~Capitolo 10~

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     Derek
Stavo facendo un sogno strano, inseguivo un corvo che volava alto nel cielo. Ma lo seguivo volando sulla scopa più velocemente possibile, poi si butta in picchiata e rallenta resente al suolo. Io continuo a seguirlo e in lontananza vedo qualcuno. Alta 1.70, lunghi capelli castani, uniforme di Corvonero, Leo mi sta dando le spalle; il corvo gracchia e lei stende il braccio per far si che esso vi ci atterri.
Ma quando si toccano vengono circondati da una luce abbagliante. Ora c'è solo Leo ma con indosso un bellissimo vestito nero senza spalline, la gonna è vaporosa e sembra fatta di piume, i capelli sciolti e qualche gioiello luccicante.
Mi avvicino "Leo" quando si volta veniamo circondati dalle fiamme. La prendo per portarla in salvo ma lei getta la mia scopa nel fuoco "Perché l'hai fatto?" Chiedo accarezzandole il viso, lei mi guarda dritto negli occhi "Derek svegliati!" Mi ordina. "Cosa?" Lei mi mette una mano sulla guancia, improvvisamente sento il peso del mio corpo come se fossi sdraiato ma con una leggera pressione sul petto "Derek, torna da me" mi implora lei, è così bella che non resisto la bacio, e nel momento stesso in cui lei ricambia mi sveglio.
Ed eccola lì seduta sul bordo del letto a guardarmi, "Grazie al cielo, stai bene!" Si schiaccia contro di me e mi sento arrossire, lei si mette a piangere "Eri in coma" singhiozza, la abbraccio "Va tutto bene, guardami sto bene" la rassicuro, "Era preoccuparta per me, che dolce" penso. Lei smette di piangere e tira su la testa il mascara le è colato sulle guance, sorrido "Ti sei truccata?" Chiedo mentre lei si tira su del tutto "Mi hanno obbligata" dice prendendo un fazzoletto e comincia a pulirsi la faccia, mi siedo contro la testata del letto. È più facile di quanto pensassi.
"Sai è stata fatica sprecata" commento, "Lo so, ho fatto un disastro" dice accartocciando il fazzoletto per lanciarlo contro dei fiori. Le accarezzo il viso e la guardo serio "Non era questo che intendevo", lei spatte le palpebre come se le avessero schizzato l'acqua in faccia, "Sei molto bella, Corvetta" le parole mi escono fuori da sole e quando mi rendo conto di quello che ho detto è tardi.
Lei diventa rossa "Grazie Derek, è carino sentirselo dire" distoglie lo sguardo. Lo faccio anch'io e mi rendo conto di indossare una sciarpa di Corvonero, sento il profumo, correzione la sua sciarpa. "A quanto pare porta davvero fortuna" dice sistemandomela, "Tienila fino a quando stai meglio o fino alla mia prossima partita, dipende cosa arriva prima" aggiunge con un sorriso stanco.
Sembra esausta, "Stai bene?" Chiedo, alza le spalle "Sono solo un po' stanca, è stata una lunga giornata" ci credo dopo quella parata.

Ciao personcine!
Ok... è un po' strano ma spero vi piaccia!
Il prossimo è molto... particolare.
Alla prossiama!

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