Sono passate due settimane dall'omicidio ed il paese è ancora sconvolto. Quando scendo al pub capto ancora qualche commento sulla brutalità del fatto e la mia manager ha affisso una specie di macabra lapide con la foto di Erin. Ogni volta che la vedo mi viene da vomitare, ma che posso farci? Il pub non è mio. La casa è ancora sigillata e ogni tanto vedo qualche poliziotto entrare ed uscire, ma per il resto non c'è stato nessun passo avanti. Ho provato a chiamare Marta Miller più volte, ma lei non ha mai risposto. Pensavo di trovare conforto in una connazionale,ma a quanto pare aver sposato uno scozzese l'ha resa fredda e distaccata. Valerio non accenna quasi mai al caso, pensa che sia stato qualche malintenzionato, ma secondo me non è così. Ci sono troppe coincidenze in tutta questa storia: io vado da Erin perchè lei mi spia e lei muore. C'era qualcun altro nella stanza e quella sera stava litigando con qualcuno. Le mie impronte credo che siano state già rilevate e nessuno è venuto a bussare alla mia porta,quindi sono al sicuro da altri interrogatori. Mentre ero a fare la spesa due giorni fa ho sentito un tipo che diceva che l'arma del delitto non è ancora stata trovata e che probabilmente l'assassino se l'è portata via. In effetti, da quello che hanno riportato i giornali, Erin è stata trovata sgozzata con i capelli tinti di nero.Ma del coltello, o l'ascia o qualsiasi altra cosa sia stata usata per ucciderla, non c''era traccia. Molte persone qui sono preoccupate che ci sia un killer a piede libero, ma io su questo sono tranquilla. Non c'è nessun killer. È successo altro e mi sono messa in testa di scoprirlo.
Valerio oggi non torna a pranzo,così sono intenta a fare altre ricerche su Erin. Devo cancellare la cronologia non appena finisco, perchè l'altra volta Valerio mi ha detto che secondo lui sono ossessionata e non voglio assolutamente che riprenda il discorso della psicologa.
Sto navigando sugli stessi siti web degli ultimi quindici giorni, quando suona il campanello. Vado ad aprire e davanti a me c'è Marta Miller in tutta la sua freddezza:<<Dana, possiamo parlare?>>
La faccio accomodare sul divano e gli preparo un caffè bollente. Quando è pronto glielo porgo e mi siedo sulla poltroncina di velluto orribile che era già nell'appartamento quando lo abbiamo preso. La guardo in attesa che dica qualcosa, ma lei si guarda intorno con aria circospetta.
<<Ci sono stati degli sviluppi.>> Esordisce dopo un po'.
<<Ed è qui, perchè...>>
<<Perchè mentre mettevamo a soqquadro per l'ennesima volta casa della ragazza, abbiamo trovato questo.>>
Mi porge un bigliettino rosa appiccicoso. Lo apro, le mani mi tremano. Una scrittura che non ho mai visto mi appare davanti agli occhi:
She knows.
Lei sa.
<<Cosa significa?>>
<<Non lo so, me lo dica lei.>>
<<Cosa le fa pensare che sia riferito a me?>>
Tossisce e poggia la tazza di caffè sul tavolino di vetro che io e Valerio abbiamo preso ad un mercatino vintage.
Mi porge un altro bigliettino,sempre con la stessa calligrafia:
Dana knows.
Dana sa.
<<Cosa? Io non so un bel niente.>>
<<E allora perchè c'è il suo nome?>>
<<E perchè non mi ha dato subito questo di bigliettino?>>
<<Volevo capire se effettivamente sapeva qualcosa.>> Mi fissa negli occhi.
<<E cosa ne ha dedotto?>>
<<Che dice la verità. Ma si rende conto che questo le dà un altro ruolo nell'indagine? Dana,lei non è più una testimone.>>
Deglutisco, perchè so cosa sta per dire.
<<Lei è una sospettata. E stavolta le consiglio un avvocato.>>
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58 Rennie Road
Mystery / ThrillerDana e Valerio sono stati insieme da ragazzini ed ora, dopo vent'anni, si sono incontrati di nuovo. Valerio ha alle spalle un disastroso matrimonio e due figlie istigate dalla madre ad odiarlo, mentre Dana cerca di fare in modo che la loro storia va...