Nuvole

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Nuvole.
Sin dai primi mesi di vita Cus, la prima figlia del Daishinkan, ne era affascinata. Ogni volta che il suo sguardo puntava verso il cielo, era felice di vedere quelle piccole sagome bianche che, giorno dopo giorno, assumevano diverse sfumature a seconda delle condizioni atmosferiche.
Anno dopo anno la bambina cresceva e, insieme a lei, la sua capacità di immaginazione. Fu suo padre per primo che in un giorno soleggiato, portandola su una collina di un lontano pianeta, le insegnò a riconoscere le varie sembianze che le nubi stavano tracciando al di sopra delle loro teste.
Da quel momento, l'angioletta non aveva mai smesso di giocare con la fantasia e divertirsi con quei segni che il cielo le stava mostrando.


Non aveva mai smesso di intrattenersi con quel gioco di immaginazione, nemmeno dal giorno in cui era stata ufficialmente investita del ruolo di Angelo dell'Universo 10.
Dal punto più alto del palazzo di Lord Rumsshi, il suo Hakaishin, vi era uno spettacolo meraviglioso: una grande radura si presentava agli occhi del visitatore, con qualche albero che si intravedeva in diversi punti di quella vasta zona e, sulla linea dell'orizzonte, una foresta.
In quel luogo Cus si ritirava ogniqualvolta che il Dio della Distruzione stava riposando, ed era lì che trascorreva la maggior parte di quel "tempo libero" che le era concesso, alzando lo sguardo verso il cielo e osservando le nuvole da sola.
Tranne un giorno.


«Cos'è successo, Cus? Il tuo collo ha qualche problema?»


A quel richiamo l'angioletta sobbalzò.
Da quando anche lui era giunto in quel luogo, per circa una decina di minuti Rumsshi era rimasto a lungo alle sue spalle, senza avanzare oltre e restando in silenzio. Il Distruttore notò che quest'ultima aveva la testa rivolta verso l'alto, immobile, quasi senza battere ciglio... e, dopo un paio di minuti, egli iniziò a chiedersi il motivo di quello che a lui sembrava solo un insolito gesto.
E, nonostante quell'improvviso richiamo, Cus riuscì a dargli subito una risposta, invitandolo a sedersi al suo fianco: «No, stavo solo osservando il cielo. Nota qualcosa di particolare, Lord Rumsshi?»
La divinità elefantiaca alzò lo sguardo e scosse la testa. «Vedo solo delle nuvole, nulla di più.»
«Osservi con più attenzione. Quella grande alla nostra destra, le assomiglia così tanto...»
«C-Cosa?! Stai scherzando, vero?»
Rumsshi fu colto di sorpresa da quell'affermazione: era una divinità talmente fiera di sé che l'idea di essere rappresentato in una volta celeste, seppur per caso, lo stava rendendo raggiante di felicità. Cercò di individuare la nuvola indicata dal suo Angelo, per poi trovarla e commentare orgoglioso:
«Sono d'accordo. Visto? Anche quella nuvola ha già capito chi comanda in questo Universo!»


Per un secondo, Cus spostò lo sguardo verso il suo Hakaishin e sorrise.


Mio padre aveva ragione: nessuno può resistere al fascino delle nuvole!

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