui si volta verso di me e mi saluta, alzandosi.
Quando lo raggiungo, ci abbracciamo.
Mi mancavano i suoi abbracci, le sue braccia e il suo calore.
Mi mancava il suo odore, il suo sguardo su di me.
Semplicemente mi mancava lui.
Quando ci sediamo, mi guarda meglio.
Io arrossisco, ma lui all'improvviso inizia a ridere.
«Perché ridi?»
«Ma ti sei vista?», dice indicando i miei capelli.
«Ah, grazie», dico fingendo di essere arrabbiata.
Anche se ho fatto la corsa per arrivare al lungomare e i capelli si sono un po' scomposti, non era questa la reazione che mi aspettavo.
«Però c'è da dire che tu anche con i capelli tutti arruffati sei una favola»
Rimango destabilizzata da quel complimento inaspettato.
Mi limito a rispondere un "Grazie" e arrossire nuovamente.
«Mio fratello mi ha detto che ti ha vista l'altro giorn...»
Si ferma perché inizio a parlare io.
«Si, prima che inizi a parlare tu, parlo io. Esattamente, è stato ieri...Ha iniziato a parlare con me e mi ha anche baciata a un certo punto, ma mi sono ritratta subito perché ho pensato a te e a come ci saresti rimasto. Se lui ti ha detto un'altra versione dei fatti non lo so, ma posso giurare che questa è la verità»
«Perché hai pensato a me?»
«Perché non voglio perderti come amico»
«Non mi perderai. Ci ho pensato e...voglio solo la tua felicità, per questo se vuoi...puoi frequentare mio fratello, tanto io resterò il tuo migliore amico, giusto?»
«Giusto», e lo abbraccio. Non posso credere che abbia detto quelle parole. Si nota che mi vuole bene.
«Quindi tutto chiarito?», dico per averne la sicurezza.
Annuisce e sorride.
Non posso far altro che sorridere anche io, è tutto a posto e non posso crederci.
Non parliamo del tempo passato separati, ma delle emozioni dello stare separati, che sono quasi le stesse: noia, tristezza e soprattutto tanta, tanta mancanza.
Dopo aver parlato un bel po', mamma mi chiama sul cellulare dicendomi che devo andare a badare alla mia sorellina a casa dato che lei deve fare la spesa.
Lo saluto nuovamente con un abbraccio e torno a casa.
Quando mi cambio, noto sulla maglia (esattamente sulla spalla sinistra) una goccia d'acqua.
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Spazio autrice
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H
eilà! Secondo voi cosa sarà quella goccia d'acqua? E soprattutto, vi è piaciuto il nuovo capitolo? Fatemi sapere tutto nei commenti e mi raccomando stellinate!⭐💬
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Vuoi essere il mio migliore amico? [IN REVISIONE]
Novela JuvenilLaura, una diciannovenne che ha appena terminato le scuole superiori, è alla ricerca della libertà e della realizzazione personale: vuole continuare l'università e farsi una vita da sola. E se arrivasse un ragazzo a sconvolgerle i piani?
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