Capitolo 18

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Sono passati due giorni dal mio compleanno e con mio immenso stupore, Valerio ha prenotato una notte fuori. Prima di accettare ho chiamato Samuel che mi ha detto comunque di rimanere in Scozia, gli ho assicurato che non mi allontanerò più di tanto in quanto andiamo a Loch Ness.

Siamo arrivati nella piccola cittadina da due ore e ancora non siamo riusciti a dire qualcosa. Se Valerio mi ha portata qui, sicuramente mi ha semi perdonata e quindi non ho intenzione di rivangare il passato. Aspetterò che sia lui adire qualcosa. Dopo aver lasciato gli zaini nel piccolo bed and breakfast che abbiamo prenotato, ci inoltriamo in una piccola riserva naturale. Una pioggia leggera mi bagna il viso e l'odore della natura penetra a fondo nelle mie narici; voglio godermi ogni singolo istante della mini vacanza perchè non so cosa potrebbe succedere al mio ritorno. Se verrò arrestata cosa farò? Cosa dirò alla mia famiglia? Sono la più piccola della famiglia e tutti hanno sempre questo moto di protezione nei miei confronti. Sarò una delusione;come potrò spiegargli che io non ho ucciso nessuno? Sono ancora persa nei miei pensieri, quando Valerio si ferma davanti a me e mi prende le mani. Sussulto.

<<Dana, non so se riuscirò a perdonarti. Insomma, hai portato chissà dove mia figlia incinta..e..lei è morta. Hai sbagliato e Dio solo sa cosa ti sia venuto in mente, però se c'è una cosa che so per certo è che non l'hai uccisa tu. Come non hai ucciso tu l'altra ragazza. Se Samuel si rivelerà essere un cretino pagherò il miglior avvocato di tutta la Scozia e ti tirerò fuori da questa cosa. Mi hai capito?>>

Annuisco. Non riesco a parlare,sono esterrefatta. È la prima volta che dice queste cose e il mio cuore è colmo di gioia.

<<E poi c'è un'altra cosa.>> Continua a stringermi le mani, mi sorride e aggiunge:<<So che volevi un figlio. Ne abbiamo parlato tante volte..insomma, non è che dobbiamo programmarlo o cose così,però..oh Dio..insomma Dana, se verrà sarò contento.>>

Sento le lacrime pizzicarmi gli occhi. È quello che ho sempre voluto sentirmi dire, ma la situazione fa schifo e non posso fare a meno di chiedermi se in realtà me lo stia dicendo perchè crede che finirò in prigione.

Abbiamo camminato molto, abbiamo visto il lago di Loch Ness, ma nessuna traccia del mostro. Siamo molto stanchi e Valerio mi propone di mangiare in un piccolo bistrot della cittadina. Acconsento e ci lasciamo cadere sulle sedie non appena mettiamo piede nel locale. È molto carino: i lampadari sono a forma di lanterna e i tavoli sono in legno. Le pareti sono colorate di un verde pastello e la vista è davvero meravigliosa; sto ammirando il paesaggio quando Valerio si alza per andare al bagno. La cameriera mi saluta e mi porta i menù dicendomi che oggi fish and chips sono scontati del trenta per cento. Sto adocchiando le altre pietanze sul foglio di carta, quando fuori dalla finestra noto una sagoma in mezzo alla strada. Non la vedo in faccia, ma si capisce benissimo che è una donna. Mi strofino gli occhi e torno a guardare il menù, nessuno può rovinarmi questo giorno, tra l'altro sono stressata e probabilmente non sarà niente. Ho letto di persone che hanno avuto allucinazioni durante periodi di forte stress, alcuni addirittura hanno sofferto di psicosi dissociativa. Cerco di non guardare ma mi sento osservata, così mi volto e la sagoma è ancora là. Faccio per alzarmi, ma Valerio torna al tavolo:<<Cazzo, i bagni fanno schifo. Eppure il locale sembra carino. Allora, che ordiniamo?>>

Non rispondo. Sto ancora guardando la sagoma che ora mi sta salutando.

<<Valerio, guarda!>>

Lui si volta, ma in mezzo alla strada non c'è più nessuno.


Il mattino dopo ripartiamo di buon'ora, ma non ho più accennato niente a Valerio. Rincasiamo nel primo pomeriggio e i gatti vengono subito a farci le fusa. Li accarezzo e strofino la guancia sul viso di Black, poi corro a farmi una doccia. Mentre esco dalla vasca, suona il campanello e, con ancora l'asciugamano attorcigliato a mò di turbante in testa, vado ad aprire. La Miller entra senza nemmeno chiedere il permesso, tira fuori un paio di manette e me le attorciglia intorno ai polsi:<<La dichiaro in arresto per duplice omicidio.>>

La testa mi diventa pesante el'ultima persona che vedo prima di svenire è Valerio che sbraita contro la Miller.










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